Anglotedesco

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giovedì 20 giugno 2013

Premi Nobel contrari al pareggio di bilancio ,e noi non li abbiamo ascoltati...



Avrei piacere che quello che pubblico sotto lo leggano con estrema attenzione quei ridolini (un buon numero) che vanno ad ascoltare e applaudire il "professor" Michele Boldin.A proposito ,scrive sulla sua pagine Twitter che il nuovo partito di destra che si è radunato sabato scorso a Milano, lo abbiamo corteggiato ma il "dottore della Mutua" ,ha rifiutato.Prima o poi qualcuno ce la farà a portarlo in parlamento,così quelli che in questo periodo stanno facendo il tour spacciandosi per la salvezza nazionale, si sveglieranno.

Dal 1991 al 2001 la bilancia commerciale della Germania è stata in deficit.Dal 2001 a oggi appena entrato in vigore l'euro negli scambi commerciali,è in surplus.Tutto ciò non è stato un fatto casuale.La Germania si è vista riconosciuta ragioni di scambio a lei molto favorevoli,accumulando unaq quantità enorme di risorse.Alcune delle condizioni poste all'Italia dall'Ue sono molto rischiose.Un esempio:si raccomanda al paese di ridurre il carico fiscale sul lavoro e spostarlo per esempio sui consumi.Ma in Italia questo vuol dire un aumento dell'Iva e si sa bene quanto il governo sta cercando di evitarlo perchè avrebbe una ripercussione immediata sui prezzi.Oggi in Italia un aumento dei prezzi vuol dire diminuzione del potere d'acquisto,quindi dei consumi e degli investimenti;con ciò dovremmo dire addio alla ripresa e alla riduzione del rapporto deficit-Pil.
Nel 2011,quando Obama voleva introdurre una specie di "pareggio di bilancio in Costituzione",almeno otto premi Nobel per l'economia gli chiesero di non farlo.Non è necessario ne utile,dissero.Lo stesso vale per l'Italia,abbiamo modificato la Costituzione per accontentare la Germania sul pareggio di bilancio.

Interessante l'articolo apparso su Libero del 15 giugno 2013-Alessandro Corneli:

"La Germania attira capitali stranieri sottoscritti in Bund a tassi vicini allo zero e poi,in parte reinvestiti in Grecia, Spagna o Italia questa operazione permette un guadagno netto di circa 40 miliardi di euro all'anno e contribuisce a garantire la continuità della crescita tedesca.L'Italia vi contribuisce per quota parte".
"In base agli accordi sottoscritti in seguito alla crisi finanziaria,l'Italia si è impegnata a ridurre il debito pubblico di 40 miliardi di euro all'anno,pari a 100 versamenti Imu sulla prima casa:di questo salasso non si parla.Grazie al costo del denaro che deriva da numerosi fattori bel noti e dallo spread,in aggiunta alle lentezze specifiche della classe politica italiana che non fa le riforme,la tassazione sulle imprese,è superiore di 38 miliardi all'anno rispetto ai partner europei e spiegano in buona parte perchè muoiano 100 aziende al giorno.Così la somma tra immobilismo esterno (accordo e imposizioni europee) e interno arriva a circa 100 miliardi di euro all'anno.Si aggiunga la perdita in termini di Pil,quindi ricchezza,e l'inizio di un calo delle esportazioni che,prima o poi,doveva pure arrivare.Arriviamo cosi a circa 200 miliardi di euro all'anno,cui si devono aggiungere i circa 80 miliardi di interessi sul debito,di cui almeno 35 vanno nelle tasche di investitori esteri.In cifra tonda:tra i 200 e i 250 miliardi di euro all'anno."

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