Anglotedesco

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giovedì 18 luglio 2013

Miliband sfida i sindacati.In Italia è una cosa da fascista...




Un paio di mesi fa Beppe Grillo aveva detto che i sindacati andavano aboliti e si prese del fascista, Ed Miliband dopo tanti anni vuole rompere l'alleanza con loro e nessun giornale di sinistra gli ha detto nulla.
Guardiamo in faccia alla realtà. Con la criminalità finanziaria, grandi  banche, multinazionali ,massoneria, a che cosa servono i sindacati? Molti che leggono questo blog probabilmente si ,ma gli altri che vivono delle informazioni di Marco Travaglio, Filippo Facci, Repubblica, Fatto Quotidiano, si sono mai interessati della costituzione europea? Del Trattato di Lisbona? I sindacati si devono fare da parte, non si possono permettere di rompere i coglioni, il futuro per la classe operaia è la distruzione totale della loro categoria e non solo per il lavoro da schiavi che sono costretti a svolgere ma anche per l'arrivo di altri poveri , nel lottare per un posto in un alloggio popolare (quella grande  donna intelligente della Boldrini ci vuole mettere i Rom),senza dimenticare quelle malattie come la tubercolosi che in Italia erano sparite da anni.
L'altro giorno a Milano Susanna Camusso ha risposto in maniera a dir poco ridicola ad una donna che si lamentava.Ormai CIGL,CISL,UIL sono in mano al potere finanziario,ma non hanno il coraggio di dirlo.

da THE GUARDIAN -Traduzione l'Internazionale

Se dovessimo giudicare gli eventi politici in base alle reazioni che suscitano,allora potremmo dire che il discorso tenuto a Londra il 9 luglio da Ed Miliband sui rapporti tra il Partito laburista e i sindacati è meno rivoluzionario di quanto sembri.Dopo tutto se il sommo sacerdote della chiesa laburista Tony Blair e il commissario politico dell'antagonismo di classe del partito,il sindacalista Len McCluskey,si sono entrambi espressi a favore delle proposte di Miliband,le possibilità sono due:o c'è qualcosa sotto o uno dei due ha interpretato male le parole dei leader del Labour.La risposta l'avremo tra qualche mese,quando il progetto assumerà una forma piu precisa.In ogni caso,spinto dallo scandalo di Falkirk (la cittadina scozzese dove il sindacato ha cercato di pilotare in modo illecito la selezione del candidato laburista al parlamento),Miliband ha messo in moto un processo importante,le cui conseguenze non sono state illustrate nel discorso alla St.Bride foundation di Londra.
La piu discussa delle proposte di Miliband prevede che gli iscritti al sindacato debbano decidere individualmente se entrare nel Labour (attualmente sono affiliati d'ufficio è possono chiamarsi fuori solo con una rinuncia esplicita in un secondo momento).Sarebbe un cambiamento radicale:in questo modo il Labour riconoscerebbe che la società e il sindacato oggi sono piu attenti alle posizioni degli individui.Inoltre sarebbero a rischio gli otto milioni di sterline che il partito riceve ogni anno dai sindacati.Anche se Miliband riuscisse a convincere almeno 200.000 iscritti al sindacato a prendere la tessera del partito (l'obiettivo minimo),gli introiti del Labour subirebbero comunque una sensibile riduzione.

UNA SCOMMESSA RISCHIOSA

Ma non è tutto.Anche se in futuro i sindacati non potranno piu affiliare automaticamente al Labour i loro iscritti, Miliband ha però messo in chiaro che manterranno i fondi usati per finanziare le affiliazioni collettive.Secondo il piano di Miliband,in futuro il Labour si finanzierà attraverso adesioni individuali e donazioni.Sarebbe una situazione del tutto nuova.E dato che i laburisti hanno già proposto di fissare un limite di cinquemila sterline alle donazioni,le altre due principali forze politiche del paese,libdem e conservatori,potrebbero sostenere che Miliband sta bluffando,ma solo se (ed è un "se" molto ingrombante) fossero pronte ad accettare anche loro un tetto alle donazioni.Il secondo sviluppo consisterebbe in un ulteriore ridimensionamento del peso del voto in blocco nel processo decisionale del Labour.Se i sindacati non affilieranno piu in modo automatico al partito i loro iscritti,secondo quale logica potranno continuare a pretendere un voto di blocco ai congressi o nelle votazioni interne? Miliband non ha affrontato direttamente la questione,ma una simile valutazione è implicita nel suo discorso.Ray Collins,il membro della camera dei lord incaricato di realizzare la riforma,dovrà soffermarsi su questo aspetto.E dovrà anche esaminare le implicazioni che l'intero processo avrà sui meccanismi per la scelta del leader e dei candidati al parlamento.
E' una scommessa politica molto difficile ,ma Miliband è un giocatore d'azzardo con dei solidi principi.Cercando di essere allo stesso tempo riformatore e amico dei sindacati,sta perseguendo l'idea secondo cui la classe operaia dev'essere al centro della politica laburista.Il suo progetto di far svolgere primarie aperte per la selezione dei candidati alle cariche elettive (sindaco di Londra compreso) è lodevole,ma così Miliband rischia anche di sprecare un'occasione.La sua popolarità è in ribasso,e il confronto con McCluskey lo ha esposto alle critiche di essere un leader troppo debole.Il discorso di Londra gli ha offerto la possibilità di recuperare,e Miliband l'ha sfruttato per fare proposte che potrebbero raggiungere l'obiettivo.Ma fino a quando le sue idee non assumeranno una forma piu chiara,Miliband non diventerà il leader forte di cui oggi ha bisogno il Partito laburista.

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