Anglotedesco

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giovedì 29 agosto 2013

La trappola del debito per le privatizzazioni obbligatorie (1 parte)



No comment...sono in vacanza

da CATASTROIKA- Marco Bersani (Alegre)

TROPPO GRANDI PER FALLIRE

Immaginate di avere un dollaro.Con quel dollaro andate in una banca e ve ne fate prestare dieci,poi con quei dieci dollari andate da un'altra banca e ve ne fate prestare cento, perchè alla banca risulta che ne possedete già dieci,mentre in realtà voi ne possedete solo uno.
Se riuscite a replicare decine di volte un'operazione del genere,avete esattamente capito il funzionamento del fondo d'investimento "Long-term Capital Management (Lacm).
Il fondo Ltcm,società fondata all'inizio del1994 con sede nel Connecticut,era un megafono d'investimento speculativo diretto da premi Nobel,professori, ex governatori della Fed (banca centrale degli Stati Uniti d'America),tecnici d'alto profilo.
Tecnicamente,il fondo Ltcm era un "hedge fund",ovvero un fondo che opera "a leva" attraverso lo strumento dei derivati.Questi strumenti sono nati come una sorta di assicurazione contro le eccessive oscillazioni del mercato (ad esempio:se una società stipulata oggi un contratto con una società statunitense per un acquisito che avverrà fra sei mesi,si assicura attraverso un derivato calcolato rispetto alle oscillazioni del dollaro nel frattempo eventualmente intervenute).Ma se quel derivato viene poi venduto,ricontrattato e poi rivenduto infinite volte, perde ogni legame con il derivato inizialmente sottoscritto e diventa una mera scommessa sulla fluttazione del dollaro (oggi il 99% dei derivati non ha alcun legame con l'economia reale).
Il Long-term Capital Management da questo punto di vista fu un fondo pioniere nell'utilizzo dei derivati a scopo speculativo.Il fondo utilizzava il "convergence trading",una strategia che generalmente si serve di titoli obbligazionari e strumenti derivati per fini di copertura.
Un fondo che parte dal presupposto che vi siano inefficienze sul mercato,destinate a scomparire nel lungo periodo.Il gestore punta su tali anomalie,sperando in un processo di convergenza dei valori.La differenza tra i valori è di modesta entità e offre un guadagno limitato.Ecco perchè i gestori che utilizzano tale strategia,fanno considerevole uso della finanziaria per incrementare il rendimento.
Il fondo utilizzato Ltcm utilizzava un modello finanziario,derivato da una piu aggiornata ricerca scientifica,che permetteva di stracciare,in modo straordinariamente fedele alla realtà,le curve dei tassi d'interesse di mercato e di individuare gli asset che si discostavano dai valori teorici espressi dalla curve.
Questo "mostro" finanziario gestiva un'ingente somma di denaro derivante dai principali istituti finanziari americani ed europei e anche dai Fondi Pensione.
Aveva capitali per 2,2 miliardi di dollari,ma prestiti dalle banche per un valore di 125 miliardi di dollari,una leva di 55 volte (con un dollaro mi faccio prestare dieci dollari,con dieci dolari me ne faccio prestare cento etc).Con una leva simile,bastava un movimento avverso del 2% per perdere il 100% del capitale.
La gestione dell'Ltcm fu affidata a Robert Merton e Myron Scholes ,che ottennero il premio Nobel per l'economia nel 1997.Inizialmente il successo del fondo fu enorme,con ritorni dell'ordine del 40% su base annua.
Ma presto le cose iniziarono a non andare esattamente nel modo previsto e proprio la leva finanziaria segnò la fine del fondo dei Nobel.Nell'agosto del 1998 la Russia dichiarò default formale e ciò determinò nei mercati finanziari una cosidetta  "fuga verso la qualità".Una delle conseguenze fu che i mercati valutarono piu della norma gli strumenti liquidi e la differenza tra i prezzi degli strumenti liquidi e illiquidi nel portafoglio Ltcm aumentò in modo significativo.
A causa di queste variazioni fu chiesto al fondo di reintegrazione i margini dovuti agli intermediari per le operazioni di vendita allo scoperto,margini che a causa dell'uso massiccio della leva finanziaria diventarono molto onerosi.Il fondo si ritrovò prossimo al "crac" e i principali rappresentanti del mondo bancario mondiale vennero convocati d'urgenza il 23 settembre 1998 alla Federal Reserve di New York a contemplare il buco di parecchi miliardi di dollari causato dal fallimento del Long-term Capital Management.La logica lineare della finanza prospettava a quel punto due alternative:lasciare il fondo a se stesso,rischiando che il mondo finanziario implodesse di colpo sotto una reazione a catena di insolvenze,oppure tenerlo a galla con una robusta iniezioni di soldi da parte di un consorzio di banche.Nonostante l'imperversare della crisi di liquidità,le 14 banche convocate scelsero di sopravvivere".La scelta era obbligata.Sapevano tutti di essere legati al doppio filo tra loro:le principali banche internazionali,gli investitori in hedge funds e infine le banche centrali.

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