Anglotedesco

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sabato 4 maggio 2013

Il modello tedesco che piace ad Enrico Letta.LEGGE HARTZ (2 parte)



Questo è un argomento da pubblicare anche se stiamo parlando della Germania. Con questo governo, con un presidente membro del Bilderberg e della Commissione Trilaterale che in questi giorni ha fatto il giro per l'Europa a tranquillizzare la criminalità europea, si arriverà  a questo punto, milioni di persone che lavoreranno con stipendi minimi e tutto regolarmente,come avviene nel paese della Merkel e nei BRICS presi come esempio da seguire.
Questa legge criminale in Germania prende nome da Peter Hartz ex responsabile delle risorse umane di Wolkswagen che,come spiega questo bellissimo libro, che ha ammesso di aver versato mazzette a Klaus Volkert,sindacalista dell'IG Metall ed ex presidente del consiglio di fabbrica.Una legge infame di un verme.Mettetevelo in testa:dobbiamo consegnare tutto ai banchieri e al governo vengono messi i loro uomini di fiducia.

da LA FABBRICA DELL'UOMO INDEBITATO-Maurizio Lazzarato (Derive Approdi)

Serve una breve disgressione su Peter Hartz,promotore delle leggi sul regime di disoccupazione e della riforma degli aiuti sociali;perchè la sua condanna a due anni di prigione con condizionale e al pagamento di una multa di 576.000 euro è un esempio della "corruzione" consustanziale al modello neoliberista.Pter Hartz ex responsabile delle risorse umane di Volkswagen e grande moralizzatore degli Anspruchdenker,dei "profittatori del sistema",ha ammesso di aver versato a Klaus Volkert,sindacalista dell'IG Metall ed ex presidente del consiglio di fabbrica del costruttore di automobili tedesco,diverse mazzette,per pagare prostitute e viaggi esotici.Klaus Volkert,invece ,è stato portato in giudizio per incitamento all'abuso di fiducia,esattamente come l'ex direttore del personale,Klaus-Joachim Gebauer,accusato di complicità.
Fare della povertà e della precarizzazione una variabile strategica della flessibilità del mercato del lavoro è quanto,dietro il ricatto del debito,sta avvenendo in Italia,Portogallo,Grecia, Spagna,Inghilterra e Irlanda.La Francia si è impegnata su questo terreno con l'arrivo al potere di Sarkozy,anche se qui i risultati non sono così eclatanti come in Germania.Grazie ancora una volta a un uomo di centro-sinistra,Martin Hirsch,assunto dal presidente di destra in occasione della sia apertura a "sinistra",in Frania verrà sperimentata la trasformazione dell'aiuto sociale (Reddito minimo di inserimento-Rmi-, a 454 euro a persona) in arma di produzione di working poors (Reddito di solidarietà attiva-Rsa).E' con le tecnologie di governo dei poveri che si testano dispositivi di potere e di controllo che in un secondo tempo verranno estesi all'insieme della società,cosa che non sembrano interessare ne la sinistra nè i sindacati.Il Reddito di solidarietà attiva comporta il superamento dei dualismi fordisti (disoccupazione/diritto all'assistenza sociale, legge/contratto) e organizza la loro sovrapposizione e il loro concatenamento grazie alla figura del working poor.Fissa in maniera stabile lo statuto di un lavoratore/assistito che permette di accumulare salario di attività e reddito di "solidarietà".Questa confusione tra "salariato" e "assistito",tra lavoro,disoccupazione e assistenza sociale,tra diritto del lavoro e diritto al Welfare,è la condizione della costruzione di un mercato del lavoro secondario, che ha per norma il sotto-impiego e l'istituzione di politiche di piena attività,intesa come un'attività per tutti,indipendentemente dalla durata e dalla qualità dell'impiego.
Anche la riforma del mercato del lavoro che il "governo tecnico" italiano si sta apprestando ad approvare s'ispira direttamente al modello tedesco.Il ministro delle Politiche sociali Fornero,in una lettera alla "Stampa" del 4 marzo lo dice a chiare lettere.La traduzione della realtà tedesca nella Nuova Lingua con la quale si esprime la "governance",è un capolavoro di ipocrisia e di falsità:
"L'esempio piu recente di una riforma complessiva del mercato del lavoro e degli stumenti di protezione sociale,prescindendo dal percorso recentemente avviato dalla Spagna ,è offerto dagli interventi realizzati in Germania all'inizio del decennio scorso quandi il Paese era ritenuto il "malato d'Europa",incapace di crescere e di superare l'urto della riunificazione.Le riforme tedesche hanno interessato tutti gli aspetti del mercato del lavoro e del Welfare:miglioramento degli strumenti diistruzione profesionalizzati e facilitazione  del passaggio tra scuola e lavoro; sostegno alla partecipazione al mercato del lavoro e all'occupazione,anche parziale,delle fasce piu svantaggiate;rafforzamento del legame tra il godimento di particolari trattamenti e l'effettiva azione di riaquilificazione e di ricerca di lavoro;potenziamento dell'attività dei centri per l'impiego;l'introduzione di maggiore flessibilità,sia con nuove tipologie contrattuali sia negli spazi della contrattazione tra impresa e lavoratore".
Dietro il ricatto del debito,lo Stato intende portare a termine quel passaggio,inaugurato negli anni Ottanta,dal Welfare (diritti e servizi sociali) al Workfare (subordinazione delle politiche sociali alla disponibilità e alla flessibilità del pieno impiego precario).La svolta autoritaria del neoliberismo sta per farla finita col "modello sociale europeo",perchè,come afferma Mario Draghi,non possiamo piu permetterci di "pagare la gente che non lavora".
A ogni cambiamento di fae economica-politica ritroviamo sempre lo Stato e la sua amministrazione al comando delle operazioni.Proprio come ha favorito e spinto le politiche neoliberiste del credito negli anni Ottanta e Novanta ,è allo Stato che spetta l'organizzazione della loro continuità nelle nuove forme autoritarie e repressive del rimborso del debito e della figura dell'uomo indebitato.Cade così un'altra illusione della sinistra,quella che oppone alla logica della proprietà privata del mercato la logica di un "pubblico" statale.Non c'è nè autonomia del politico,nè neutralità dello Stato.Le sue amministrazioni agiscono in profondità sull'economia,la "società" e le soggettività,come la costruzione del mercato del lavoro dimostra in modo paradigmatico.

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