Anglotedesco

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sabato 31 agosto 2013

Business piu che passione per James Pallotta che cede i suoi gioielli



No comment...sono in vacanza

da MILANO FINANZA-Andrea Di Biase

Altro che Zio Sam.James Pallotta ha già applicato la ricetta molto americana del business is business per la gestione della Roma.Visto che il club è fuori dalle competizioni europee,che portano soldi e riempiono l'Olimpico ,e che non si è riusciti a liberare della zavorra economica De Rossi(Capitan è però il perno del centrocampo),i soci a stelle e strisce (e Unicredit,ovviamente) hanno iniziato a fare cassa: Mrquinhos (35 milioni) ,Osvaldo (15) e Lamela (30).Cessioni che garantiranno a fine mercato un attivo di 35-40 milioni.I capitali serviranno per far fronte alla perdita pesante del bilancio 2011-2012 che ha eroso il patrimonio netto e al rosso di fine marzo (36,4 milioni nei nove mesi dell'esercizio fiscale).E va detto che al momento dal socio made in Usa sono planati solo 50 milioni sul club mentre altri 160 milioni sono previsti in arrivo.Non si tratterebbe di soldi freschi ma di una partita di giro contabile con la quale sono stati riclassificati prestiti già concessi da Pallotta.

LA SFIDA DELLA JUVE,UN TOP TEN CON I CONTI A POSTO

Di cognome fa Agnelli ma alla Juventus si comporta come un manager che deve rispondere al suo azionista.E in effetti il 37enne Andrea Agnelli,figlio di Umberto e cugino di John Elkann ,non è direttamente il proprietario del club,che è quotato in borsa e controllato al 60% dalla Exor,la holding presieduta da Yaki.Vincere facendo quadrare i conti,dunque,  per Andrea non è solo frutto di una visione innovativa ma è anche una necessità,visto che, a differenza di altri presidenti padroni,non può mettere direttamente mano al portafoglio per ripianare le perdite del club.Dopo il disastroso bilancio chiuso con un rosso civilistico di 95 milioni che ha costretto la società a chiamare un aumento di capitale da 120 milioni,sottoscritto per 77,6  milione Exor,la Juve ha intrapreso la strada virtuosa verso l'autonomia finanziaria.Vittorie e stadio di proprietà aiutano a contenere i ricavi,ma occorre sfoltire la rosa,che pesa sui conti in termini di stipendi.

LA PARSIMONIA DI LOTITO HA FATTO BENE ALLA LAZIO

L'ultima volta che Claudio Lotito ha messo mano al portafoglio per iniettare capitali nella Lazio,quotata a Piazza Affari e controllata con il 66,6% attraverso il veicolo Lazio Events srl ,è stato nel luglio del 2004,quando l'imprenditore romano,le cui aziende operano nel campo dei servizi di vigilanza,pulizie e manutenzione,spese circa 18,26 milioni per sottoscrivere una quota del 26,9% nell'ambito dell'aumento di capitale.Da allora Lotito,che pur ha investito altre risorse per rilevare nel novembre 2006 il 14% della Lazio in mano a Roberto Mezzaroma (per il presunto patto occulto,i due sono stati condannati in secondo grado per aggiotaggio) e altri 3 milioni per salire all'attuale 86,6% con l'opa lanciata nel 2007,è riuscito a gestire il club biancoceleste inmodo equilibrato e pertanto non è mai stato costretto a ripianare eventuali perdite civilistiche.Nell'arco delle ultime cinque stagioni la Lazio ha anzi accumulato un utile civilistico di circa 9 milioni,che non le ha impedito di togliersi piu di una soddisfazione sul campo.

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