Anglotedesco

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venerdì 21 giugno 2013

1977.Forte crescita del costo del lavoro



Altri tempi.Avevamo la lira, per respirare nei momenti di difficoltà la svalutavamo e tutti a comprare da noi in piu inflazione alta che coincideva con altissimo livello di occupazione (sopratutto al nord) e  poca difficoltà ad arrivare alla fine del mese.E poi uno strumento importante:la scala mobile.Il 14 febbraio 1984 un decreto del governo Craxi (che in molti  hanno il coraggio di difendere) tagliò 4 punti di scala mobile convertendo un accordo tra padronato,Cisl e Uil.Venne detto che,grazie a un piccolo sacrificio dei lavoratori "garantiti",vi sarebbero state le risorse per fare investimenti e creare posti di lavoro per i nostri figli...

da ENCICLOPEDIE RIZZOLI

Il 1977 ha registrato in Italia un fortissimo aumento del costo del lasvoro per dipendente che, in termini monetari, è cresciuto del 21,1.Si tratta dell'incremento piu elevato degli ultimi sette anni,dopo il 22,1% del 1974.A fronte di questo aumento sta una crescita della produttività (produzione per uomo/ora) dell'1,3% ,notevolmente inferiore a quella del 1976 (+ 4,3%).Conseguentemente il costo del lavoro per unità di prodotto,dato dal rapporto fra il costo del lavoro per una unità di tempo (ora,giornata, anno,ecc) e la produzionr ottenuta nello stesso periodo,è aumentato del 19,6% nel complesso dell'economia italiana e di oltre il 20% nel solo settore industriale,dove la dinamica salariale è solitamente piu sostenuta.
L'aumento del costo del lavoro per unità prodotta nell'industria si è ravvivato nel 1977 in tutti i paesi della Comunità europea,tranne l'Irlanda e la Gran Bretagna,in quest'ultimo paese,infatti, il cosidetto "patto sociale" fra sindacati e governo h afissato nel 5% la percentuale massima di aumento dei salari per il 1977.Nella Germania Federale,in Belgio,nei Paesi Bassi e in Danimarca,il tasso di crescita,espresso in moneta nazionale,è stato compreso tra il 4 ed il 6,5%:in Francia,in Irlanda ed in Gran Bretagna,tra il 7,5% ed il 10%.
Anche in questi paesi,la nuova impennata del costo del lavoro è in gran parte dovuta ad un piu lento aumento della produttività;mentre le forti disparità che permangono fra i paesi CEE,ed in particolarte fra questi e l'Italia,nel ritmo di crescita dei salari ,sono essenzialmente dovute a fattori monetari (perdita del potere d'acquisto della moneta).Perciò un corretto confronto fra il costo del lavoro italiano e quello degli altri paesi,deve essere fatto in unità valutarie comparabili,ad esempio in dollari,in lire,o in unità di conto europee (Uce).
Infatti,il fortissimo aumento dei salari in Italia è in buona parte dovuto all'elevato tasso d'inflazione che,attraverso il meccanismo della scala mobile,si scarica automaticamente sulle retribuzioni.Negli altri paesi,il tasso d'inflazione che è risultato in genere,specie negli ultissimi anni,assai piu modesto.Il fatto che salari e prezzi crescano da noi piu rapidamente che altrove,trova poi un correttivo "naturale" nella svalutazione della lira.

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