Anglotedesco

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lunedì 27 maggio 2013

La politiche economiche che piacciono a Michele Boldrin



Si può essere italiani o antitaliani finchè si vuole ma è inutile negare che in questo paese per fare grandi ascolti bisogna chiamare il clown e non la persona seria , e non a caso uno che viene invitato piu spesso è un personaggio ridicolo come il "professor" Michele Boldrin. Boldrin è la classica persona figlio di operai  che appena esce dalla propria vita di provincia, se la tira piu di uno nato benestante,poi figuriamoci se va in America.
In un tweet ha detto che lui non dovrebbe perdere tempo a discutere con gente come Alberto Bagnai o Paolo Barnard. Certo,lui gli piace essere protagonisti in trasmissioni di merda dove gli mettono di fronte Serena Dandini o Maurizio Landini (giovedi sera da Lilly Gruber non ha avuto la forza di aggredirlo) ,mentre con persone che citano grandi economisti premi Nobel (anche lui un giorno lo vincerà,quello della stupidità) e che rispondono con dati certi, va in difficoltà. Oltre alle sue solite risposte elementari come "sei confuso", "racconti Balle",non riesce ad andarci.Prima delle elezioni aveva anche il coraggio di criticare i conduttori televisivi perchè parlavano tutti del Movimento 5 Stelle ma mai del suo "FARE PER FERMARE IL DECLINO". I risultati si sono visti...Non c'è dubbio che è un movimento  nato da poco ma pensa che nei prossimi anni possa ottenere gli stessi risultati di Grillo? E' piu facile che sparisca del tutto.
"Privatizzare per ridurre il debito, le tasse e il clientelismo politico" dice in un video. Si, certo, prendiamo come esempio il modello americano che adora tanto.E' il paese dove c'è il piu alto tasso di privatizzazioni al mondo,ma anche il paese con piu disuguaglianze dove non c'è la burocrazia italiana ma 45 milioni di persone che non si possono curare.E poi parla della riduzione del clientelismo politico? Ah ah ah, le multinazionali ,le lobby, le banche, fanno quel cavolo che vogliono.
Boldrin stai zitto e ricordati che vieni da una famiglia di operai e sarebbe meglio che tornassi a fare il precario!
Leggete sotto quello che scrive Maurizio Lazzarato.E' la risposta alle stronzate che dobbiamo sentire da questo clown tutte le volte che lo invitano (troppo spesso) in tv. La 7 continua ad invitarlo, farai sempre piu ascolti e la gente si rincoglionirà sempre di piu.

da LA FABBRICA DELL'UOMO INDEBITATO-Maurizio Lazzarato (Derive Approdi)

E' per questo che la crisi che stiamo vivendo non è soltanto una crisi finanziaria ,ma anche un fallimento della governabilità neoliberale sulla società.Il modo di governo fondato sull'impresa e sull'individualismo proprietario è fallito.La crisi,svelando la natura delle relazioni di potere,porta a forme di controllo molto piu "repressive" e "autoritarie",che non devono piu preoccuparsi della retorica della "libertà", della creatività e dell'arricchimento come negli anni Ottanta e Novanta.
Nella sua genealogia e nel suo sviluppo,la crisi dei sbuprime mostra il funzionamento di un blocco di potere,in cui l'economia "reale",la finanza e lo Stato costituiscono gli ingranaggi di uno stesso dispositivo e di uno stesso progetto politico,che abbiamo chiamato economia del debito.Anche qui,l'economia "reale" e la "speculazione" finanziaria sono invisibili.Mentre l'economia "reale" impoverisce i governati in quanto "salariati" (blocco dei salari,precarietà) e in quanto detentori di diritti sociali (riduzione dei sostegni al reddito,diminuzione dei servizi pubblici,dei sussidi di disoccupazione,delle borse di studio per gli studenti ecc),la finanza promette di arricchirli con il credito e l'azionariato.Nessun aumento di salari diretti e indiretti (pensioni),ma crediti al consumo e spinta alla rendita finanziaria (fondi pensione,assicurazioni private); nessun diritto all'alloggio ,ma prestiti immobiliari;nessun diritto alla scolarizzazione,ma prestiti per pagare gli studi;nessuna garanzia sociale contro i rischi (disoccupazione,sanità,pensione), ma investimenti nelle assicurazioni individuali.
Il dipendente e l'utente della previdenza sociale devono rispettivamente guadagnare e spendere il meno possibile per ridurre il costo del lavoro e il costo della previdenza sociale,mentre i consumatori devono spendere il piu possibile per smaltire la produzione.Ma,nel capitalismo contemporaneo,il dipendente,l'utente e il consumatore finale coincidono.Ed è la finanza a pretendere di risolvere questo paradosso.La crescita economica neoliberista determina differenziali di reddito e di potere sempre piu importanti,impoverendo i salariati,gli utenti e una parte della classe media,mentre pretende,dall'altro lato,di arricchirli,con un meccanismo molto ben esemplificato dai crediti subprime:redistribuire redditi senza intaccare i profitti,ridistribuire redditi le imposte (sopratutto ai ricchi e alle imprese) ,ridistribuire redditi tagliando i salari e le spese sociali.In questa condizione di deflazione salariale e di distribuzione dello Stato sociale,per arricchire tutti non resta altre che fare ricorso al credito.
L'economia americana è fondamentalmente un'economia del debito.La finanza non rappresenta principalmente un fenomeno di speculazione,ma costituisce il motore della crescita e ne definisce la natura.Il 30 giugno 2008,il debito aggregato degli Stati Uniti ,famiglie,imprese,banche e pubblica amministrazione,supera i 51.000 miliardi di dollari,a fronte di un Pil di 14.000 miliardi di dollari.Negli ultimi otto anni (gli anni di Bush) ,negli Stati Uniti,il debito medio delle famiglie è aumentato del 22%; l'ammontare dei prestiti non pagati è aumentato del 15%:il debito degli studenti universitari è raddoppiato.L'insegnamento di un'arte del vivere indebitati è ormai parte integrante dei programmi americani di educazione nazionale.
La finanza è una macchina da guerra per la privatizzazione,che trasforma i diritti sociali in crediti,in assicurazioni individuali e in rendita (azionaria), e quindi in proprietà individuale.A essere fallita non è la "speculazione",la presunta divaricazione tra finanza ed economia reale,ma la pretesa di arricchire tutti senza mettere mano al sistema della proprietà privata.All'interno del capitalismo,la proprietà è lo scoglio di tutte le politiche.A questo livello,la lotta di classe si esprime nello scontro tra due modelli di "socializzazione" della ricchezza:diritti per tutti e garanzie sociali versus crediti e assicurazioni individuali.A crollare è il progetto politico di trasformare chiunque in "proprietario", ivi inclusi i "piu poveri della working class e della classe media"."Tutti proprietari!",annunciava il programma elettorale di Sarkozy ,mentre lo slogan originale di Bush parlava di "società dei proprietari".Ciò che viene ratificato,al contrario,è la riconversione della maggioranza della popolazione in debitori e di una minoranza in redditieri.Il fallimento dell'individualismo proprietario porta in primo piano l'economia del debito e il risvolto meno felice della relazione creditore-debitore,quella del rimborso.
L'economia del debito ha obiettivi fortamente politici:la neutralizzazione dei comportamenti collettivi (garanzie sociale,solidarietà,cooperazione ,diritti per tutti) e della memoria storica delle lotte,delle azioni,delle organizzazioni collettive dei "salariati" e dei "proprietari".La crescita trainata dal credito (finanza) pensa in questo modo di esorcizzare il conflitto.Confrontarsi a soggettività che considerano i sussidi,le pensioni, la formazione ecc. come diritti collettivi garantiti dalle lotte non è la stessa cosa che governare "debitori",piccoli proprietari,piccoli azionisti.
La crisi dei subprime non è quindi unicamente una crisi finanziaria:segna anche il fallimento del programma politico dell'individualismo proprietario e patrimoniale.Questa crisi è prevalentemente simbolica,poichè attiene alla rappresentazione simbolica,poichè attiene alla rappresentazione per eccellenza della "proprietà individuale":la casa.A breve termine,il fallimento delle politiche neoliberiste sarà l'occasione,per il blocco di potere costituito dall'economia del debito,di trarre vantaggio dalla situazione di crisi in cui ha fatto sprofondare il mondo intero.
Chi pagherà le montagne di debiti accumulati per salvare le banche e il sistema di potere dell'economia del debito? Non c'è alcun dubbio sulla risposta del blocco di potere neoliberista.Ma si tratta di una strategia incui gli apprendisti stregoni neoliberisti rischiano di non riuscire a controllare granchè!

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