Anglotedesco

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lunedì 2 settembre 2013

Chi da 10.000 euro ai siriani per venire in Italia?



Quasi tutti i giornali e i programmi televisivi parlano in maniera molto limitata dell'immigrazione e di come avviene.Venerdi scorso ho letto un interessante articolo su Repubblica dove  vengono intervistati i siriani arrivati in Italia.Hanno detto che per arrivare qui in Italia hanno dovuto sborsare 10.000.La prima domanda che mi viene in mente è:chi gli da questi soldi?Non vale solo per i siriani ma tutti quelli che sbarcano in Italia e in Europa.
Se a me e a tanti altri operai disoccupati o non ,dovessero chiederci già solo 5.000 euro per qualcosa, dove li andiamo a prendere? Questi dicono di essere disperati però hanno 10.000 euro per venire qui.La cosa non quadra.
In pochi hanno il coraggio di dire che qualcuno li paga per invadere l'Europa ,ogni minima rivolta è buona per partire e venire qui per dettar legge e prendere di mira quella classe operaia che non centra nulla con i problemi dei loro paesi. Chi è che li manda qui? Gli americani, i sionisti, i veri responsabili delle guerre ,della povertà, di portargli via le loro ricchezze. Chi vuole abolire il reato di clandestinità sono anche coloro che stanno dalla parte del potere, delle multinazionali, di chi vuole gli americani padroni assoluti del mondo che controllano la ricchezza degli altri continenti.
Tutti se la prendevano con Gheddafi che era un pericoloso dittatore ma con la sua morte non è cambiato nulla con gli sbarchi.L'aumento del numero dei clandestini significa un aumento corrispondente dei soldi, questo difficilmente lo leggi sui quotidiani di sinistra.
 Antonio Salas nel suo libro

 L'INFILTRATO, spiega bene cosa c'è dietro le carrette del mare.

da L'INFILTRATO-Antonio Salas (Newton Compton editori)

Quando lo raccontai all'agente Juan, anche lui interessato al terrorismo jihadista in Spagna ,scoppiò a ridere con tanto fragore che lo avranno sentito anche a Mosca.Il buffo episodio dei tre agenti che discutevano se fossi arabo,cubano o spagnolo lo fece sbellicare,ma nel frattempo c'erano cose piu urgenti da affrontare.Quella sera cenammo insime per scambiarci qualche idea perchè,secondo Juan,come alla fine degli anni Novanta la Cecenia era diventata un nuovo Afghanistan,l'Africa sarebbe stata un elemento chiave della jihad del XXI secolo.
In realtà,l'agente Juan è un esperto del traffico di essere umani.Oltre a progettare sistemi di spionaggio elettronico invisibili ai controlli ,di recente si era fatto mandare in Africa per scegliere con cura i propri "agenti";uomini e donne disposti a rischiare la  vita in ogni punto del continente nero dove fossero stati invitati pur di ottenere informazioni utili al governo spagnolo sulla mafia del trasporto illegale di essere umani.Giovani marocchini,algerini o subsahariani pronti a spostarsi in Senegal,Mali o Algeria,se lo avesse stabilito Juan,per raccogliere numeri di telefono o nomi dei trafficanti e verificare luoghi,date e allestimento della prossima carretta in partenza per l'Europa.In seguito,attraverso un sistema criptato di posta elettronica (elaborato dallo stesso Juan) ,le "spie" avrebbero inviato un rapporto a un supercomputer blindato,dove il mio amico incrociava i dati ricevuti e preparava il rapporto finale per i responsabili dei servizi di informazione spagnoli.
I suoi uomini erano "agenti" al servizio della Spagna che tiravano avanti in condizioni durissime,consapevoli di rischiare grosso qualora fossero stati scoperti,e tutto per uno stipendio ridicolo che oscillava tra i 200 e i 400 euro al mese.Nondimeno,erano motivati dalla promessa di Madrid che nell'arco di due o tre anni sarebbero potuti entrare e risiedere legalmente in Europa.Era questo lo stimolo principale per quegli africani,pronti a spostarsi da un paese all'altro,sopravvivere in condizioni miserrime a Bamako,Dakar o Oran,esposti al pericolo di essere scoperti,ogni volta che informavano il mio amico riguardo a imbarcazioni o camion carichi di clandestini con destinazione Canarie,Lisbona o Algeciras.Un lavoro che avrebbe potuto svolgere solo una spia africana,capace di muoversi in quegli ambienti  senza destare sospetti.Piu tardi,la rete informatori di Juan mi sarebbe tornata molto utile.
Dall'attentato dell'11 marzo,i canali di immigrazione clandestina in Europa erano vigilati con scrupolo dai servizi di intelligence sia dal ministero della Difesa (prima CESID,poi CNI),sia del ministero degli interni (Polizia e guardia civile)per la possibile presenza nelle reti dell'immigrazione illegale di integralisti islamici diretti nei nostri paesi.A tal proposito,posso confermare che l'agente Juan aveva segnalato la possibilità già molto tempo prima che qualcuno la considerasse fondata.Ad esempio,in un rapporto riservato del 4 aprile 2004,meno di un mese dopo l'11 marzo,dove venivano esaminati i dati inviati dai suoi uomini (Fonti 1,2 e 3),il mio amico scriveva,tra l'altro

FONTE N.1

Il 5/4 del corrente mese,attorno alle 21,30 ora locale,è stato rilevato l'arrivo di un gruppo di 31 migranti,tutti maschi originari del Pakistan.I migranti hanno tutti preso alloggio nel ghetto noto come ARABU GHETTO,grazie a un trafficante detto ARUNA (1 ipotesi:potrebbe trattarsi di (H) ARUNA B_ [...]

FONTI N 2 e 3

Rapporti successivi ricevuti lo scorso fine settimana (10 e 11/4) nel ghetto citato indicavano che tale gruppo non era piu sul posto.Ciò nonostante,un nativo di Gao ha segnalato l'arrivo di gruppi sporadici che i nigeriani definivano pachistani,i quali oltre ai cittadini del paese,comprendevano anche afghani o indiani.Un altro individuo,originario della Costa d'Avorio ma residente da vari anni sul posto,ha segnalato l'esistenza di gruppi molto organizzati provenienti da BAMAKO e diretti nell'ALGERIA settentrionale.Si muovono rapidamente.Tali gruppi variano in genere dai 15 ai 20 individui per veicolo.
Lo stesso individuo ha confermato che di recente uno di questi gruppi è stato intercettato da una pattuglia della polizia,ma dopo aver fatto una chiamata da un presunto telefono satellitare,il gruppo è stato lasciato libero di proseguire il viaggio [...]

FONTE N. 3

Ieri (14/4) è stato scoperto all'ultimo momento gruppo di pachistani,che poteva essere lo stesso segnalato il 5/4.Il gruppo,tuttavia,non è stato individuato nel ghetto di Aruna,ma in quello principale.il Ghetto di Alhaji.In tal caso,il riferimento è il seguente:N 371, Aljanabarandia Anenue Des Dia [...].
A tal proposito,è stato sentito di un gendarme maliano,residente nella parte posteriore del ghetto,che presta servizio nella zona tra Gao e Kindal [...].Il gendarme ha aggiunto che il gruppo di pachistani ricorre a queste "chiamate" di emergenza quando i soldi non sono sufficienti a risolvere il problema.Se fermati dalla polizia,infatti, questi gruppi sono soliti far leva sulla corruzione per non incorrere in ostacoli.Infine,il gendarme ha dichiarato testaualmente che alcuni movimenti dei migranti sono atipici e,nel caso dei "pachistani",talvolta "anche noi della polizia ne abbiamo soggezione perchè non sappiamo quale sia la loro missione".A suo giudizio,parte di questi,parte di questi gruppi ben finanziati potrebbe essere collegata a cellule terroristiche [...].
Fino a quel momento non era mai stato pubblicato un rapporto dei servizi di informazione europei nel quale si evidenziasse la presenza di possibili terroristi pachistani,afghani o indiani diretti in Europa attraverso le reti dell'immigrazione illegale.Reti che, stando alle spie di Juan,erano in grado di evitare un arresto da parte della polizia locale per mezzo di una semplice chiamata con un moderno telefono satellitare o che,secondo un gendarme locale,potevano avere un collegamento con elementi del terrorismo.Tutto questo lo devunciavano Juan e i suoi agenti infiltrati solo quattro settimane dopo l'11 marzo.
In base a quanto mi spiegò il mio amico Juan davanti alla gigantesca carta geografica che copre l'intera parete del suo ufficio:"Il Mali e l'Algeria,e in misura minore il Niger,sono l'elemento chiave per quantificare i flussi collegati con i trafficanti di esseri umani e di armi e droga.Questo per due motivi fondamentali:la poizione geografica,al centro dello scacchiere africano,e l'esistenza di grandi aree non controllate dai rispettivi governi.Pertanto,i passeggeri di un barcone o di una carretta del mare che partano dalla Guinea Conakry ,dal Senegal o dal Marocco entrano o passano di sicuro per uno di questa paesi".
Nel maggio del 2006, le informazioni inviate dagli uomini di Juan su possibili jihadisti diretti in Europa erano ormai un dato comune.Molte spie subsahariane al servizio del governo spagnolo notificavano la presenza di gruppi di pachistani oltremodo religiosi "che varie volte al giorno si staccavano dagli altri per pregare".Posso,inoltre,confermare che quella stessa sera riferì alcune informazioni ricevute dalle proprie "antenne" e divulgate solo cinque mesi piu tardi.Il 19 settembre,infine, la stampa nazionale scriveva:" al-Qaeda cerca di arrivare in canoa  alle Canarie",riportando una voce riguardo all'allarme lanciato da Juan due anni e mezzo prima.Tutto ciò mi suggerì un'altra pista d'indagine:l'ennesima.Per il momento, però,il filo che intendevo seguire mi portava in Venezuela.Non potevo più rimandare il viaggio.

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