Anglotedesco

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giovedì 6 giugno 2013

La Germania prima e dopo l'euro.Daniel Gros




Ieri Matteo Renzi a Salsomaggiore Terme (Parma) ad un certo punto del suo comizio dice che l'Italia ha richieste dei suoi prodotti dall'estero per 35-40 miliardi di euro.Peccato che il sindaco di Firenze si è dimenticato che grazie all'ingresso nell'euro voluto dal "suo" Romano Prodi, l'Italia con questa moneta troppo forte ha perso moltissima competitività nell'export e basta andare a dare una sbirciatina alla bilancia dei pagamenti (che lo sciocchino Boldrin non vuole prendere in considerazione) prima e dopo l'euro e vedrete che differenza in negativo.
L'economia tedesca,essendo,una delle poche (per il momento) con i conti in ordine,è diventato ,ancora per poco,  un porto sicuro per i capitali europei che fuggono dalle zone periferiche dell'aerea euro.Il rischio di insolvenza è praticamente nullo e questo permette di attrarre investitori offrendo loro interessi irrisori.in alcune aste,sono state venduti bund persino a tassi negativi.Di conseguenza le banche nazionali possono finanziare le aziende a costi contenuti,con vantaggi sulla competitività dell'intero sistema produttivo.

da REPUBBLICA AFFARI E FINANZA del 27/05/2013-Eugenio Occorsio
Daniel Gros ,direttore del Centre for European Policy Studies:

"Dieci anni fa la Germania era considerata il malato d'Europa.Il deficit fiscale superava il 4% del Pil,forse non un livello alto oggi ma allora molto peggiore della media europea.Le aziende avevano perso competitività,schiacciate da salari troppo alti e da una produttività bassissima.Il settore bancario era iper-regolato,i servizi male organizzati.Poi nei cinque anni successivi,l'impero congiunto di governo,aziende,sindacati e anche opinione pubblica,hanno  completamente ribaltato la situazione.Allo scoppiare era in pieno boom e perfettamente attrezzata ad attutire gli effetti dello tsunami finanziario che spazzava il pianeta.Al contrario dei suoi partner meridionali.E così ha cominciato a pretendere da tutti la stessa disciplina,lo stesso rigore,la stessa accettazione di salari piu bassi,tagli alla spesa pubblica,riduzione del welfare,in una parola "raddrizzamento dei conti".
La Germania pretende da tutti gli stessi comportamenti virtuosi che ha adottato,ed è terrorizzata dall'idea di dover pagare i debiti degli altri dopo essersi svenata per pagare i suoi.Ormai qualsiasi iniziativa comune viene passata al setaccio secondo questi criteri"

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