Anglotedesco

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mercoledì 8 maggio 2013

Quello che non ti dice Michele Boldrin sul neoliberismo



Tutti sui giornali e tv ,compreso Michele Boldrin, ci spiegano in maniera del tutto sbagliata cos'è il sistema neoliberista.Cercano, e ci riescono molto bene, di far entrare nella testa della gente che esiste un libero mercato ,quando in realtà è pilotato.Gli stati, sopratutto quelli che fanno parte dell'eurozona, sono stati trasformati in privati cittadini che sono costretti a chiedere in prestito i soldi a tassi enormi,chi ha l'euro in particolare. Bisogna tagliare quella spesa indispensabile per il cittadino del ceto medio-basso, privatizzare tutto.Chi vuole questo è un vero nemico della classe operaia,ci ,metto anche gli economisti come Michele Boldrin, Alesina, Giavazzi ,Zingales ecc ecc.
Grazie alla globalizzazione finanziaria ,cioè migliaia di dollari in valute,derivati che ogni giorno ci scambiamo a livello globale ,la crisi ha potuto espandersi da Wall Street ad altri centri finanziari del mondo.Certi economisti (compresi quelli che ho elencato sopra) erano occupati a fare i complimenti all'innovazione finanziaria invece di mettere in risalto i rische creati dalla crescita del sistema bancario ombra, fulcro della finanza senza regole.

da LA FABBRICA DELL'UOMO INDEBITATO-Maurizio Lazzarato (Derive Approdi)

Nel neoliberismo,ciò che chiamiamo in modo riduttivo "finanza" esprime il crescente potere della relazione creditore-debitore.Il neoliberismo ha spinto all'integrazione del sistema monetario,bancario e finanziario attraverso tecniche che rivelano la volontà di fare della relazione creditore-debitore una fondamentale posta in gioco politica,perchè essa esprime,senza ambiguità alcuna,un rapporto di forza fondato sulla proprietà.Dentro la crisi,il rapporto tra proprietari (di capitale) e non proprietari (di capitale) moltiplica la propria influenza su tutti gli altri rapporti sociali.
Una di queste tecniche è la "cartolarizzazione" che dal 1988 in Francia rende possibile (legge del 23 dicembre 1988,votata su proposta del socialista Pierre Beregovoy)la trasformazione di un titolo di credito (debito) in un titolo negoziabile sui mercati finanziari.Ciò che chiamano finanziarizzazione non costituisce tanto una modalità di finanziamento degli investimenti,quando piuttosto un enorme dispositivo di gestione di debiti privati e pubblici,quindi di gestione della relazione creditore-debitore grazie alle tecniche di cartolarizzazione.Di conseguenza,piuttosto che di finanza preferiamo parlare di debito e di interesse.
Economia del debito sembra un'espressione politicamente piu appropriata di finanza o di economia finanziaria o persino di capitalismo finanziario,poichè comprendiamo immediatamente di cosa si tratta:del debito che greci,irlandesi, portoghesi ,inglesi ,islandesi non vogliono pagare e contro il quale scendono in piazza da mesi:del debito che legittima l'aumento dei costi delle tasse universitarie inglesi e che a Londra scatena violenti scontri;del debito che giustifica il taglio di 800 euro a famiglia,sempre in Inghilterra,per riassestare conti pubblici messi sotto sopra dalla crisi finanziaria;del debito che giustifica la controriforma delle pensioni in Francia;del debito che determina i tagli all'educazione in Italia e contro i quali insorgono gli studenti romani;del debito che taglia i servizi sociali,i finanziamenti alla cultura,gli assegni di disoccupazione,i minimali sociali in Francia e,con il nuovo patto di stabilità,in Europa.
Una volta stabilito che le crisi attuali non sono la conseguenza di una divaricazione tra finanza e produzione,tra la codidetta economia "virtuale" e l'economia "reale",ma che esprimono una relazione di potere tra creditori e debitori,dobbiamo focalizzarzi sull'influenza crescente del debito sulle politiche neoliberiste.

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