Anglotedesco

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domenica 31 marzo 2013

Il risparmio in Italia nel 1977



Avrei dovuto pubblicarlo venerdi ma ho preferito farlo oggi perchè c'era qualcosa di piu importante.Invito tutti coloro che leggono di paragonare i dati del 1977,cioè con l'Italia che aveva la Banca D'Italia pubblica e non privata come oggi, la lira e non l'euro, l'inflazione alta e non bassa, con quella di oggi.
Sto leggendo l'ultimo libro di Marco della Luna ,TRADITORI AL GOVERNO?.Vi consiglio di acquistarlo perchè è sintetico e costa poco (4,80 euro);da domani, fino a venerdi, ne pubblicherò dei pezzi perchè ne vale davvero la pena.Ci racconta in maniera semplice quello che nessuna trasmissione delle principali reti televisive italiane ,si rifiuta di fare.


da ENCICLOPEDIE RIZZOLI 1978-79

Secondo la consueta indagine effettuata dalla Banca d'Italia,nel 1977 il reddito delle famiglie italiane è stato in media di 7.250.000 lire,con un incremento rispetto all'anno precedente del 21%.La distribuzione del reddito tra le famiglie ha subito qualche modifica di una certa importanza proseguendo nella linea di tendenza già manifestatasi da qualche anno.
L'inflazione determina solo in un primo momento una flessione della propensione media delle famiglie a risparmiare.Subito dopo le famiglie capiscono che il fenomeno inflazionistico erode notevolmente il valore del risparmio accumulato,specie se detenuto in forma liquida,per cui si cerca di accantonare una quota maggiore di reddito al fine di mantenere inalterato il valore del patrimonio accumulato.In tempi di inflazione,insomma, il risparmio è ritenuto piu necessario dalle famiglie anche se per risparmiare occorre fare maggiori sacrifici.
Questo fenomeno spiega in parte l'insuccesso registrato in vari paesi occidentali,come la Germania,dalle politiche di rilancio dell'economia piu volte tentate dai governi.Il maggior reddito che veniva in vari modi (sgravi fiscali,o aumento della spesa pubblica) distribuito ai cittadini,era da questi utilizzato per incrementare il risparmio piuttosto che per espandere i consumi interni e quindi permettere alle imprese di produrre di piu.Alcuni lo considerano un fenomeno nuovo nel mondo occidentale.
La prospensione al risparmio delle famiglie italiane si è mantenuta anche nel 1977 piuttosto elevata.Il 43% circa delle famiglie,secondo l'indagine che annualmente effettua la Banca d'Italia,ha avuto un risparmio che in media è ammontato a 853.000 lire.Solo il 3,7% delle famiglie ha avuto un risparmio negativo,cioè si è indebitata avendo speso piu del reddito ricevuto per una somma pari in media a 94.000 lire.Inoltre il 51% delle famiglie ha speso tutto quello che ha guadagnato senza risparmiare nulla.
Ma le famiglie italiane come investono le somme che nonostante tutte le difficoltà degli ultimi anni continuano a risparmiare? Come riescono a proteggere il proprio risparmio dall'inflazione? In primo luogo appare evidente dai dati dall'indagine della Banca d'Italia che la maggior parte di coloro che posseggono un'azienda o comunque un'attività in proprio preferiscono investire una parte notevole di quanto risparmiamo nell'azienda stessa,evidentemente ritenendola la migliore salvaguardia contro l'erosione dell'inflazione.Ma ancira molto elevato è il numero di coloro che investono il proprio risparmio in attività finanziarie,cioè in titoli o in depositi bancari.Molto alto è comunque il numero di coloro che acquistano una casa.Emerge con chiarezza che in qualsiasi classe di reddito una elevata percentuale di risparmio è costituita da risparmio finanziario.Segue l'abitazione,che evidentemente è molto importante per gli italiani.Relativamente scarso è l'interesse per gli ogetti di valore.Ma ancora piu interessante è il fatto che emerge la ripartizione del risparmio finanziario.Appare evidente che gli italiani non amano sforzarsi molto per impiegare i propri risparmi.In genere ci si accontenta di depositarli in banca o presso l'ufficio postale.Molti tengono addirittura il contante in casa o in cassetta di sicurezza.Man mano che il reddito sale la preferenza per il deposito postale scende nettamente mentre si mantiene elevatissima quella per il deposito in banca.Compaiono i titoli che tuttavia assorbono una percentuale molto modesta di risparmio,mentre si mantiene anormalmente elevata la percentuale del contante.Se si pensa che in molti paesi il contante è stato praticamente sostituito dagli assegni e sopratutto dalle carte di credito,anche questo modo di risparmiare è simbolo di una notevole arretratezza del sistema italiano.La posta si conferma comunque come una grande banca specializzata nella raccolta dei depositi piccoli e piccolissimi.

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