Anglotedesco

Anglotedesco

giovedì 28 marzo 2013

Spieghiamo a Gad Lerner i danni provocati dall'euro....



Come tutti sapete Daniele Martinelli insieme a Claudio Messora sono stati nominati da Beppe Grillo commissari per controllare il lavoro dei parlamentari 5 stelle.Il  blog di Daniele Martinelli lo leggevo tutti i giorni prima dello scoppio della crisi, poi ho scelto altri siti un po piu competenti in temi economici.Ogni tanti ci vado a fare un salto e ho visto che il blogger bergamasco prende come punto di riferimento il professor Marco Saba che sono andato a sentire e riprendere (lo trovate sul mio canale Youtube) nel gennaio 2012 a Cremona in un convegno organizzato da Forza Nuova.
Mi ha incuriosito un post (CLICCA QUI PER LEGGERLO) dove risponde al "furbetto" Gad Lerner proprio sull'euro.Lerner fa parte di quella foltissima schiera di giornalisti filo ebreo-americani che ci tengono alla carriera e mangiare caviale, e per farlo devi stare con i piu forti cioè con l'oligarchia finanziaria, non puoi toccare la Commissione criminale europea o la Banca Criminale Europea (BCE).Se sulle reti Mediaset si lecca il culo a Silvio Berlusconi,le altre lo fanno per difendere le banche e la speculazione finanziaria che ci sta veramente massacrando.
Pubblico pezzi di un paio di libri di due che politicamente sono l'opposto (Rizzo è di estrema sinistra mentre Novi è del centrodestra),ma che spiegano in maniera precisa e semplice il golpe europeo e la dittatura dei banchieri.Quello che non condivido di Novi e le difese nei confronti della Lega Nord.Anche lei,come il pDL, hanno votato a favore del TRATTATO DI LISBONA e questa è una grossa colpa.

IL DIVORZIO TESORO-BANCA D'ITALIA E LA VENDITA DEI BENI PUBBLICI

da IL GOLPE EUROPEO-Marco Rizzo

Prima del famoso "divorzio" tra Tesoro e Banca d'Italia del luglio 1981,quest'ultima aveva la possibilità di acquistare i titoli di stato partecipando all'asta,sostenendo il prezzo d'emissione,calmierando quindi il tasso di rendimento e consentendo comunque il finanziamento del deficit.
Quando nel 1992 l'Italia uscì dallo SME ed effettuò una svalutazione intorno al 33% (il marco passò da circa 750 lire a 1000),l'incremento dei prezzi negli anni successivi fu abbastanza contenuto.L'impennata dei prezzi si era avuta negli anni precedenti,con lo shock petrolifero della fine anni 70',mentre la vera esplosione del debito si è avuta nel 1981 (nel 1980 il debito era al 60% del Pil, nel 1992 era al 107,7%),dopo il citato "divorzio" tra Tesoro e Banca d'Italia.Ora,la motivazione dell'investimento speculativo,a differenza tra prezzo d'acquisto e prezzo di vendita.Gli alti tassi d'interesse sui titoli pubblici, che negli anni 80' venivano pagati in ossequio ad una linea di contenimento dell'inflazione basato su un alto costo del denaro, in mancanza dell'intervento della Banca d'Italia a freno della conseguenza discesa dei prezzi d'emissione ,hanno senza dubbio attratto il risparmio delle famiglie,ma hanno anche contribuito a distogliere ampie quote di capitale dell'investimento produttivo a quello finanziario,in sintonia con le esigenze di una borghesia italiana alla ricerca di impieghi facili, garantiti e piu redditizi,con  conseguente stagnazione della crescita economica pur di presenza di una consistente inflazione (venne coniato il neologismo "stagnazione" per definire l'anomala situazione).Pertanto,da un lato il capitale, attraverso i propri rappresentanti politici al governo, faceva sostenere la caduta del saggio di profitto con un uso spregiudicato della spesa pubblica a proprio vantaggio,dall'altro faceva artificialmente creare impieghi alternativi,finanziari appunto, ad alta reddittività,in definitiva a spese della fiscalità ,cioè dei lavoratori.L'aumento del monte interessi passivi in scadenza periodica ha fatto poi da moltiplicatore del debito pubblico,nel senso che il loro pagamento veniva coperto mediante ricorso a nuovo,piu oneroso, indebitamento,talmente esposto all'anarchia del mercato.E' quindi evidente la pesante corresponsabilità del capitalismo italiano nella creazione della situazione che è stata "istituzionalizzata" dall'introduzione dell'euro,fortemente voluta e appoggiata,proprio nelle forme in cui è stata attuata,dalla nostra borghesia nazionale.
Qual'era lo scopo della vendita dei beni pubblici? Farci vendere i beni pubblici,le municipalizzate, i beni demaniali a prezzi di saldo,trasformare lo stesso welfare in un'occasione di business privato con la scusa di dover pagare gli interessi del debito:tutto il baraccone delle "privatizzazioni" e "liberalizzazioni" che il Pdl e il Pd, i due tentacoli della politica subordinata al capitale,hanno accettato supinamente o addirittura promosso in maniera bipartisan.Attraverso le privatizzazioni,promosse dalla cosidetta "sinistra" sono state distrutte le partecipazioni statali, le grandi industrie le partecipazioni statali, le grandi industrie chimiche, informatiche,siderurgiche ,meccaniche ecc,un intero sistema produttivo di "gioielli di famiglia" è stato alineato a prezzi da saldi,a volte addirittura incentivandone l'acquisizione privata con contributi pubblici ad hoc.Inoltre, l'impoverimento dei lavoratori e di tutta la classe media italiana ha fatto si che,da grandi risparmiatori,gli italiani siano passati ad avere un grande debito privato che non riesce piu a fare da contraltare al debito pubblico.Le sirene delle borde e degli speculatori hanno fatto si che parte dei risparmiatori italiani, allettata da promesse di rapido arricchimento senza essere stata informata dei rischi, abbia abbandonato l'investimento in titoli di stato per i piu attraenti titoli azionari o in generale a reddito variabile, "consegnandosi" così nelle braccia della speculazione nazionale e internazionale.Ricordiamo le vicende Parmalat,Cirio,Argentina ,la trappola dei fondi d'investimento farciti di titoli spazzatura, ecc.
Tutto ciò ha determinato il possesso da parte di banche e finanziarie,nazionali e internazionali,della maggior parte di risparmio delle famiglie non ancora intaccato dall'aumento del costo della vita,dalla diminuzione delle retribuzioni reali e dal crescente indebitamento per consumi.

LA PERDITA DI SOVRANITA' MONETARIA E LA DITTATURA DELLA BCE

da LA DITTATURA DEI BANCHIERI-Emiddio Novi (Controcorrente)

La sovranità monetaria degli Stati europei è stata ceduta alla BCE.Il processo storico che ha portato a questa rinuncia è avvenuto in modo tale che i popoli ne sono stati tenuti all'oscuro.Gli Stati hanno progressivamente abdicato all'esercizio di questo potere per delegarlo alle banche centrali,che sono delle società private proprietarie delle banconote.Le prestano allo Stato che diventa loro debitore.Gli Stati a loro volta si impegnano a restituire a queste società private i soldi presi in prestito pagando gli interessi.Gli stati,nel momento in cui rinunciano ad essere produttori di moneta,s'indebitano con le banche centrali, i cittadini pagano le tasse e una parte di queste risorse è destinata a pagare gli interessi e a restituire la moneta presa in prestito.
Le banche centrali nazionali,pur stampando moneta in condizioni di monopolio,avevano un solo interlocutore:lo Stato nazionale.
Con la Banca centrale europea,si è creata una situazione tale da indurre diciassette paesi,che fanno parte della zona euro,a cedere a una banca privata transnazionale la sovranità monetaria.E quindi il potere di decidere la politica economica di tutta l'eurozona.La BCE ha un potere incontrollato e anomalo:non esiste uno Stato federale europeo e il conflitto tra questo organismo transnazionale e i singoli paesi non può nemmeno essere risolto da un appello democratico al popolo.In assenza di una Costituzione europea,i rapporti tra Bce e i diciassette Stati dell'eurozona non sono nemmeno garantiti e disciplinati costituzionalmente.E i cittadini dell'eurozona,come non potevano pretendere la convertibilità in oro delle banconote in loro possesso dalle banche centrali dei singoli Stati,così non lo possono fare con la BCE.
Quando la moneta non è piu legata ai sistemi economici,alla loro capacità di ripresa o espansione,ecco che una banca come la Goldman Sachs può mettere a rischio persino l'euro.Lo fa invitando i grandi fondi speculativi ad attaccare la moneta unica.Un paese come l'Italia,con un debito pubblico pregresso del 120% del Pil,diventa così terreno di scorrerie speculative.Senza uno Stato federale o confederale alle spalle,l'euro non è in grado di arginare l'offensiva dei cosidetti mercati.O meglio,la BCE non vuole essere prestatore di ultima istanza,muraglia invalicabile contro la speculazione.E preferisce garantire le banche ,ma non gli Stati.
Soltanto una Banca Centrale che stampa moneta può domare l'incendio planetario scatenato dai cosidetti derivati, gli innovativi strumenti finanziari (così gli definivano gli speculatori) che hanno valore sette volte il Pil mondiale.E gli stati non sono in grado nemmeno di frenare quelle dieci banche che controllano il 90% dei mercati dei derivati.Gli Stati Uniti si sono sempre opposti a qualsiasi forma di contrasto efficace alla finanza d'avventura.

Nessun commento:

Posta un commento