Anglotedesco

Anglotedesco

giovedì 22 agosto 2013

Quella sinistra innamorata delle svendite (2 parte)



No comment...sono in vacanza

da LA DITTATURA DEI BANCHIERI -Emiddio Novi (Controcorrente)

Dal 2001 al 2004,nonostante l'euro, diminuisce in Italia,sia pur di poco, la disuguaglianza.Mentre aumenta dal 1991 al 1998 con i governi di centrosinistra.Sono dati della Banca d'Italia.Ma alla gente viene imposta la grande menzogna di un tragico impoverimento del Paese dal 2001 al 2004 con il governo Berlusconi.Ancora una volta è Luca Ricolfi a ristabilire la verità:"Questo complesso di dati contrasta con lo stereotipo esponenziale delle disuguaglianze ,ripetutamente e ossessivamente diffuso dai media nel quinquennio berlusconiano".Ma c'è di piu:i sindacati e Confindustria hanno sempre accreditato la leggenda metropolitana di un dilagare,favorito  se non promesso dal berlusconiano,del lavoro irregolare.Anche su questo i dati della Banca d'Italia sono piu che significativi:il lavoro irregolare diminuisce in Italia a smentire un luogo comune sull'arricchimento rapido e dilagante dei furbi,dei commercianti che speculano,dei camorristi che si arricchiscono dei proventi da attività illegali che crescono nel tempo berlusconiano.I dati sui consumi di lusso dicono,invece,che nulla di veramente sostanziale è cambiato nelle ultime due legislature.Persino la ripresa del gettito fiscale del 2006 era in conto al vecchio governo,come la ripresa dell'economia.
L'Italia però continua,come aveva intuito Alberto Asor Rosa,a dividersi tra due società:quella dei garantiti e l'altra dei non garantiti,dal futuro incerto.La prima società delle garanzie vive fuori dalle incertezze del mercato.E'  rassicurata dal reddito fisso.Può contare sulla protezione dell'illicenziabilità,gode dell'assistenza prevista dallo stato sociale, dalle tutele, da tutte quelle garanzie che danno riparo dall'angoscia e dalle ansie sul futuro.Poi c'è una seconda società o del rischio:è quella che produce beni e servizi reali e legali.Deve misurarsi con le logiche del mercato, con le incertezze e i rischi che ne seguono,con l'affievolirsi delle garanzie.Non è tutelata dai sindacati e nel Sud la protezione viene imposta dalle mafie ed è una tassa aggiuntiva.E' una società nella quale una fiscalità punitiva e discriminatoria provoca come reazione un'evasione fiscale e contributiva non trascurabile.
Gli strumenti sono quelli tradizionali della sottofatturazione dei ricavi e della sovrafatturazione dei costi,pagamenti in nero, dichiarazioni dei redditi non veritiere.E' una società che può essere colpita dallo Stato e dal mercato, non ha ammortizzatori sociali, è vulnerabile.Deve misurarsi con quella intermediazione politica che gestisce gli incentivi selettivi.Una intermediazione costosa,perchè succhia come un'idrovora tangenti e finanziamenti per i partiti.La società del rischio nel Sud è contigua alla società della forza.C'è l'antistato dei sistemi criminali che gli fa concorrenza.Che riesce a tessere rapporti col ceto politico per governare le clientele,distribuire favori,lucrare sulla concorrenza.Che riesce a tessere rapporti col ceto politico per governare le clientele,distribuire favori,lucrare sulla corruzione.Negli ultimi anni,questa società della forza ha subito molti colpi,ma è sempre presente e in alcune aree si è trasformata,ha vestito il doppiopetto e fa concorrenza alla società del rischio, che produce beni e servizi reali e legali.
Per la società delle garanzie è un vero e proprio trauma che investe ceti impreparati al rischio,all'iniziativa individuale,alla flessibilità,alla vulnerabilità.Per gli ex garantiti è una svolta drammatica che destabilizza il loro modello di vita e proprio per questo impone un nuovo stato sociale.Questa parte del paese è fragile,è in balia di logiche di mercato avvertite da sempre estranee e poco rassicuranti.Sente il cambiamento come una retrocessione della propria condizione.E vive con dolore la drammatica trasformazione imposta dalla crisi finanziaria.Ha paura di tutto.Fuori dai rassicuranti luoghi della stabilità c'è una terra di nessuno,che diventa un incubo quotidiano.Questa società è inerte e incapace di affrontare il presente e, quando  in televisione vede gli operai cinesi che protestano contro i licenziamenti e la delocalizzazione delle industrie,s'interroga sul suo futuro:se tocca a loro, figuriamoci a noi,pensa.Gli Stati sembrano intenti a salvare le banche e a disinteressarsi dei destini degli uomini.

Nessun commento:

Posta un commento