Anglotedesco

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giovedì 25 luglio 2013

Esempi di paesi agganciati ad una moneta straniera...



Nei tg, nei quotidiani ,nei siti dei principali giornali italiani vi spiegano quelle cose pubblicate sotto? No, sulla proprietà della moneta, su come sono penalizzati gli stati agganciandosi ad una valuta straniera, silenzio totale.Ti rincoglioniscono con scandali sessuali, corruzione,evasione fiscale che sono reati gravi ci mancherebbe, vanno puniti, ma non possono far fallire un paese e provocare milioni di disoccupati.Secondo voi quando l'Italia cresceva al 6,5%,quand'era considerata leader nella produzione industriale, non c'era la corruzione? C'era e alla grande.
Sotto la coppia Roubini -Mihm spiegano come certi paesi che si sono agganciati a monete straniere ,hanno subito gravi crisi ,e non sono solo coincidenze come quelle persone uccise perchè volevano riformare il sistema monetario nazionale, il signoraggio.

da LA CRISI NON E' FINITA-Nouriel Roubini ,Stephen Mihm (Serie Bianca Feltrinelli)

L'ULTIMO PRESTATORE RESTANTE

Via via che una tipica crisi entra nel vivo,le banche e gli altri istituti finanziari del paese subiscono una corsa agli sportelli.I depositanti in Messico si precipitano a prelevare i loro pesos;gli investitori giapponesi pretendono il rimborso degli yen che hanno prestato a qualche banca.E' una scena spiacevole,ma le banche centrali di questi paesi riescono a rimediare alla situazione poichè possono stampare moneta per soddisfare tali richieste.La domanda di valuta nazionale è elevata,e le banche centrali possono farvi fronte smorzando il panico.
Ma quando la passività degli istituti finanziari,delle imprese,delle famiglie e persino del governo sono denominate in valuta estera,la situazione può degenerare.Spesso le economie emergenti ottengono gran parte dei propri finanziamenti dalle banche e dagli istituti finanziari di altri paesi.Spesso questi prestiti sono denominati in dollari, ma potrebbero essere anche espressi in euro o in altre valute.
Se per qualsiasi ragione i creditori dei mercati emergenti decidono di non rinnovare i prestiti a questi paesi quando giungono a scadenza,chiunque abbia un debito in dollari dovrà ripagarlo.I debitori si trovano quindi in difficoltà,perchè non hanno i dollari che servono per onorare gli impegni.Possono recarsi presso la banca centrale,ma è improbabile che le autorità monetarie abbiano accumulato grandi riserve di valuta estera,e quindi non possono essere d'aiuto.La banca centrale non può neppure stampare dollari:sarebbe contraffazione.Perciò questi debitori rimangono straordinariamente vulnerabili.Tali gravi difficoltà hanno caratterizzato profondamente alcune crisi recenti dei mercati emergenti.Messico nel 1994,Asia orientale nel 1997 e 1998, Russia e Brasile nel 1998,e Turchia e Argentina nel 2001.
Arriva allora il Fondo Monetario Internazionale (FMI).Nato alla fine della Seconda guerra mondiale,una delle sue maggiori responsabilità è fungere da prestatore di ultima istanza internazionale ai governi e alle banche centrali che si ritrovano nella posizione in cui stavano molti paesi negli anni novanta.In quel decennio l'FMI è stato molto impegnato,ma negli anni duemila il medico di pronto soccorso dell'economia mondiale non ha avuto molto da fare,almeno finchè non è scoppiata la crisi.A quel punto l'FMI è diventato nuovamente il prestatore di ultima istanza internazionale per molti paesi dei mercati emergenti.
Questo sostegno ha assunto due forme.La prima misura di salvataggio,fornita dai piu tradizionali Stand-by Arrangement o "accordi stand-by" ,è stata a quattordici paesi,con Ungheria,Ucraina e Pakistan tra i maggiori beneficiari.Come il sostegno offerto ai mercati emergenti negli anni novanta,questi prestiti in valuta estera del FMI sono stati subordinati all'attuazione di riforme economiche che in teoria dovrebbero assicurare ai beneficiari una maggiore stabilità in futuro.Altri paesi piu solidi,con importanti precedenti nell'attuazione di riforme finanziarie, Massico,Polonia e Colombia,hanno potuto attingere invece a strumenti di liquidità incondizionati,noti come linee di credito flessibili.A differenza degli accordi standby ,le Fcl fungono da linee di credito precauzionali o profilattiche:l'Fmi si impegna a erogare aiuti,ma senza un esborso immediato di denaro.
Tutta questa attività creditizia ha assunto una notevole portata:nell'estate del 2009 l'Fmi aveva già autorizzato accordi stand-by per 50 miliardi di dollari e linee di credito flessibili per 78 miliardi.Molte di queste misure di emergenza hanno fatto passare in secondo piano i pacchetti di salvataggio messi insieme un decennio prima.Per esempio,nel 1997 la Corea del Sud ricevette un prestito inferiore a 10 miliardi di dollari per far fronte alla crisi che a quel tempo flagellava l'Asia;invece nel 2008 l'Ucraina,un paese con un'economia molto piu piccola di quella sudcoreana,ha ricevuto dall'FMI ben 16,4 miliardi di dollari.
L'Fmi non è stato il solo prestatore di ultima istanza.In aggiunta alla miriade di interventi sul fronte interno,anche la Fedral Reserve ha svolto questo importante ruolo internazionale tramite l'istituzione di "linee di swap",ovvero meccanismi mediante i quali la Fed "scambia" dollari con le valute delle altre banche centrali.In tal modo,le autorità monetarie di altri paesi possono effettuare prestiti in dollari ai soggetti che ne hanno bisogno nei rispettivi paesi.Per esempio,nell'aprile 2009 il Messico ha attivato con la Fed una linea di swap da 30 miliardi di dollari;questa infusione di moneta ha iniettato liquidità nel mercato dei dollari, consentendo a chiunque fosse indebitato in dollari di ripagare o rinnovare i propri debiti.
Queste operazioni hanno costituito un fatto straordinario;ma se la recente crisi finanziaria ha avuto una caratteristica strana e inaudita,sta nel fatto che persino i paesi industrializzati piu stabili si sono trovati a fronteggiare una cridi di liquidità paragonabile a quelle sofferte dai mercati emergenti.
Molti istituti finanziari europei avevano contratto ingenti prestiti a breve termine in dollari per finanziare varie operazioni speculative.Quando,all'apice della crisi, il mercato interbancario ha subito una battuta d'aqrresto,questi operatori non sono piu riusciti a rinnovare i prestiti denominati in dollari.Tutti avevano bisogno di dollari e,di conseguenza,le quotazioni della valuta statunitense sono schizzate alle stelle.In tutto questo c'era una terribile ironia della sorte:il paese che era stato l'epicentro della crisi finanziaria,gli Stati Uniti,vedeva apprezzarsi la propria valuta.
La soluzione escogitata da Bernanke è stato un altro gioco di prestigio di ultima istanza.La Federal Reserve non può concedere prestiti a istituti finanziari fuori degli Stati Uniti;può tuttavia prestare dollari alle banche centrali straniere,che a loro volta possono prestarli agli istituti finanziari che ne hanno piu bisogno.In cambio la Fed ottiene una somma equivalente nella valuta detenuta come riserva dalla banca centrale che riceve dollari.In questo modo,vaste quantità di dollari sono state trasferite dalla Federal Reserve alla BCE,alla Banca nazionale svizzera,alla Banca d'Inghilterra,nonchè alle banche centrali di Svezia,Danimarca e Norvegia.In cambio,la Fed ha preso in custodia un importo equivalente di euro,sterline,franche e altre valute.Alla fine del 2008 queste linee di swap ammontavano a 500 miliardi di dollari,e hanno cominciato a declinare soltanto nella primavera del 2009.
Se la crisi si è placata è stato grazie a queste e a molte altre misure straordinarie adottate per riportare liquidità e stabilità nei mercati.Ma come i responsabili della politica economica hanno poi scoperto,una cosa è arrestare la crisi piu immediata e drammatica nel mercato del credito a breve termine;un'altra è indurre le banche ad arginare la piu generale tendenza alla deflazione e alla depressione.

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