Anglotedesco

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domenica 7 aprile 2013

Divorzio Bankitalia-Tesoro, cosa si diceva allora...


Inutile che stia qui a scrivere sempre le stesse cose sul divorzio Bankitalia-Tesoro, nei giorni scorsi ho pubblicato questi post dove vengono spiegati i disastri provocati:

http://anglotedesco.myblog.it/archive/2013/03/28/spieghiamo-a-gad-lerner-i-danni-provocati-dall-euro.html
http://anglotedesco.myblog.it/archive/2013/04/02/le-tappe-principali-della-rovina-economica-e-finanziaria.html
http://anglotedesco.myblog.it/archive/2013/04/03/l-economia-italiana-e-entrata-in-crisi-dopo-la-perdita-della.html

Da allora è cominciata,lentamente, la distruzione dell'economia italiana che ha portato alla svendita ,a poche lire,  dei nostri gioiellini privatizzazioni  industrie che in maggior parte erano in attivo.E' curioso leggere querllo che si scriveva l'anno del divorzio.

da ENCICLOPEDIE RIZZOLI-1981-82-Alberto Capisani

Anche in questo caso,quindi,l'evoluzione del mercato ha spinto verso una maggiore elasticità,presupposto indispensabile per una sua futura maturazione ed espansione.In questo senso una spinta determinante,forse rivoluzionaria,dovrebbe venire dall'attuazione del divorzio tra il Tesoro e Bankitalia.Ripetutamente annunciato bella prima parte del 1981,ripreso in considerazione dopo la conclusione della crisi di governo che ha portato Spadolini alla presidenza del consiglio,la separazione è stata celebrata con l'asta di luglio.Con le nuove disposizioni l'istituto centrale non è piu obbligato a sottoscrivere i titoli non assegnati alle banche e ai privati.Suo unico compito è quello di favorire l'afflusso della maggior domanda possibile verso di esse.Da parte sua il Tesoro dovrà presentarsi da solo sul mercato, con il quale dovrà misurare le proprie necessità finanziarie.
Il discorso evidentemente,ha un grosso significato politico.La copertura del disavanzo statale in questomodo non è piu automatica, garantita dalla Banca d'Italia che fornisce al Tesoro (sottoscrivendone i titoli) i fondi trovati emettendo carta moneta.Se il governo vuole coprire le spese,deve convincere il mercato a dargli i capitali. E può farlo in un'unica maniera:sapendone cogliere le opportunità,prima di tutto in materia di tassi.Ma sopratutto con questo impostazione il Tesoro dovrà anche dire di no a tutte quelle spese per le quali la copertura è impossibile o viene a costare un prezzo esorbitante.Questa impostazione non sarà piu indiscriminata e i suoi oneri saranno di piu chiara ed immediata percezione.
Si tratta insomma di una diversa e piu corretta visione della politica del debito pubblico,che travolge la vecchia tranquilla prassi secondo la quale l'unico ostacolo da superare per decidere una spesa era l'ostilità degli altri potentati politici (che volevano invece quei soldi indirizzati verso gli obiettivi che stavano loro a cuore).E' probabilmente per questo suo rivoluzionario significato che il divorzio,tenacemente voluto dal ministro Andreatta e dal governatore Ciampi,ha incontrato tante reazioni negative da chi temeva che così sarebbero venuti a mancare i capitali necessari a mantenere certe loro promesse.Ed è stato certamente per queste aspre difficoltà che la prima celebrazione del divorzio è stato formale:anche se non obbligata a farlo,Bankitalia ha sottoscritto tutti i Bot che nella maxiasta di luglio il pubblico non aveva voluto acquistare.I risultati di quella di agosto hanno però fatto capire che l'idea non è stata affatto abbandonata,ma che si è trattato solo di un approccio graduale.

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