Anglotedesco

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lunedì 23 settembre 2013

Cosa rispondete ai cosidetti "complottisti"? (23/09/13)



Ogni settimana,per i primi tre giorni, voglio pubblicare grazie allo straordinario lavoro fatto dalla coppia Perucchietti-Marletta,dichiarazioni di personaggi che vengono definiti "complottisti" ma che spesso vengono evitati e le loro osservazioni non vengono prese sul serio.Anche sui giornali italiani dove prevale il tifo per Usa e Israele,certe cose invece di analizzarle,preferiscono andare sulle notizie sicure dove gli Usa sono un paese democratico che invadono giustamente Afghanistan ed Iraq perchè c'è il male mentre Israele che possiede 200 ordigni nucleari , è civile.
Cari moralisti, cosa rispondete a questi complottisti?

da GOVERNO GLOBALE-Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta

GIORGIO NAPOLITANO il 31 dicembre 2006:

"C'è sintonia ,tra me e Benedetto XVI,nel sostenere un Nuovo Ordine Mondiale".

HUXLEY fondatore dell'Unesco:

"La società descritta nel Nuovo Mondo è uno Stato mondiale (...):primo scopo dei governanti è impedire a ogni costo che i soggetti diano fastidio.Per far questo essi,fra le altre cose,legalizzano una certa misura di libertà sessuale (possibile dopo l'abolizione della famiglia) che in pratica salvaguardi tutti i cittadini del mondo nuovo da ogni forma di tensione emotiva (o creativa)".

MIKE BATTLES,EX AGENTE DELLA CIA:

"Per noi, la paura e il disordine offrivano promesse concrete"

JOHN PERKINS:

"Dopotutto ,se l'Iraq avesse raggiunto con Washington un accordo simile a quello dei Sauditi,Saddam avrebbe potuto dettare le proprie condizioni per il governo del Paese e magari espandere la sua influenza in tutta quella parte del mondo"

"L'Iraq era estremamente importante per noi, molto piu importante di quanto potesse sembrare.Al contrario di ciò che comunemente si pensa,il valore dell'Iraq non sta soltanto nel petrolio.Sta anche nell'acqua e nella geopolitica (...).Oggi è risaputo che chi controlla l'Iraq possiede la chiave per il controllo del Medio Oriente"

DAVID RAY GRIFFIN:

"Quando si verificarono gli attacchi dell'11 settembre,vennero trattati come una Pearl Harbor.David Rumsfeld disse che l'11 settembre aveva creato "il genere di opportunità dalla seconda guerra mondiale per rimodernare la guerra.Anche il  presidente Bush e Condoleza Rice parlarono dell'11 settembre in termini di opportunità.E in effetti si creò l'opportunità di soddisfare quelle che per i neocon erano le condizioni essenziali per costruire la Pax americana:l'11 settembre permise all'amministrazione Bush-Cheney di attaccare l'Afghanistan e l'Iraq,dare inizio alla trasformazione tecnologica dell'esercito,ottenere un enorme incremento delle spese belliche e dichiarare,con scarsa opposizione,la nuova dottrina della guerra preventiva,divenuta nota come "dottrina Bush".

PHILIP ZELIKOW ,ASTON CARTER E JOHN DEUTCH:

"Se il dispositivo che esplose nel 1993 sotto il World Trade Center fosse stato un ordigno nucleare,o avesse realmente diffuso un virus letale,l'orrore e il caos che ne sarebbero derivati avrebbero trasceso la nostra capacità di descrizione.Un  tale atto di terrorismo catastrofico avrebbe rappresentato uno spartiacque,nella storia americana.Avrebbe comportato perdite di vite umane e danni alle cose senza precedenti in tempo di pace e avrebbe minato il fondamentale senso di sicurezza degli Stati Uniti,come accade con i test nucleari sovietici nel 1949.Come per Pearl Harbor,questo evento avrebbe diviso il passato e il futuro in un prima e dopo.Gli Stati Uniti avrebbero potuto rispondere con misure draconiane,ridurre le libertà civili,inasprire le misure di sorveglianza nei confronti dei cittadini,ricorrere alla detenzione preventiva dei sospetti e utilizzare la violenza fino in fondo".

ZBIGNIEW BRZEZINSKI nel 2007:

"Gli eventi dell'11 settembre rappresentarono un'epifania per Bush (figlio).Il nuovo presidente riemerse trasformato,dopo un solo giorno di isolamento.Da quel momento in poi sarebbe stato il leader risoluto di una nazione in guerra,che affrontava una minaccia al contempo immediata e mortale,il comandante in capo dell'unica superpotenza mondiale.L'America avrebbe agito per proprio conto, senza alcun rispetto per il punto di vista degli alleati.Scossa dal crimine e preoccupata per la propria insicurezza,l'opinione pubblica si strinse intorno ai leader".

PATRICK MARTIN:

"Quando si indaga su un delitto,è necessario porsi la domanda: "A chi giova?.I principali beneficiari della distruzione del World Trade Center sono qui negli Stati Uniti:l'amministrazione Bush,il Pentagono ,la CIA e l'FBI,l'industria delle armi,l'industria del petrolio.E' ragionevole chiedersi se coloro che hanno ricavato dei benefici di tale portata dalla tragedia abbiano contribuito a farla accadere".

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