Anglotedesco

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domenica 18 agosto 2013

WIKILEAKS.Per la diplomazia Usa ,la Lega Nord è un pericolo (2 parte)




No comment...sono in vacanza

da DOSSIER WIKILEAKS-Stefania Maurizi (Bur)

Dal database di Wikileaks emerge che,sulla xenofobia della Lega,la diplomazia Usa non sembra disposta a fare concessioni.Quando ,nell'ottobre del 2007,a Roma viene seviziata e uccisa dal romeno Nicolae Romulus Mailat Giovanna Reggiani,moglie di un'ufficiale della Marina che è un contratto stretto di questa ambasciata,scrive Spogli,la notizia è stata sui giornali per giorni.
L'ambasciatore registra l'isteria collettiva scatenata da quell'atto brutale,ma alimentata anche dalla stampa e dalle dichiarazioni dei politici italiani, come il leader di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini,uno dei legislatori che piu si fa sentire sul tema,che ha chiesto al governo di espellere 20.000 romeni,ma anche Prodi che ha dichiarato che un decreto (per le espulsioni) è necessario per la sicurezza dell'Italia.
Per gli Stati Uniti,che sono un potenza nata sull'immigrazione ,la risposta italiana al problema è semplicemente "inefficace" ,come conclude nel 2009 la reggente dell'ambasciata di via Veneto, Elizabeth Dibble.
In un cablo di aprile la Dibble riporta che nonostante i funzionari del ministero dell'Interno ci abbiano raccontato che la minaccia terroristica che viene dagli immigrati è di piccola entità e che la statistiche del governo per l'anno 2008 rivelano un calo complessivo della criminalità in tutte le grandi città italiane,Berlusconi,il ministro dell'Interno Maroni,altri funzionari di alto livello e la stampa italiana (controllata per la maggior parte da Berlusconi) esagerano continuamente (continuously hype) il nesso tra criminalità ,terrorismo e immigrati illegali.Il database di WikiLeaks rivela la preoccupazione degli americani per questa tendenza,che rischia di trasformare il Paese in una polveriera.
Ma quello che piu colpisce è l'assoluta indifferenza rispetto al dramma dell'immigrazione.Nella conversazioni con la diplomazia americana,burocrati e politici del Pdl parlano di quelle masse di persone,che respingono dalle coste italiane e riconsegnano nelle mani della dittatura di Gheddafi attraverso i rimpatri forzati,con una totale assenza di empatia umana,come se il destino di milioni di persone che scappano dalla miseria,dalle guerre e dalla violenza fosse completamente irrilevante.
Quando,per esempio,nel 2009 il governo Berlusconi introduce il reato di immigrazione clandestina,la diplomazia Usa fa una "ricognizione sul campo" tra le fila del Pdl e della burocrazia per raccogliere informazioni,che invia a Washington in un cablo "riservato/noforn".Tra le opinioni che vi sono riportate c'è quella di Rodolfo Ronconi,capo della polizia di frontiera del ministero dell'Interno di Roberto Maroni.Alla richiesta di sapere se l'Italia avesse verificato che la Libia trattava gli immigrati (rimpatriati) secondo le leggi internazionali,Ronconi risponde che l'Italia lo considera una faccenda interna della Libia e che l'obiettivo era quello di creare un ambiente in cui gli immigrati "non vorranno piu venire qui dalla Libia".
Gianluca Pileri,capo dello staff del coordinatore del Pdl, Denis Verdini,invece,racconta che il Pdl ha aumentato la sua retorica anti-immigrati dopo che la Lega aveva incassato il risultato di essere riuscita a introdurre il reato di immigrazione clandestina e ora il Pdl voleva essere sicuro di non lasciare tutti i benefici elettorali al partito di Bossi.E' una ricostruzione che torna con quello che "alti funzionari del Pdl" hanno confidato a via Veneto: dopo l'exploit dei leghisti nei sondaggi,Berlusconi ha deciso di adottare un approccio piu duro sull'immigrazione.
La strada imboccata dal governo italiano preoccupa non poco gli americani,che temono che queste "politiche scioviniste" (chauvinistic policies) possano avere effetti devastanti sulla "stabilità sociale" di una nazione che ha 4 milioni di residenti legali che non sono etnicamente italiani (su un totale di 60 milioni di abitanti).Come può essere stabile "sul lungo termine",se a quei 4 milioni viene detto che non sono parte della visione del governo per il futuro dell'Italia? ,scrive la diplomazia americana.
Gli Usa si ritrovano a sperare nella pressione esercitata dalla Chiesa cattolica e dal presidente Napolitano per limitare le pratiche discriminatorie piu estreme.E' una riflessione che emerge a piu riprese nei cablo,sopratutto il relazione alla comunità islamica.
In un file riservato del settembre 2005,l'ambasciatore Spogli delinea la strategia per combattere l'estremismo in Italia,spiegando che gli italiani hanno una tradizione di scambio intellettuale aperto e di tolleranza verso le altre fedi.Ma hanno anche una storia che include il fascismo.La questione qui non è solo la libertà di pensiero,conclude,ma quella di convincerli che l'integrazione di una crescente popolazione di immigrati islamici è il mondo migliore per evitare che si ripeta uno scenario come quello degli attentati alla metropolitana di Londra.

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