Anglotedesco

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mercoledì 20 marzo 2013

L'Italia non cresce...e gli altri paesi? Guardate la Francia



L'argomento piu gettonato dalla sinistra con la puzza sotto il naso è la crescita, l'Italia è il paese dell'Eurozona che cresce meno e dunque... Silvio Berlusconi è la rovina perchè è vent'anni che comanda. Essendo il 95% degli italiani totalmente ignoranti di economia, gli danno ragione e con loro non può minimamente discutere, devi star li a raccontargli tutto dall'inizio, anche le cose piu semplici.
Per prima cosa: tutta l'eurozona ha una crescita bassissima grazie all'euro e alla rigidità  delle nisure che i paesi devono attuare .Quali sono le ricette che ti suggeriscono? Imitare i paesi BRICS cioè orari di lavoro indecenti, maltrattamenti, stipendi ridotti del 60% e sopratutto impedire ai sindacati di rompere i coglioni, l'operaio deve stare zitto.Perchè quando si parla della Germania si tira sempre fuori la Volskwagen e mai la Amazon?
L'operaio europeo non è stupido, è orgoglioso, non ha voglia di farsi sfruttare e rinuncia.Ci vogliono gli stranieri ,i disperati e dunque chi vuole mettere dei pali all'immigrazione deve essere messo da parte mentre quelli come la nuova presidente della Camera Laura Boldrini, sono ben viste.L'Italia è uno dei paesi Piigs, il meridione ha raggiunto livelli di povertà incredibili (leggete gli ultimi dati censis), secondo voi è una cosa sensata far arrivare centinaia di migliaia di poveri da altri paesi?
Leggete com'è la situazione in Francia.

da AFFARI E FINANZA -Giampiero Martinotti

"La Francia sembra avviata inesorabilmente ad essere il prossimo grande malato dell'Europa, l'ennesima vittima della miopia tedesca e della politica tutta austerity imposta dalla Germania, come ci spiega l'economista Jacques Attali.Il 2012 si è chiuso con una crescita pari pressochè a zero,e con un ultimo trimestre con il Pil a -0,3% ora si attende con ansia il responso per il primo "quarto" del 2013,con il pericolo di finire in recessione "tecnica" ma in ogni caso anche per l'intero anno in corso lo sviluppo sarà fermo.Intanto i disoccupati hanno superato i 3 milioni,l'industria perde competitività sui mercati mondiali,il costo del lavoro è troppo alto,la spesa pubblica è fuori controllo e con piu del 56% del Pil è superata in Europa solo dalla Danimarca.
Nonostante la Francia venga indicata da tempo come il possibile nuovo grande malato d'Europa,lo spread con i tassi tedeschi a dieci anni si aggira sui 73 punti base,una cifra che fa sognare i PiigsLa fiducia dei mercati nella seconda economia dell'eurozona sembra a prova di bomba:la Germania non lascerà mai cadere il principale alleato,pensan gli operatori,e la solidità politica delle istituzioni garantisce il rimborso degli interessi,nonostante il debito pubblico abbia ormai raggiunto la soglia del 90%.
Due cifre danno un'idea della situazione disastrosa dell'industria transaplina:nel 2012,il deficit commerciale è stato di 67,2 miliardi,mentre la Germania ha registrato un'eccedenza di 188,1 miliardi.C'è un problema di costo del lavoro,indubbiamente,poichè il finanziamento del welfare riposa quasi esclusivamente sul lavoro:fra il 1997 e il 2010,ricorda ancora la Baudchon,il costo orario del lavoro nell'industria è aumentato in Francia del 50% contro il 30% registrato in Germania.Ma c'è altro: la produzione francese di beni non è in sintonia con le richieste dei mercati mondiali ed è forte sopratutto nei prodotti di gamma media,cioè proprio dove la differenza può essere fatta solo con i prezzi.E poichè gli oneri sociali a carico delle aziende restano fra i piu alti d'Europa,la Francia perde terreno nel commercio internazionale: in tredici anni la sua quota di mercato è passato dal 6,5 al 3,2%.
Hollande ha promesso un'inversione di tendenza entro fine anno, ma con una crescita inesistente (+ 0,1% secondo la commissione nel 2013,un pò meglio la previsione dell'Ocse) l'obiettivo non potrà essere raggiunto.Del resto,il termometro rappresentato dall'erogazione del credito mostra un paese fermo, sia sul fronte della domanda sia su quello dell'offerta: nel dicembre scorso,i crediti alle famiglie registravano un crollo del 23,1% i dodici mesi, quelli alle imprese un calo del 3,7%.Negli ultimi vent'anni,la Francia è rimasta ingessata:la spesa pubblica rappresenta il 36,3% del Pil,ma è sopratutto la sua evoluzione a preoccupare:in vant'anni è salita dell'1,2%,mentre negli altri paesi europei è scesa del 3%.Poca crescita,deficit alto,debito pubblico al limite del livello di guardia,perdita di competitività quel modello non hanno piu potuto praticarlo,e hanno perso l'aggressività che la rendeva tento temibili negli anni 70-80.Vedremo se Abe saprà risuscitare il passato.Dalle prime statistiche su domanda interna e produzione,appena uscite,sembrerebbero  di si.

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