Anglotedesco

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lunedì 26 agosto 2013

WIKILEAKS.Fulmini sull'Eni



No comment...sono in vacanza

da DOSSIER WIKILEAKS-Stefania Maurizi (Bur)

Con l'Eni,la diplomazia Usa è in guerra aperta sull'Iran.Quando gli americani vogliono capire come l'Italia si muove nel settore dell'energia,parlano con Sergio Garribba,uno stretto contatto (close contact) dell'ambasciata,già direttore generale per l'Energia del ministero delle Attività produttive,che molti considerano il massimo esperto in Italia.
Nel febbraio 2006 Garribba spiega a via Veneto che fare affari in Iran è difficile,a causa del ruolo dei mullah,presenti in qualsiasi attività del governo,degli alti livelli di corruzione e della passione degli iraniani per lunghe,complesse e difficile trattive.Eppure un file del maggio 2008 registra come Scaroni abbia raccontato agli americani che Eni sta in Iran da oltre 50 e attualmente ha 3 miliardi di dollari di investimenti nel settore petrolio e gas.Stando così le cose,la vita del cane a sei zampe in Iran sarà anche difficile,ma di sicuro non impossibile.
Nel 2008 la pazienza degli Stati Uniti sembra finita.In un cablo dal titolo eloquente (Fare arrivare un duro messaggio all'amministratore delegato dell'Eni ,Paolo Scaroni,sulla Russia e sull'Iran), l'ambasciatore Spogli scrive: Eni è sfuggita alle sanzioni americane grazie a un'intesa tra gli Usa e l'Europa,che esonerava i Paesi con "vecchi" investimenti in Iran che non espandevano le loro attività.Ma la continua presenza di Eni è un fattore di attrito nelle relazioni Italia-Usa e non c'è dubbio che aiuta il regime iraniano.
Ogni voltas che le pressioni su Scaroni cresce,lui risponde:se non volete il gas della Russia di Putin,allora l'alternativa è l'Iran degli ayatollah.Spogli conosce la musica e la segnala al dipartimento di Stato a ridosso di una visita di Scaroni a Washington nel maggio del 2008:probabilmente vi dirà che l'alternativa al gas russo è l'Iran,scrive ,è molto importante che il governo Usa mandi un segnale deciso di quanto disapprova le attuali relazioni tra Eni e Teheran.
Un anno dopo un contatto di alto livello nell'Eni spiega agli americani come il cane a sei zampe si prepara a resistere.Eni costruisce relazioni commerciali con gli Stati sul lungo termine,racconta la fonte, negli anni Cinquanta Eni aveva creato una joint venture con il governo libico,mettendo funzionari libici nel consiglio di amministrazione.Quando la Libia era diventata la bestia nera dell'America,l'azienda era riuscita comunque a resistere alle pressioni americane,grazie a questa joint venture.Faremo lo stesso con l'Iran,ora e nel futuro.

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