Anglotedesco

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domenica 7 luglio 2013

Com'era trattata Marine Le Pen a scuola..



Leggendo nei vari siti italiani e stranieri,sembra che il Front National di Marine Le Pen abbia conquistato ancora piu francesi rispetto alle scorse elezioni vinte da Holland. Di chi è il merito? Delle sinistre europee alleate con i sionisti.
A me gli estremisti di destra non piacciono, condivido quello che dicono sull'economia (è una materia che non è ne di destra e ne di sinistra) e sui respingimenti dei clandestini come avviene in paesi moderati dove ti obbligano a rispettare le leggi ma se un domani governassero un paese, finirebbe la libertà di stampa, d'informazione e chi si azzarda a criticarli, perderebbe il lavoro, rischierebbe la galera e subirebbe violenze.In Ungheria Orban sta facendo di tutto per mettere il bastone tra le ruote ai giornalisti non graditi da lui, studiando leggi dove vengono puniti.
Sotto ho pubblicato un pezzo dell'autobiografia di Marine Le Pen e su come era trattata a scuola.Che si chiami Le Pen o no,una ragazzina minorenne va tratta normalmente ,se si comporta bene la si lascia stare,se assume atteggiamenti sbagliati è giusto che venga punita come tutti,bianchi ,neri,gialli.
Dovevano prendersela con il Le Pen padre e non con le figlie, loro che colpe hanno?

da CONTROCORRENTE-Marine Le Pen (IlibridelBorghese)

Essere una delle figlie di Le Pen non è come avere un padre pilota di linea o commerciante:vuol dire essere sempre responsabili non soltanto della sua vita,ma anche delle sue scelte politiche,che le condivida o no!
I miei primi anni di scuola media coincisero con l'inizio della campagna che vide l'arrivo al potere di Mitterand.Scoprì stupefatta a dodici o tredici anni che un certo numero di professori non mi sopportavano,per parlar chiaro,soltanto perchè ero la figlia di mio padre.E me lo fecero sapere.
Devo dire,però,ancora una volta,che ho avuto occasione di incontrare nel mondo insegnante anche delle persone estremamente corrette.Ma ne ho incrociati molti che,infischiandosi del mio stato di figlia e infischiandosi della neutralità cui dovevano tendere in qualità di professori,mi hanno fatto abbondantemente sentire quanto detestassero mio padre.
Questa cosa ha assunto talvolta delle proporzioni assai estreme, come il giorno in cui mi sono ferita e,invece di trattarmi come qualsiasi altra allieva,mi è stato ordinato di tacere dicendo:"Signorina Le Pen,basta con questa commedia!".Una "commedia" che è terminata all'ospedale dove mia madre mi ha portato all'uscita dalla scuola.
Tra le angherie,mi ricordo anche del giorno in cui uno dei responsabili della scuola mi ha preso da parte con cattiveria davanti a tutti per farmi mettere sotto il pullover la medaglia della Madonna che portavo al collo,dicendomi con tono offensivo:"Signorina Le Pen,non tutti hanno le vostre stesse opinioni religiose!".
Era una delle tante dimostrazioni,venti anni prima della legge sul fazzoletto e i simboli religiosi "ostensibili",di un concetto di laicità molto limitato e di un trattamento che mi era riservato "in modo esclusivo".
Di fronte a questa ostilità manifesta ,mia madre,che tuttavia non interveniva mei nel merito di ciò che accadeva,decise di cambiarmi di istituto.Era un fatto,perchè non mi ricordo che mio padre o mia madre siano mai intervenuti direttamente su tali cose.Forse non avevano compreso esattamente quello che vivevamo quotidianamente nei nostri rispettivi istituti,o forse avevano deciso per principio di mantenersi a distanza?
E poi tutto è relativo.Questo senso della distanza,leit motiv di mio padre,ha accompagnato la nostra infanzia.Ce lo ripeteva ogni volta che ci lamentavano:"Avreste potuto essere nude bella neve in tempo di guerra!".Quante volte ho sentito questa frase! Piu di una volta,questa tendenza a relativizzare gli sarà politicamente rimproverata.
Eravamo bambine e soffrimmo profondamente in certe situazioni ma per nostro padre la sofferenza era un'altra cosa.Quello che vivevamo era secondo lui una difficoltà irrisoria di fronte alla "causa" superiore,la Francia,e facendo appello a Enrico IV:"L'amore immenso che ho per la Francia mi ha sempre reso tutto facile".Nostro padre era convinto che non dovessimo essere protette per tutta la vita,che non bisognava vivere in un bozzolo,e che,alla fine,dato che la condizione umana è quella che è,conveniva indurirsi senza perder tempo.E' d'altra parte una delle ragioni per cui ci ha mandato in una scuola pubblica e non privata.
Per mia sorella Yann è andata fino all'abbandono scolastico,che non è un atto anodino.L'anno della maturità ha lasciato tutto perchè non ne poteva piu.Era bersaglio al liceo di una ostilità che una consigliera di educazione,che si chiamava Fatima e che io ringrazio qui,l'aveva presa sotto la sua protezione.Questa donna venne a trovare i nostri genitori per dire loro: "L'ostilità politica di cui è vittima vostra figlia è assolutamente inammissibile.Quello che sta passando è insopportabile.E' a confronto con una durezza tale,che questa ragazza rischia di essere veramente distrutta".
Yann aveva già lasciato da molto tempo,ma alla fine mollerà tutto a qualche mese dalla maturità e se ne andrà lontano.Ed era dovuto venire qualcuno del liceo per dilo ai miei genitori.Ma invano,era troppo tardi.E nonostante l'abnegazione di quella donna,Yann conserva ancora oggi un grande risentimento nei confronti del sistema educativo.
Comportamenti come questi, che portano a interrogarsi obiettivamente sulla questione della laicità.Perchè se  oggi se ne parla molto,è esclusivamente dal punto di vista della neutralità religiosa:ora non bisogna mai mai dimenticare che la laicità è anche,e forse prima di tutto,semplicemente la neutralità.Ma questo aspetto della laicità che dovrebbe essere prioritario nello spirito del corpo insegnante,è stato largamente messo da parte.Si ammette da decenni che i professori abbiano il diritto,e anche il dovere di essere politicizzati.Non è soltanto tollerato,ma anche incoraggiato dalla gerarchia istituzionale,nella misura in cui il militarismo è accolto e favorito nella maggioranza degli istituti.Ora il fondamento stesso dalla laicità è la neutralità,compresa quella politica.
Bisogna riconoscere che durante gli ultimi trenta anni,la politica è entrata nella scuola e l'arrivo di Mitterand al potere nel maggio 1981,non ha facilitato la nostra partecipazione scolastica.Certamente Mitterand e la sinistra hanno incarnato una speranza per un gran numero di professori dell'Education Nationale dell'epoca.Ma quegli insegnanti,dei quali si sa che costituivano gran parte del suo elettorato,si sentirono dopo l'81' liberati da ogni obbligo di riservatezza.A quel punto,molti alunni,e non soltanto a Parigi,subirono a lezione dei veri discorsi politici.E per di piu dei discorsi politici foderati di settarismo.

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