Anglotedesco

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venerdì 31 maggio 2013

1981.Usa all'attacco dell'agricoltura europea




E' una cosa normale visto che stiamo parlando degli Usa.La prepotenza americana nel campo dell'agricoltura (e tutto il resto) è nota a tutti ,con le loro multinazionali hanno distrutto interi popoli che vivevano solo di questo.Sfruttamento dei lavoratori nelle piantagioni,impiego di pesticidi nocivi,sfruttamento minorile.Prendiamo la Del Monte:nel corso degli anni Novanta si è fatta notare per atti di violenza contro i lavoratori impiegati nella coltivazione delle banane e contro i membri dei sindacati in Guatemala.Nel marzo del 2002,in Guatemal,Josè Benjamin Perez Gonzalez,coltivatore di banane,fu ucciso dai paramilitari.Insieme ad altri contadini ,aveva piantato delle banane nel latifondo della Bandegua,società fornitrice di Del Monte.Non vi furono indagini,gli assassini non furono mai interrogati.E poi Chiquita leader del settore delle banane che in Colombia è accusata (ci sono prove piu che sufficienti) di aver finanziato per anni i gruppi paramilitari che hanno terrorizzato la popolazione locale e sono responsabili della morte di migliaia di persone.I familiari di circa 400 vittime di tortura e omicidi hanno quindi citato il gruppo nel 2007,richiedendo un risarcimento di 7,8 miliardi di dollari.
Gli articoli degli anni 70'-80 sono sempre belli da leggere,buona lettura.

da ENCICLOPEDIA RIZZOLI-1981-82

Nonostante coprano il 40% del commercio agricolo mondiale, gli Stati Uniti sono sempre piu preoccupati per l'intrapendenza dei paesi europei sui mercati internazionali,nei quali rappresentano una quota dell'11% destinata probabilmente a crescere nell'immediato futuro.Nel 1981 l'agricoltura statunitense forniva il 20% del prodotto lordo nazionale,il 23% dell'occupazione e il 19% degli introti valutari,ma negli ultimi mesi dell'anno si sono cominciati ad avvertire sintomi di crisi innescati sopratutto dagli alti tassi di interesse bancari che caricano di oneri finanziari insostenibili la maggior parte dei coltivatori americani.A ciò si aggiungano il forte aumentano degli stocks di numerosi prodotti,la riduzione del prezzo della terra e le conseguenze dell'embargo ceralicolo nei confronti dell?unione Sovietica,che ha messo molti produttori nell'impossibilità di ritornare sui precedenti livelli di  esportazione.Di fronte a questa situazione il governo degli Stati Uniti risponde con dure accuse alla politica agraria della Cee: secondo il ministro dell'Agricoltura John Block la pratica dei sussidi all'esportazione,ampiamente usata dalla Comunità, "è la piu ingiusta per cercare di aumentare le quote di mercato estero:se la Cee non sostenesse finanziariamente le proprie esportazioni di grano e frumento al di fuori dei confini comunitari abbassandone artificialmente il prezzo,non riuscirebbe a vendere nemmeno una spiga o una pannocchia".Gli Stati Uniti sono particolarmente preoccupati per la crescente presenza dei prodotti europei sui mercati del Terzo mondo, fino a oggi loro monopolio esclusivo: " Non possiamo tollerare,ha detto ancora il ministro Block,che l'Europa venga a rubarci le nostre zone di esportazione" e ha lasciato intravedere la possibilità di ricorrere a severe misure protezionistiche,reintroducendo sussidi all'esportazione e prezzi d'intervento all'interno.Rispondendo alle polemiche dichiarazioni di Block,il ministro italiano dell'Agricoltura Giuseppe Bartolomei ha affermato che la critica americana nasconde il timore  di veder cancellata la storica dipendenza della Cee dagli Stati Uniti,recidendo così uno degli ultimi cordoni ombelicali che legano il vecchio al nuovo continente.Bartolomei invita il governo americano a lasciar cadere inutili e sterili polemiche:"Ostacolare il già lento cammino verso l'unificazione europea è,infatti, un modo per creare un ulteriore focolaio di destabilizzazione mondiale".Del resto gli Stati Uniti temono di vedere aumentare le scorte anche in relazione alla produzione del 1982 che si presenta assai favorevole sopratutto nel settore cerealicolo (+ 1% di granoturco).

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