Anglotedesco

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giovedì 27 giugno 2013

Anche la Finlandia comincia a tremare...



Dalla Finlandia c'è molto da imparare:serietà nelle istituzioni, rispetto delle regole ,leggi serie sull'immigrazione, sul lavoro.Non basta solo stampare moneta come dice Paolo Barnard e il suo amico "pentito" Warren Mosler,anche la politica deve fare la sua parte.
Certo,Finlandia e Italia hanno storie diverse ed esigenze diverse.Dopo la Seconda guerra mondiale avevamo il paese a pezzi e abbiamo avuto bisogno di molta spesa pubblica ma sopratutto il divorzio Banca d'Italia-Tesoto ha provocato danni enormi sul debito pubblico, è da li che è cominciata ,poco alla volta, la svendita ai mercati speculativi del nostro paese, per la gioia dei catto-comunisti che ancora oggi ci rincoglioniscono con piu Europa.
Come leggerete sotto, anche la Finlandia comincia tremare grazie a questa unione monetaria che in caso di stati in difficoltà, tutti devono contribuire a salvare... le loro banche.

da INTERNAZIONALE- Juhana Rossi,Die Welt,Germania

L'11 giugno la banca centrale finlandese ha pubblicato un rapporto negativo sulle prospettive economiche del paese.Dopo aver aiutato diversi stati in crisi dell'Europa meridionale, la Finlandia è stata colpita a sua volta dai problemi dell'euro.
Secondo l'istituto ,nel 2013 l'unico paese dell'eurozona che non ha ancora violato nessuno dei vincoli di bilancio dell'Unione europea avrà un rapporta tra debito pubblico e pil pari al 61,8%,mentre nel 2008 ,all'inizio della crisi,il debito era al 34%.E sebbene nell'eurozona la Finlandia non debba temere nessuna sanzione,gli investitori potrebbero comunque leggere il dato come un grave segnale d'allarme.
Nel 2013,tra l'altro, l'indebolimento delle esportazioni e il calo dei consumi interni dovrebbero portare a una riduzione dello 0,8% del pil.Negli ultimi anni,infine,il governo finlandese è sempre riuscito a evitare il deficit di bilancio attraverso l'aumento delle tasse e il taglio delle spese.Ma la banca centrale ritiene che in futuro l'esecutivo non sarà piu in grado di farlo,visto che la stagnazione dell'economia farà calare le entrate fiscali.

UN DEBITORE AFFIDABILE

Come in molti altri paesi piccoli,la forza economica della Finlandia dipende dalla domanda estera dei suoi prodotti,che sono richiesti prevalentemente nell'eurozona.Finora le solide finanze finlandesi hanno protetto l'economia dalla recessione:lo stato scandinavo era considerato un modello di gestione del bilancio equilibrata o un debitore affidabile.Per questo il paese ha potuto esercitare un'influenza notevole sulle azioni di salvataggio decise negli ultimi tre anni per altri paesi della moneta unica.Non a caso la Finlandia è uno di quei governi ricchi che hanno insistito fin dall'inizio perchè gli stati del sud in crisi come la Grecia attuassero riforme in cambio degli aiuti finanziari.
Lo scorso maggio l'agenzia di rating Moody's ha confermato la tripla A (il giudizio di massima affidibilità) sul debito pubblico di Helsinki rimarcando il fatto che la Finlandia è l'unico paese che non ha mai infranto le regole fiscali dell'eurozona.
D'altra parte i problemi economici non sono una novità neanche per i finlandesi.Già in passato la debolezza del mercato del lavoro e una domanda estera stagnante hanno offuscato nel breve periodo le prospettive del paese.Allora gli esperti avevano pronosticato una rapida ripresa,ma ora sembra proprio che le loro proiezioni fossero troppo ottimistiche."I problemi economici,che finora erano ritenuti fenomeni ciclici e transitori,si sono rivelati piu duraturi e strutturali",ha dichiarato il governatore della banca centrale.
La Banca di Finlandia prevede ora una ripresa piu lenta a partire dell'anno prossimi.Secondo i suoi calcoli,il pil finlandese crescerà dello 0,7% nel 2014 e dell'1,4% nel 2015.
La debolezza strutturale è collegata alla sostanziale riduzione della domanda di due importanti prodotti finlandesi d'esportazione:la carta e i cellulari Nokia.Dieci anni fa le carriere e l'industria elettronica contribuivano ancora per il 10% circa dell'economia nazionale.Nel 2012 la quota è stata inferiore del 4%.

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