Anglotedesco

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martedì 9 luglio 2013

Nonostante la "cura",il deficit/pil del Portogallo è al 10,6%



Questi dati sono da girare ai vari Michele Boldrin o altri ultrà del rigore,che con i tagli e le privatizzazioni,il paese torna a crescere.Piu o meno due anni c'era un articolo su Italia Oggi che spiegava che il Portogallo stava soddisfando l'elite finanziaria mentre l'Italia no.Leggete prima l'articolo di ITALIA OGGI e poi quell'altro sulla situazione attuale del Portogallo.

da ITALIA OGGI del 21 settembre 2011-Articolo di Edoardo Narduzzi.IL PORTOGALLO PRIVATIZZA TUTTO,L'ITALIA NON SVENDE NULLA.

A Lisbona è iniziata la stagione delle privatizzazioni di massa.Il nuovo governo ha innalzato da 5 a 7 miliardi l'ammontare che intende incassare dalle vendite delle società e delle azioni  delle imprese di proprietà pubblica,dando cosi un chiaro segnale alla troika formata da BCE-FMI-UE che vigila sul piano di stabilizzazione legato al prestito da 80 miliardi di Euro. Una accellerazione che,conferma come, nel giro di pochi mesi,Lisbona sia diventata il vero laboratorio,del cambiamento,pena la sua marginalizzazione economica.Stato e pubblica amministrazione piu magri e meno costosi,sanità riorganizzata con costi operativi tagliati a doppia cifra, liberalizzazioni e privatizzazioni senza esitazioni.Senza perdere inutile tempo il da farsi è chiaro.

I primi cento giorni del governo liberale di Passos Coelho,hanno lasciato il segno: taglio del 15% all'anno dei costi gestionali della sanità tra il 2011 e il 2013;riduzione del 10% delle pensioni;aumento dell'iva al 23% a partire dal prossimo 1 ottobre,con,di fatto, l'eliminazione delle due aliquote ridotte e intermedie del e del 13% rimaste solo per i beni di prima necessità;taglio di 4.574 pari al 27% dei dirigenti statali che saranno subito pensionati o collocati in mobilità con stipendio ridotto al 66% abrogazione di 15 enti pubblici,pari al 20% del totale;ritenuti non utili all'economia portoghese;riorganizzazione delle piante organiche della pubblica amministrazione centrale con il piano de reducao e melhora de administracao central do estado con l'eliminazione del 38% delle strutture organizzative precedenti e dei connessi posti;creazione del fondo di mobilità dei dipendenti pubblici per gestire gli esuberi che riceveranno soltanto l'8% dello stipendio per i primi 12 mesi,poi la loro sorte è tutta da capire;blocco di ogni assunzione nella sanità pubblica dove anche per prendere un nuovo infermiere serve un'autorizzazione firmata personalmente dal ministro della salute,Paulo Macedo,che ha anche deciso di tagliare del 20% tutti gli straordinari delle 42 aziende ospedaliere;identificazione di 85 imprese pubbliche e 33 miste passibili di privatizzazione.Cosi mentre in Italia non si privatizza nulla,a Lisbona ci si prepara a vendere tutto, dalle imprese energetiche alle banche,dalle società aeree ai porti.Si approfitta della crisi per riposizionare l'economia.Non a caso non si parla piu di un Portogallo come la Grecia.

da MILANO FINANZA del 29 giugno 2013-articolo di Matteo Radaelli

Le ultime sulle Troika non sono certi esaltanti e portano acqua al mulino di chi pensa che nessuno chiederà mai l'attivazione dello scudo antispread:il deficit pubblico del Portogallo ha raggiunto il 10,6% del Pil nel primo trimestre dell'anno un livello superiore a quello toccato nel quarto trimestre 2010,quando l'allora governo di centrosinistra,guidato da Josè Socrates,chiese l'intervento della Troika che concesse a Lisbona un prestito di 78 miliardi di euro,in pratica,due anni di terapia d'urto prescritta dalla Troika sono stati buttati al vento,peggiorando addirittura le condizioni del paziente (per non parlare del dramma della disoccupazione).In questo scenario,una prosecuzione ridurre le possibilità di assistere a una ripresa dell'economia di eurolandia nella seconda parte dell'anno.
I rischi rispetto alla stima della Bce di una contrazione del pil dello 0,6% nel 2013 sembrano essere sempre piu al ribasso.Tanto piu qualora i segnali di rallentamento dei paesi emergenti dovessero farsi piu concreti.

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