Anglotedesco

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giovedì 14 febbraio 2013

VATICANO.Bruno Vespa:10.000 euro e richiesta di udienza




Quante se ne sentono in questi giorni dopo le dimissioni di Papa Ratzinger, fatica, malattia ecc ecc.Cosa ne penso io? Che si è dimesso per gli scandali che trovate all'interno di questo capolavoro scritto da Gianluigi Nuzzi in collaborazione con Paolo Gabriele "Il corvo".Cose gravissime ,"Tangentopoli vaticana", decisioni spietate senza motivi validi, una schifo. In questi due giorni pubblicherò qualche pagina di questo libro che  non si può fare a meno,troverete molte risposte  alle tante domande che sono state fatte  per le sue dimissioni.
Bruno Vespa è una vita che lecca i piedi alla Chiesa, sa tante cose,potrebbe parlarne, ma si rifiuta, gli conviene...

da SUA SANTITA'-Gianluigi Nuzzi (Chiarelettere)

E' sopratutto alla vigilia del 25 dicembre che le offerte si fanno piu consistenti e l'agenda del Santo Padre,che abbiamo potuto vedere,si infittisce.Basta prendere il dicembre del 2011 quando Benedetto XVI ha fissato in scaletta numerosi incontri e sul tavolo arrivano copiose offerte da ecclesiastici e laici di tutto il mondo.Tra queste spicca la lettera con un assegno di 10.000 euro che il 21 dicembre Bruno Vespa,il giornalista televisivo piu conosciuto in Italia,indirizza per le opere del papa:"Anche quest'anno,mi permetto di farle avere,scrive,a nome della mia famiglia una piccola somma a disposizione della carità del papa.Auguro a Sua Santità e a lei,caro don Giorgio,di trascorrere un sereno Natale e un nuovo anno di proficua missione".Qualche riga in bianco e,dopo le indicazioni del numero e dell'importo dell'assegno,il giornalista aggiunge a mano una postilla:"Ps:Quando possiamo avere un incontro per salutare il Santo Padre? Grazie".Vespa manda una somma di denaro per le opere pie di Ratzinger e coglie l'occasione per chiedere un appuntamento.La segreteria del pontefice,probabilmente lo stesso padre Georg ,verga sulla lettera un memo per il pontefice: "Mi faccio vivo al riguardo nel nuovo anno" per l'agognato appuntamento.
Alla vigilia di Natale Benedetto XVI legge la missiva e chiede di ringraziare per l'obolo.Sono giorni intensi, con somme che arrivano anche dal vertice del sistema bancario italiano.C'è Giovanni Bazoli,presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo e protagonista della finanza cattolica,che invia 25.000 euro come "contributo per le sue opere di carità", facendo intestare l'assegno circolare proprio a monsignor Georg Ganswein.C'è il "dono speciale per il Santo Padre" che Dieter Rampl e Federico Ghizzoni,presidente e ad di Unicredit,inviano al cardinale Bertone perchè lo consegni al papa.I banchieri colgono l'occasione,nella loro missiva,per sostenere la centralità della persona nella società di oggi, condividendo lo spirito dell'enciclica Caritas in veritate.E sottolineano la loro attenzione ai mercati finanziari dell'Est europeo,dove Unicredit è presente con filiali.I regali,almeno alcuni di quelli che il papa riceve,vengono poi ridistribuiti tra i dipendenti del piccolo Stato.E' il caso della festa della befana per i dipendenti dei servizi di sicurezza,a iniziare dai 150 gendarmi."Per impreziosire la festa",il capo della gendarmeria Domenico Giani nel dicembre del 2010 ottiene che padre Georg destini alcuni doni all'appuntamento "che quest'anno avrà una particolare cornice con la presenza dei bambini e dei familiari",come gli scrive in un appunto.
In Vaticano non arriva solo denaro ma regali di ogni tipo,anche beni alimentari,prosciutti,salumi e persino il pregiato prosciutto crudo spagnolo Serrano.E' proprio il tuttofare Giani che gira lo scatolone con il crudo a forma di violino e altre prelibatezze all'appartamento privato quando nel dicembre del 2010 riceve il pacco direttamente dal produttore.Si tratta del papà di Marisa Rodriguez,la corrispondente della tv pubblica spagnola Tve,che ci tiene a omaggiare il pontefice.Aggiungendo ovviamente una lettera:"La busta per il Santo Padre,scrive Giani in un biglietto di accompagnamento,è  all'interno della scatola".

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