Anglotedesco

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domenica 4 agosto 2013

UNO BIANCA.Massimiliano Mazzanti risponde a Giovanni Spinosa (1 parte)




No comment...sono in vacanza.

da UNO BIANCA-Massimiliano Mazzanti (Minerva Edizioni)

OSTINAZIONE DI UN GIUDICE

La storia della Uno bianca si è recentemente arricchita del contributo di Giovanni Spinosa.L'attuale presidente del tribunale di Teramo,per le edizioni Chiarelettere,ha dato alle stampe un testo che, già nel titolo,riassume le tesi fondamentale dello scritto: L'Italia della Uno Bianca-una storia di politica e di mafia ancora tutta da raccontare.Durante una nota trasmissione televisiva-Storie maledette,condotta da Franca Leosini,alla domanda su cosa ci fosse dietro la banda della Uno bianca,Fabio Savi rispose:"Dietro la Uno bianca c'è solo i fanali,il paraurti e la targa.Dunque, Spinosa sostiene che quella risposta è un depistaggio e che la verità sui motivi che determinarono tanto sangue e tanto terrore tra il 1987 e il 1994 sia ancora da svelare.
Spinosa-titolare a Bologna della principale inchiesta sui delitti compiuti dai Savi agli inizi degli anni 90-conosce a sufficienza le vicende di quell'epoca criminale.Semmai, non conosce bene i fratelli assassini:in tanti anni di operose inchieste e di duri confronti processuali in aula,non s'accorse mai nemmeno dell'esistenza dei principali autori di tutte quelle efferate gesta, indagando e facendo arrestare molte persone,alla fine risultate tutte innocenti ed estranee ai fatti a loro contestati.
La clamorosa svista investigativa costò al sostituto procuratore il ruolo di inquisitore dei Savi,i quali ,individuati e arrestati,furono processati sulla base di un cartello accusatorio edificato da un altro, valente magistrato bolognese:Valter Giovannini.E,sostanzialmente,il libro di Spinosa-benchè lui stesso lo neghi retoricamente in premessa-risulta comunque come una chiara censura all'operato di quest'altro magistrato, al quale viene imputato di aver concentrato troppo l'attenzione solo sui fratelli-poliziotti e i loro complici riconosciuti,perdendo di vista quanto sarebbe emerso dalle indagini condotte precedentemente.
Cosa fosse emerso dalle indagini condotte da Spinosa è facile da riassumere.Secondo il pm di allora,i delitti via via attributi alle così dette banda della regata,banda delle coop e banda della Uno bianca furono il prodotto di una strategia criminale abilmente architettura dalla mafia e che potè proseguire per l'incredibile arco di sette anni grazie a connivenze e coperture di varia natura.
Ancorchè assolti, data l'individuazione dei Savi come autori materiali della strage del Pilastro,il crimine piu orrendo commesso dal gruppo omicida,sempre secondo Spinosa, anche i malavitosi del noto quartiere di Bologna- e tutti i collegamenti e le complicità che ruotavano intorno a loro-ebbero un ruolo in quella di delitti;forse,un ruolo superiore addirittura a quello svolto dal gruppo di fuoco guidato dai Savi.Un ruolo,appunto, ancora tutto da raccontare.
I misteri della Uno bianca,insomma, sarebbero ancora tanti e su questi bisognerebbe investigare.E Spinosa ne fa un elenco che,di qui in avanti,verrà minuziosamente analizzato.Un elenco che,però,non tiene conto delle risultanze processuali o,peggio ancora,in alcuni passaggi ne contesta l'esito senza addurre alcunchè di nuovo, in termini di prove,anche solo sul piano logico,tali da convincere il lettore avveduto.Alla fine,il libro di Spinosa risulta un patetico tentativo di autodifesa,Autodifesa voluta a tutelare una carriera tanto densamente offuscata dalle inchieste sbagliate che l'autore condusse all'epoca dei fatti.Sbagli e amnesie,quelli di Spinosa,in cui sono racchiusi,come si tenterà di illustrare nel nuovo,lungo capitolo che precede questa seconda edizione di Uno bianca,i veri arcana della storia criminale che si sviluppò con inaudita violenza in Emilia Romagna e nelle Marche tra il 1987 e il 1994.

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