Anglotedesco

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lunedì 9 settembre 2013

Chi ha diffuso la cultura della droga? -(2 parte)



Andando avanti di questo passo troveremo nei distributori automatici delle scuole e non solo, droga e Repubblica in un solo pacchetto a prezzo stracciato perchè sono i modi migliori per rincoglionire la gente."Drogati, disinteressati del mondo intero e sarai premiato".Infatti in Italia non puoi toccare un tossicodipendente perchè rischi grosso e non solo, a differenza tua, lui viene messo in cima alla lista per un posto di lavoro perchè deve essere rieducato. Sotto è scritto in maniera precisa chi ha diffuso la cultura della droga e ricordiamoci sempre di Alexander "Sasha" Shulgin ,ebreo (tanto per cambiare) che inventò quella merda dell'ecstasy che rende milioni di giovani e non solo, dei vermi totali che non si ricordano neanche di essere al mondo. Anglotedesco e famiglia non hanno mai fatto uso di sostanze stupefacenti, mi devo vergognare, quelli di sinistra mi prenderanno in giro, vengo da un altro pianeta...

da GOVERNO GLOBALE-Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta (Arianna Editrice)

Le testimonianze numerose e ben circostanziate,sul ruolo avuto da quelli che genericamente chiamiamo Poteri Forti nella diffusione della droga e della "cultura psichedelica" negli anni Sessanta-Settanta,suscitano naturalmente la questione del cui prodest,ossia del "perchè" di questa inquietante operazione,che sembra essere stata compiuta "sulla pelle" di milioni di persone.Una delle spiegazioni normalmente addotte è che la diffusione della droga sarebbe stata messa in atto dal Potere allo scopo di indebolire i "movimenti rivoluzionari" che, all'epoca,lottavano per una riforma radicale della società:la droga,con il suo corteo di idee "paramistiche" ,sarebbe stata,pertanto ,una sorta di alternativa antipolitica per distogliere i giovani dall'impegno sociale.
Questa spiegazione,tuttavia, se può risultare accettabile da un certo momento storico in poi-specie per quanto riguarda la diffusione dell'eroina negli anni Settanta,durante i quali realmente la droga sembra avere avuto la funzione di "addormentare" le tensioni politiche dell'epoca-non sembra potere spiegare la nascita della "cultura psichedelica",un fenomeno che,come abbiamo visto ,rimanderebbe a progetti risalenti almeno agli anni Cinquanta,quando nessun movimento politico di massa sembrava mettere in pericolo le tenuta del "sistema".
L'ipotesi a questo punto piu sconcertante è che,in realtà, la "cultura della droga" abbia fatto parte di un progetto di trasformazione della società ben piu ampio e profondo di quel che si è portati a immaginare;uno dei primi a suscitare questo inquietante sospetto fu un ex-discepolo del "guru" Timothy Leary:il giornalista Walter Bowart.Dopo lo scoppio,nel 1973, dello scandalo legato all'MK-Ultra,infatti, l'arguto ricercatore cominciò a indagare e a raccogliere materiale sulla figura di Leary e sulle sue non sempre chiare frequentazioni,e infine, nel 1978,pubblicò uno sconcertante documento dal titolo Operation Mind Control.Secondo Bowart,in sostanza,il progetto MK-ULTRA non sarebbe affatto fallito e sarebbe stato ampiamente utilizzato da quella che lui definiva "criptocrazia" (i poteri occulti che controllerebbero gli stessi governi "visibili"),per mettere in atto un piano di controllo mentale delle masse.
Le conferme piu sconvolgenti sarebbero giunte a Bowart direttamente da un colloquio avuto con Thimoty Leary nel 1977 a Tucson,dove, a margine di una conferenza,l'ex guru della psichedelica avrebbe confessato candidamente di essere stato per anni agli ordini di un gruppo molto elitario interno alla CIA:
"Bowart andò subito al sodo (...):

PENSI CHE GENTE DELLA CIA FOSSE INFILTRATA NEL TUO GRUPPO,NEGLI ANNI SESSANTA?

Naturalmente.Direi addirittura che l'80% dei miei movimenti e delle mie decisioni mi è stato suggerito da gente della CIA (...)".

BOWART NON POTEVA CREDERE ALLE SUE ORECCHIE:DUNQUE LA CIA AVEVA CREATO LA PSICHEDELICA NEGLI ANNI SESSANTA CON L'AIUTO DI LEARY?

Ti facevi consapevolmente usare dalla CIA (...),cosa facevi per loro?

"La CIA aveva riconosciuto qualcosa che tu ancora non hai realizzato.Cioè che io ero un'importante risorsa nazionale...che ci posso fare? (...)Mi sono comportato come un agente dei servizi segreti a partire dal 1962, quando ho compreso che la prossima guerra per il controllo di questo pianeta avrà a che fare con il controllo delle coscienze,volevo fosse la mia parte a vincere la guerra (...) incremento l'intelligenza di un'èlite...un gruppo molto elitario di americani (...)"

Il contenuto dell'intervista era talmente sconvolgente che non pochi,specie fra i fan di  Timothy Leary,la respinsero istintivamente come una "bufala";ma fu lo stesso Leary ,un anno dopo,dalle pagine della rivista "High Times" a ribadire, in maniera solo un pò piu accorta,tali affermazioni:
"Se ti guardi indietro,molte cose che noi pensavamo fossero casuali non lo erano.Lo stesso intero movimento dell'LSD,originariamente,fu sponsorizzato dalla CIA,che devo ringraziare moltissimo.Non sarei arrivato a questo punta oggi se non fosse stato per la lungimeranza e il prestigio degli psicologi della CIA,e così porgiamo il nostro tributo alla CIA per essere davvero un'agenzia d'intelligenza".
Quando Leary rilasciava quest'intervista si era ormai alla fine degli anni Settanta,e lontana era l'epoca dei raduni "acidi" con le loro commoventi illusioni di trasformare il mondo in un Giardino dell'Eden chimico.Ormai, lo scopo per cui la rivoluzione psichedelica era stata indotta dai gruppi èlitari a cui accenna Leary era stato raggiunto:il cambiamento antropologico,infatti,c'era stato e in poco meno di dieci anni l'uomo occidentale era stato trasformato nella sua mentalità,nei suoi usi, costumi,credenze e aspirazioni.Le antiche religioni,le istituzioni come la famiglia,gli arcaici concetti del pudore e l'idea stessa di "persona" erano stati fortemente messi in crisi e, in una sorta di effetto dominio,la "rottura della diga" aveva finito per coinvolgere quasi ogni aspetto del vivere.
L'ultima "ventata" di stupefacenti "alla moda" a investire l'Occidente sarà,infine, agli inizi degli anni Ottanta,quella dell'ecstasy:la "pillola della felicità"-piu adatta a un'epoca edonista e disimpegnata quale quella "uscita" dagli anni Settanta-che qualcuno ribattezzò efficacemente lo psichedelico degli Yuppie".
Anche la storia dell'ecstasy e della sua diffusione mondiale,tuttavia,conserva degli aspetti interessanti da raccontare.La scoperta della sostanza,in realtà, risale addirittura al 1966,quando un curioso personaggio di nome Alexander "Sasha" Shulgin la sperimentò nella massiccia dose di 120 mg,registrando sensazioni di euforia e di intenso e coinvolgente benessere.Shulgin,ebreo osservante e devoto, aveva inizialmente chiamato la nuova droga "Adam", perchè convinto che avesse il potere di riportare l'uomo alle condizioni edenica primordiale.Solo all'inizio degli anni Ottanta,quando la sostanza cominciò a essere prodotta e diffusa tra le masse,qualcuno lo ribattezzò con il nome piu commerciale di ecstasy.Ancora una volta,tra il 1984 e il 1985,
"centinaia di articoli pubblicizzarono la nuova droga in termini positivi,presentandola come una sostanza priva di effetti negativi e adatta alla gente impegnata nel lavoro (...).Circa dieci anni dopo il tramonto della psichedelica,sembrava che gli orfani di quella stagione potessero contare su una nuova sostanza che manteneva alcune carassteristiche dell'acido lisergico consentendo però di vivere una vita attiva".
"Sasha" Shulgin ha continuato negli anni a sperimentare sempre nuove droghe,nella convinzione che l'umanità potrà grazie ad esse "liberarsi dal dolore",come avviene con il soma nel racconto di Huxley,di cui Shulgin è stato sempre un grande ammiratore.Tutta questa attività,viene portata avanti dal ricercatore in assoluta tranquillità,potendo egli contare,ancora una volta,su amicizie e collaboratori potenti."Sacha" Shulgin ,infatti, non è affatto un sognatore solitario,ma un attivo e ricercato frequentatore di alcuni fra i piu elitari circoli d'America,come il Bohemian Groove.
Ancora oggi,dunque, il rapporto tra droga e potere è piu saldo e vivo che mai.

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