Anglotedesco

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mercoledì 27 marzo 2013

Quello che diceva Bergoglio durante la crisi argentina....



Questo Papa Bergoglio mi convince sempre meno, ha cambiato troppe posizione negli ultimi 35-40 anni.Prima difende la dittatura di Videla poi si scaglia giustamente contro chi ha ridotto in miseria l'Argentina ad inizio anni 2000, mentre ora non è d'accordo con la Kirchner che invece è riuscita a risollevare il suo paese, nonostante tanti criminali anti-operai raccontano cazzate tutti i giorni su giornali e tv.
Prima di pubblicare un pezzo dell'intervista del 2002 ,brevemente grazie a Loretta Napoleoni con il suo libro IL CONTAGIO, ricordiamoci cos'è successo in Argentina:

"La crisi Argentina non è legata esclusivamente alla disciplina ferrea imposta dal rapporta tra pesos e dollaro,a monte c'è un indebitamento eccessivo, fuori controllo,connesso all'introduzione delle regole neoliberiste imposte dal centro finanziario dell'impero occidentale, prima fra tutte la finanziarizzazione dell'economia,uno dei cavalli di battaglia di questa strategia sono le privatizzazioni che avvengono con la guida delle grandi banche d'affari internazionali.
Sotto le pressioni del FMI il governo argentino privatizza le pensioni.Nascono così i fondi pensione gestiti ufficialmente dagli argentini,ma di fatto dai banchieri di Wall Street che si ritrovano tra le mani un patrimonio nazionale.
Come avviene con i paesi Piigs,le grandi banche d'affari e le grosse finanziarie in cambio dei loro servigi intascavano lauti compensi in commissioni.In Argentina dal 1991 al 2001 si parla di un miliardo di dollari soltanto per la sottoscrizione del debito del governo.Per ogni emissione obbligazionaria infatti, il governo pagava profumatamente le banche che la portavano sul mercato e la piazzavano.Gli acquirenti erano i fondi pensione e i fondi comuni europei perchè i gestori di quelli americani non si fidavano e domandavano tassi e rendimenti piu alti.E infatti gli effetti della bancarotta argentina si faranno sentire piu a casa nostra che altrove.
Come avverrà per i PIIGS,gli analisti delle stesse banche e società producevano analisi e rapporti dettagliati dei quali risultava che l'economia argentina cresceva e non esistevano rischi.Informazioni analoghe provenivano dalle agenzie di rating che consideravano il debito argentino,come quello dei PIIGS,assolutamente solido"

da MILANO FINANZA del 16 marzo 2013-articolo di Gianni Valente-L'INTERVISTA  A BERGOGLIO DEL 2002 FU PUBBLICATA DAL MENSILE 30GIORNI

EMINENZA,COSA E' SUCCESSO IN ARGENTINA?

La conferenza episcopale ha descritto nella lettera al popolo di Dio pubblicata il 17 novembre 2001,tanti aspetti di questa crisi inedita :la concezione magica dello stato,la dilapidazione del denaro del popolo,il liberismo estremo mediante la tirannia del mercato,l'evasione fiscale,la mancanza di rispetto della legge tanto nella sua osservanza quanto nel modo di dettarla e applicarla,la perdita del senso del lavoro.In una parola,una corruzione generalizzata che mina la coesione della nazione e ci toglie prestigio davanti al mondo.Questa è la diagnosi.E al fondo,la radice della crisi argentina è di ordine morale.

QUELLA ARGENTINA APPARE ANCHE COME UNA CRISI DI SISTEMA.CRISI DEL MODELLO ECONOMICO CHE SI ERA IMPOSTO LUNGO GLI ULTIMI DUE DECENNI.

C'è stato in questo tempo un vero terrorismo economico-finanziario.Che ha prodotto effetti facilmente registrabili,come l'aumento dei ricchi,l'aumento dei poveri e la drastica riduzione della classe media.E altri meno congiunturali,come il disastro nel campo dell'educazione.In questo momento,nella città e nelle zone abitative intorno a Buenos Aires ci sono 2 milioni di giovani che non studiano ne lavorano.Davanti al modo barbaro in cui si è compiuta in Argentina la globalizzazione economicistica,la chiesa di questo paese si è sempre rifatta alle indicazioni del magistero.I nostri punti di riferimento sono, ad esempio,i criteri esposti con chiarezza nell'allocuzione di Giovanni Paolo II ecclesia in America".

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