Anglotedesco

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lunedì 13 maggio 2013

Sanità e welfare inglese allo sfacelo.Avanza Nigel Farage...



I discorsi di Nigel Farage al Parlamento europeo sono sacrosanti,mi dispiace però che sia un tifoso di Margareth Thatcher e come vedete si vanta di mostrare una tazzina con la sua faccia. La cosa suona strana perchè i metodi criminali della Thatcher sono gli stessi che la dittature europea ci impone,quella per la quale Farage si oppone.
Sono da almeno quarant'anni che ci raccontano  che il mercato deve essere l'unico regolatore sociale,che la sua mano invisibile è l'unica in grado di vedere la giusta redistribuzione del lavoro e della ricchezza,che il suo pensiero è l'unico possibile.Dizionario alla mano,privato è voce del verbo privare,cioè sottrarre,impedire l'accesso.Eppure nella zucca ci vogliono far mettere l'idea che privatizzazione è la massima espressione della modernità e hanno usato spesso metodi violenti violenti per farcela applicare con dittature militari o manipolazione dei media.
La sanità e il welfare della Gran Bretagna sono messe malissimo e piu volte l'ho pubblicato su questo blog, nonostante abbiamo una moneta sovrana.Tutto merito di David Cameron e della sua politica economica idiota.Tempo fa ,forse troppo frettolosamente avevo scritto che l'Inghilterra grazie alla sovranità monetaria ha creato molti nuovi posti di lavoro.Purtroppo sono tutti a bassi stipendi mentre chi è laureato non si può certo lamentare e gli italiani ne sanno qualcosa.

da LA STAMPA del 13 maggio 2013-Articolo di Claudio Gallo

In tempi di crisi nera la gente vuole qualcuno su cui gettare la croce senza andare troppo per il sottile.In Gran Bretagna,culla storica dell'euro-scetticismo,l'Europa è il capro espiatorio,molto al di là delle sue molte colpe.
L'ondata di sentimento anti-europeo è fissata nel sondaggio di pochi giorni fa realizzato da YouGov per il "Times":il 46% vuole andarsene dall'Europa,il 35 resterebbe e il 20 è indeciso.La sanità in sfacelo,i servizi in declino (anche se spesso restano migliori dei nostri),l'erosione del potere d'acquisto della classe media,creano una massa di insoddisfazione che alimenta la sfiducia nei partiti tradizionali.Ne approfittano,come nel continente, i populisti che appaiono come l'unica alternativa al sistema.
L'anti-europeista e xenofobo Ukip  è letteralmente un grimaldello nel fianco destro dei conservatori:il successo elettorale del partito di Farage alle recenti amministrative inglesi sta scardinando la maggioranza.Con gli elettori in libera uscita,la destra euroscettica conservatrice alza la testa e chiede qui ed ora il referendum sull'Europa,promesso dal premier dopo il 2017.
Tra l'immigrazione e la piovra di Bruxelles,il dibattito cade così su argomenti ad alto tasso di emotività:si parla di riconquistare sovranità perdute e di sfuggire al socialismo reale di Bruxelles,di fermare le orde dall'Est.Si discute invece meno di economia e il Cancelliere Osborne non si stanca di ripetere che non esiste un piano B.Avanti con l'austerità e la politica monetaria,tra lo scetticismo del Fondo monetario.
In questo clima di assedio,ogni giorno un nuovo notabile tory si alza e dice che bisogna andarsene.L'ultimo è impopolare ministro dell'Educazione Michel Gove che ieri ha fatto un assist agli anti-Ue dicendo che lui al referendum voterebbe per uscire dall'Ue.A cominciare le danze era stato Lord Lawson,ministro dell'Economia della Thatcher regista del "Lawson Boom" degli anni 80',sfracellatosi poi contro la mega-inflazione dei primi anni 90'."L'Ue è irriformabile, ha scritto sul "Times" punzecchiando Cameron ,dobbiamo venircene via".Gli ha fatto eco un'altro ex ministro della Thatcher,Michel Portillo,grande campione delle cause perse.
Un gruppo di deputati tory di secondo piano (backbenchers,dei banchi dietro) presenterà un emndamento contrario al programma del governo perchè non comprende la data del referendum dentro-fuori l'Europa.Considerato che il documento non avrebbe valore vincolante,Cameron subito ha fatto spallucce,dicendo che avrebbe lasciato libertà di coscienza,ma poi si è spaventato e ha intimato ai ministri di non votarlo.Così la prossima settimana assisteremo al paradosso del primo partito di maggioranza che presenta un emendamento contro il proprio governo.Questi continui fuochi d'artificio da destra erodono l'autorevolezza del primo ministro che rischia di finire nel tritacarne delle beghe di partito,come John Major a metà Anni 90'.
Cameron cerca di rintuzzare le critiche e sostenere la sua posizione mediana contro gli opposti pessimismi: i filo-ue che accettano secondo lui supinamente il giogo di Bruxelles e gli anti-Ue che vogliono sbattere la porta.Ai secondi, vero bersaglio polemico,ha detto l'altro giorno:"Credo che sia possibile cambiare e riformare il rapporto della Gran Bretagna con essa".
Voce fuori dal coro,l'ex ministro degli Esteri conservatore sir Malcom Rifkind ha sostenuto che a LOndra non conviene uscire dall'Ue.Si troverebbero al fianco di Svizzera e Norvegia che per accedere al mercato europeo devono accettare le regole di Bruxelles senza  poter dire la loro.Rifkind ha accusato gli euroscettici del suo partito di voler abbandonare l'eredità della Thatcher che firmò Maastricht.Un'altro paradosso di questa intricata vicenda è infatti che le grandi scelte europeiste britanniche sono sempre avvenute durante governi conservatori.A gettare ancora un pò di veleno nella discussione,il biografo della Thatcher,Charles Moore,ha detto nei giorni scorsi che Maggie dopo il ritiro dalla politica si era convinta che bisognasse abbandonare l'Europa.Il dibattito si è fatto così infuocato che intervengono anche i morti.

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