Anglotedesco

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domenica 11 agosto 2013

UNO BIANCA.Massimiliano Mazzanti risponde a Giovanni Spinosa (2 parte)



No comment...sono in vacanza.

da UNO BIANCA-Massimiliano Mazzanti (Minerva Edizioni)

LE AMNESIE E GLI SBAGLI DEL DOTTOR SPINOSA

All'indomani dell'arresto dei Savi,Spinosa vide crollare gli impianti accusatori dei due processi-quello per la strage del Pilastro e quello contro la così detta QUINTA MAFIA-nei quali svolgeva il ruolo di pubblico ministero e, di conseguenza,non fu chiamato ad indagare sugli assassini catturati.Da allora,secondo quanto scrive oggi,a pagina 426 del suo libro:"Non si (mi sono) è piu interessato della Uno Bianca e ha (ho) anche evitato di leggere libri o articoli e di vedere film e documentari sull'argomento".A testimonianza di questo atteggiamento distaccato,il volumre da lui realizzato non ha una bibliografia,anche se,nelle note,cita fonti che,almeno parzialmente,smentiscono la sua stessa affermazione.In realtà, a una lettura critica del testo,appare di tutta evidenza come Spinosa abbia letto tutto quello che si poteva leggere sulla materia e che l'affermazione sopra menzionata abbia la funzione letteraria di smascherare eufemisticamente,dietro una frase non esplicita, tutta la scarsa considerazione che il magistrato ha per ciò che gli altri hanno  scritto prima di lui.Un atteggiamento,in verità, alquanto arrogante e presuntuoso;utile solo, per chi lo assume,a scansare la fatica di argomentare le critiche e di contestare con puntiglio le tesi che si vogliono smentire.
Questioni di stile a parte,Spinosa inizia la sua narrazione mettendo in dubbio la versione ufficiale dell'individuazione dei Savi,definendo strabiliante (pag 5) il loro arresto.La tesi non è originale nè nuova:tanto nelle pagine seguenti,quanto in precedenti lavori-una per tutti:GIUSTIZIERI SANGUINARI di Sandro Provvisionato-il racconto di Luciano Baglioni e Pietro Costanza,i due poliziotti riminesi a cui è stato attribuito il merito di aver catturato i criminali della Uno Bianca,fu pesantemente messo in discussione.A essere precisi,sollevò perplessità fin da subito,come si potrebbe rilevare dalla rapida lettura delle cronache del tempo.A differenza di altri, però- i quali hanno circonstanziato i loro dubbi sulla base di documenti dimostrati e dimostrabili,giungendo anche a formulare ipotesi precise sul come i Savi possano essere stati effettivamente individuati e catturati-Spinosa mescola alcune congetture sulle azioni finali di Roberto e Fabio con alcune dichiarazioni degli stessi criminali per avanzare questa suggestiva ipotesi:
"Roberto Savi-scrive a pag 11-non solo non ha fatto nessun tentativo per sottrarsi al suo destino fuggendo con conforto di ingenti somme di denaro,ma non ha cercato neanche di smascherare le prove che lo avrebbero inevitabilmente condannato all'ergastolo".Ripercorrendo il disperato e a tratti bizzarro tentativo di fuga del fratello Fabio, conclusosi con l'arresto alla frontiera del Tarvisio,Spinosa rileva (pag 13):"Fabio Savi,non aveva esitato a uccidere,senza alcuna ragione,poliziotti,carabinieri,guardie giurate e inermi cittadini:questa volta si consegna docilmente,lasciando la pistola nel borsello".Perchè un simile atteggiamento da parte dei due principali componenti della banda della Uno bianca? Spinosa lo ha già anticipato al lettore a pagina 9,ricordando un frammento di interrogatorio di Fabio,all'indomani dell'arresto:"Non hanno dubbi:scelgono di restare in Italia,perchè,spiega Roberto al fratello.Se fossimo stati arrestati qualcuno ci avrebbe tirato fuori".
Insomma i Savi sono prede che si sarebbero consegnate ai cacciatori,nella certezza che qualcuno li avrebbe aiutati a uscire dal carcere.Nelle successive 400 pagine,però Spinosa,se tenta di dare un'identità ai possibili qualcuno che li avrebbero tirati fuori, si dimentica di dare una spiegazione logica del perchè i Savi,però, siano ancora dentro.E del perchè,allora, traditi da quel qualcuno che li avrebbero abbandonati a loro stessi,a marcire nelle patrie galere,a tutt'oggi non abbiano fatto i nomi di questi fantomatici complici,magari solo per il gusto di vendicarsi o per ottenere sconti di pena.

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