Anglotedesco

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mercoledì 17 luglio 2013

Barnard hai spiegato alla zia come lavorano gli operai in Cina?



E' almeno un anno e mezzo che Paolo Barnard sta dando i numeri, sta inventando di tutto per attirare l'attenzione su di se spacciandosi ,insieme al suo amico "pentito" Warren Mosler, per l'uomo della salvezza nazionale e chiunque parli della Me-MMT , lo considera una persona in grado di migliorare la vita di tutti noi. Cavolate.
Partiamo con la bufala che l'Opus Dei lo minaccia perchè la ME-MMT da fastidio.Anche prima del summit di Rimini del febbraio 2012 ,pubblicò un post dove scrisse che qualcuno gli aveva inviato una email minacciosa, poi stranamente quel'articolo lo cancellò. In realtà non c'è nessun Opus Dei, c'è un gruppo su Twitter con degli utenti che la pensano diversamente da lui e dove ogni tanto qualcuno spara cazzate. Altro schemetto di Barnard è scrivere che alcuni personaggi famosi della politica o dello spettacolo ,sono interessati a lui e che erano presenti al suo tour come Paolo Becchi a Savona.A Savona non c'era nessun professor Becchi.
Capisco che questo signore sia allo stremo ,ma con questo non vuol dire che se la deve prendere con il mondo intero e raccontare balle,come fa anche qualche suo fedelissimo che finge di essere preoccupato ma se andate sulle loro pagine Facebook, dimostrano il contrario e anzi, se la spassano con grandi mangiate,bevute e viaggi.
Condivido il suo intervento alla festa del Pd dove era presenta Fassina ,l'hanno fatto passare per un eroe ma prima di lui, a L'Ultima Parola, Alberto Bagnai aveva attaccato un paio di volte il vicemistro dell'economia.
Questa della Cina poi è la dimostrazione che su Barnard dell'ultimo anno e mezzo,non penso di avere tutti i torti.Piu o meno un anno fa,rispondendo alle domande del pubblico, diceva che non era un paese da prendere come esempio per via di come sono trattati i lavoratori nelle fabbriche e aveva pienamente ragione.Ieri invece ha cambiato idea perchè importa e non esporta e perchè ha dato ragione alla ME-MMT. Robe da matti.Sotto c'è un articolo che pubblicai un anno fa.Fatelo leggere alle vostre zie.E poi un consiglio ai suoi sostenitori che non hanno mai il coraggio di criticarlo:se un domani Paolo Rossi Barnard volesse imitare Jim Jones, accontentatelo.

I COSTI UMANI DI UN iPAD

Da l'Internazionale numero 934. Charles Duhigg e David Barboza,The New York Times


Negli ultimi dieci anni la Apple è diventata una delle aziende piu potenti e ricche del mondo anche grazie alle sue fabbriche sparse in tutto il pianeta.Le imprese hightech,ma anche quelle di altri settori dell'industria statunitense,introducono innovazioni a un ritmo senza precedenti nella storia moderna.Secondo i dipendenti delle fabbriche e in base ad alcuni documenti pubblicati dalle stesse aziende,però,spesso gli operai che assemblano iPhone, iPad e altri prodotti simili lavorano in condizioni durissime.I problemi vanno dall'inospitalità degli ambienti di lavoro alle pericolose condizioni di sicurezza.I dipendenti lavorano troppo,in alcuni casi sette giorni alla settimana,e vivono in dormitoi affollati.Alcuni raccontano che stando in piedi per tutto quel tempo le loro gambe si gonfiano al punto che hanno difficoltà a camminare.I fornitori della Apple assumono anche minorenni.Secondo i rapporti di organizzazioni che in Cina sono considerate affidabili e indipendenti, queste aziende non rispettano le norme per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi e falsificano i documenti.
Ma la cosa piu preoccupante,dicono queste organizzazioni,è che alcune aziende non si curano minimamente della salute dei lavoratori.Due anni fa 137 dipendenti di un fornitore cinese della Apple si sono ammalati a causa di una sostanza chimica tossica usata per pulire gli schermi degli iPhone.L'anno scorso,nel giro di sette mesi, due esplosioni nelle fabbriche dell'iPad,compresa quella di Chengdu,hanno provocato quattro morti e 77 feriti.
Prima degli incidenti,aggiunge l'organizzazione cinese che ha pubblicato lo studio,la Apple era stata avvertita delle pericolose condizioni di lavoro nell'impianto di Chengdu."Se era stata informata e non ha fatto niente,il suo comportamento è da condannare",ha dichiarato Nicholas Ashford,ex presidente della National advisory commitee on occupational safety and health,un organismo di consulenza per la salute e la sicurezza sul lavoro che collabora con il dipartimento del loro degli Stati Uniti. "Ma quello che è ritenuto moralmente inaccettabile in un paese,spesso è considerato normale in un altro,e le aziende ne approfittano".La Apple non è l'unica azienda hight-tech che si serve di fornitori senza troppi scrupoli.Condizioni di lavoro pessime sono state registrate anche in alcuni impianti che fabbricano prodotti per Dell, Hewlett-Packard,Lenovo , Motorola, Nokia, Sony, Toshiba e molte altre aziende.
Il 24 gennaio la Apple ha dichiarato che l'ultimo trimestre del 2011 è stato uno dei piu redditizi della sua storia,e di quella di qualsiasi impresa statunitense,con un utile di 13,06 miliardi di dollari e un fatturato di 46,3 miliardi (il giorno dopo è diventata la piu grande azienda del mondo per valore di borsa,superando il gruppo petrolifero Exxon).Le vendite sarebbero state anche maggiori se le fabbriche all'estero fossero state in grado di produrre di piu.
Anche i dirigenti di altre aziende denunciano tensioni interne simili.Questo sistema non sarà perfetto,dicono, ma una sua riforma rallenterebbe il ritmo dell'innovazione.I consumatori vogliono nuovi prodotti elettronici ogni anno."Sapevamo da 4 anni che in alcune fabbriche le condizioni di lavoro erano disumane,ma non abbiamo fatto nulla,ha dichiarato un ex dirigente della Apple,che,come altri,ha chiesto di restare anonimo."Per noi il sistema funziona bene così.I fornitori cambierebbero tutto anche domani,se la Apple gli dicesse che non hanno altra scelta.Se metà degli iPhone funzionasse male,pensate che l'azienda avrebbe chiuso un occhio per 4 anni?
Nell'autunno del 2010,circa sei mesi prima dell'esplosione nella fabbrica degli iPad,Lai Xiaodong aveva avvolto con cura il diploma di laurea con i suoi vestiti perchè non si sgualcisse in valigia.Aveva detto agli amici che non avrebbe piu partecipato alla partita di poker settimanale e aveva salutato i suoi insegnanti.Era in partenza per Chengdu,una città di dodici milioni di abitanti che sta diventando uno dei piu importanti centri manifatturieri del mondo.Lai era fidanzato con una bella studentessa.Lei voleva sposarsi,quindi l'obiettivo principale di Lai era diventato guadagnare abbastanza per comprare un appartamento.
A Chengdu ci sono impianti che fabbricano prodotti per centinaia di aziende.Ma a Lai interessava sopratutto la Foxconn Technology,la piu grande esportatrice cinese,che dà lavoro a 1,2 milioni di persone.L'azienda ha fabbriche in tutta la Cina e assemblea circa il 40% dei prodotti elettronici di consumo del mondo per clienti come Amazon, Dell, Hewlett-Packard, Nintendo,Nokia e Samsung.Lai sapeva che la fabbrica di Chengdu era speciale,perchè li si costruisce l'iPad,l'ultimo e piu importante prodotto della Apple.Quando è stato finalmente assunto come addetto alla manutenzione delle macchine,una delle prime cose che ha notato sono state le luci quasi accecanti:i turni coprivano 24 ore al giorno e la fabbrica era sempre illuminata.In ogni momento c'erano migliaia di operai in piedi alla catena di montaggio,seduti su uno sgabello accanto a un grande macchinario o alle prese con una piattaforma di carico.Alcuni avevano le gambe così gonfie che zoppicavano.Sui muri c'erano cartelli che avvertivano i 120.000 dipendenti:"Se non lavori sodo oggi,domani dovrai faticare per trovarti un altro lavoro".Il codice di condotto stabilito dalla Apple impone che,tranne casi eccezionali,nessuno deve lavorare piu di sessanta ore alla settimana.Ma dalle interviste,dalle buste paga e dalle indagini svolte da organizzazioni indipendenti risulta che alla Foxconn alcuni lavorano di piu.Lai era arrivato a lavorare dodici ore al giorno,sei giorni alla settimana.Secondo gli intervistati,spesso si chiede agli operai di fare due turni consecutivi.
La laurea permetteva a Lai di guadagnare l'equivalente di 22 dollari algiorno,compresi gli straordinari.Piu di molti altri colleghi.Dormiva in una stanza cos' piccola da contenere solo un letto,un armadio e una scrivania.Li si immergeva in un gioco di carte online chiamato Fight the landllord,racconta Luo Xiaohong,la sua ragazza.Quel tipo di alloggio era comunque meglio dei dormitori della Foxconn,in cui vivono 70.000 operai,a volte ammassati in venti in un appartamento di tre stanze.Secondo alcuni testimoni,l'anno scorso una lite sulle buste paga ha provocato una rissa in uno dei dormitori.Gli operai hanno cominciato a lanciare dalle finestre bottiglie,bidoni della spazzatura e pezzi di carta infuocati.Sono arrivati duecento poliziotti,che hanno arrestato otto persone.In seguito i bidoni sono stati rimossi,ma è sorto il problema dei cumuli di spazzatura e dei topi.
La Apple afferma che quando scopre una violazione chiede al fornitore di risolvere il problema entro 90 giorni e di introdurre le modifiche necessarie per evitare che si verifichi di nuovo."Se non vuole cambiare le cose,interrompiamo il contratto",scrive sul suo sito web.Non è chiaro,però, quanto sia seria la minaccia.La Apple ha scoperto scorrettezze in centinaia di ispezioni ma, secondo alcuni ex dirigenti,dal 2007 a oggi ha interrotto i rapporti con meno di 15 fornitori per questo motivo.
"Dopo che il contratto è stato firmato e la Foxconn è diventata ufficialmente una delle ditte fornitrici,la Apple non ha fatto piu caso alle condizioni di lavoro e a tutto quello che non riguardava i suoi prodotti",dice Li,un ex dirigente della Foxconn che ha lavorato per sette anni a Shenzhen e ad aprile è stato licenziato perchè aveva rifiutato il trasferimento a Chengdu.La Foxconn ha risposto:"Sia noi sia la Apple abbiamo a cuore il benessere dei dipendenti".
Gli sforzi dell'azienda di Cupertino hanno prodotto qualche cambiamento.Negli impianti che sono stati ispezionati  una seconda volta "è stato notato un continuo miglioramento delle condizioni di lavoro",ha scritto nel suo rapporto sulla responsabilizzazione dei fornitori del 2011.La Apple ha anche organizzato dei corsi per informare milioni di lavoratori sui loro diritti e sui metodi per evitare incidenti e malattie.Qualche anno fa gli ispettori hanno scoperto che alcuni dipendenti erano stati costretti a pagare grosse cifre per essere assunti.Nel 2011 è stato imposto ai fornitori di rimborsare questi soldi per una cifra pari a piu di 6,7 milioni di dollari."La Apple è una delle aziende che combattono di piu il lavoro minorile",afferma Dionne Harrison di Impactt,una società di consulenza che collabora con la Apple per impedire lo sfruttamento dei minori da parte dei suoi fornitori."Sta fecendo tutto il possibile".Altri consulenti non sono d'accordo."Sono anni che segnaliamo problemi seri e consigliamo di intervenire",spiega un dipendente della Business for social responsibility (Bsr)."Non vuole prevenire i problemi,vuole solo evitare di trovarsi in imbarazzo".
Nel 2006,in collaborazione con una divisione della Banca Mondiale e altre organizzazioni,la Bsr ha avviato un progetto per migliorare le condizioni di lavoro negli impianti che fabbricano cellulari e altri dispositivi elettronici in Cina e altrove.La Foxconn ha accettato di partecipare.Per 4 mesi la Bsr e un'altra organizzazione hanno discusso con l'azienda cinese un programma pilota per la creazione di un servizio di assistenza telefonica,una "linea diretta" con cui i lavoratori potevano denunciare condizioni di lavoro illecite,chiedere sostegno psicologico e parlare dei loro problemi.La Apple non partecipava al progetto, ma secondo il consulente della Bsr veniva informata regolarmente.Man mano che le trattative procedevano,la Foxconn cambiava le sue richieste.Innanzitutto ha chiesto di valutare i servizi di assistenza esistenti prima di crearne di nuovi.Poi ha insistito sul fatto che doveva essere escluso il sostegno psicologico.Quindi ha imposto ai partecipanti di firmare un impegno a non rivelare quello che vedevano.Alla fine è stato raggiunto un accordo:il progetto doveva partire nel gennaio del 2008.Ma un giorno prima dell'inizio,l'azienda cinese ha chiesto altre modifiche e allora,secondo un rapporto della Bsr,che però non cita esplicitamente la Foxconn,è apparso chiaro che il progetto non sarebbe andato avanti.

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