Anglotedesco

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venerdì 8 febbraio 2013

La Gran Bretagna ci insegna come separare banche e politica




La Gran Bretagna non deve prendere ordini dalla Bce e può fare ciò che vuole, dei principali paesi europei, è quella che nel 2012 ha creato piu nuovi posti di lavoro.Noi invece dobbiamo solo ridurre il debito...

da LIBERO 5 febbraio 2013

Il ministro britannico delle finanze, George Osborne,ha presentato il suo progetto di riforma per sistema bancario,che attraversa problemi di stabilità non dissimili a quelli di molti istituti nell'area euro.Il progetto del governo Cameron prevede la netta separazione tra gli istituti di credito tradizionali e quelli d'affari.In questo modo,sottolinea Osborne,nessuna banca sarà "troppo grande per non poter fallire" come nel caso passato di Rbs,nazionalizzato negli anni successivi ai crac Lehman.
Questo progetto di riforma presenta una svolta piu radicale rispetto alla versione precedentemente (messa a punto dalla commissione Vickers),sopratutto per la spinta legata allo scandalo della manipolazione dei tassi Libor,che ha ulteriormente rafforzato la necessità di separare le attività bancarie tradizionali da quelle d'investimento.
L'esecutivo conservatore,che per bocca del suo premier ha portato avanti la richiesta di referendum sulla permanenza dell'Inghilterra nell'area Euro,vuole comunicare ai cittadini una maggiore severità nella gestione del sistema bancario,rendendo non necessari futuri salvataggi degli istituti a spese per contribuente.Il ministro Osborne ha anche messo in luce una differenza non accettabile tra la facilità nel realizzare grandi transazioni bancarie a fronte delle lungaggini per operazioni piu semplici che coinvolgono piccole aziende.
Il progetto,dunque, si propone di realizzare un vero e proprio "recinto elettrico" attorno alle banche che le  separi il piu possibile dalla politica:quelle che non presenteranno margini di sicurezza sufficienti per quanto riguarda la capitalizzazione e la leva di rischio potranno essere "scorporate".Tra i critici del progetto di Osborne,Molti sottolineano il rischio di perdita di centralità di Londra come piazza finanziaria.

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