Anglotedesco

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lunedì 30 settembre 2013

Cosa rispondete a questi "complottisti"? (30/09/2013)



Ogni settimana,per i primi tre giorni, voglio pubblicare grazie allo straordinario lavoro fatto dalla coppia Perucchietti-Marletta,dichiarazioni di personaggi che vengono definiti "complottisti" ma che spesso vengono evitati e le loro osservazioni non vengono prese sul serio.Anche sui giornali italiani dove prevale il tifo per Usa e Israele,certe cose invece di analizzarle,preferiscono andare sulle notizie sicure dove gli Usa sono un paese democratico che invadono giustamente Afghanistan ed Iraq perchè c'è il male mentre Israele che possiede 200 ordigni nucleari , è civile.
Cari moralisti, cosa rispondete a questi complottisti?

da GOVERNO GLOBALE-Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta

JOHN MEARSHEIMER e STEPHEN WALT:

"Accurate  ispezioni delle Nazioni Unite avevano reso inefficace il programma nucleare iracheno e,alla fine,indotto lo stesso Saddam a smantellare il proprio arsenale batteriologico e chimico.Non esistevano prove convincenti di un legame tra Saddam e Osama bin Laden (anzi i due erano reciprocamente ostili) ,e il terrorista arabo,con i suoi accoliti,aveva trovato rifiugio in Afghanistan o in Pakistan,non in Iraq".

"Affermiamo che la guerra è stata motivata,almeno in buona parte,dal desiderio di rendere piu sicuro Israele (...).Per essere chiari:gli individui e i gruppi che hanno promosso la guerra erano convinti che ne avrebbero tratto beneficio tanto gli Stati Uniti quanto Israele,e certamente non prevedevano la dèbàcle che si è invece verificata".
Su questo punto Mearsheimer e Walt sono stati molto chiari:il loro saggio è ben documentato e si avvale di prove inconfutabili.Tra le persone considerate degne di fede che hanno dichiarato apertamente che la guerra era motivata dalla sicurezza di Israele troviamo infatti numerosi giornalisti, dirigenti di Stato,militari,agenti CIA;ecc, ecco,di seguito,i nomi di alcuni di loro:

PHILIP ZELIKOW: che il 10 settembre 2002 ha dichiarato,davanti alla platea della University of Virginia che Saddam Hussein non rappresentava una minaccia diretta per gli Stati Uniti.La "vera minaccia,invece,è quella contro israele (...) ma questa è una minaccia di cui non si osa fare il nome perchè gli europei non ne sono particolarmente occupati (...) e il governo americano non vuole farvi riferimento troppo apertamente,perchè non sarebbe facile farla accettare".

WESLEY CLARK: ex comandante NATO e allora candidato alla Presidenza,nell'agosto del 2002 ha ammesso che "anche chi è favorevole a un attacco immediato vi direbbe candidamente,ma in privato, che è probabilmente vero che Saddam Hussein non rappresenta una minaccia per gli Stati Uniti.Ma esiste il timore che,una volta procuratosi un ordigno nucleare,lo possa usare contro Israele".

IL  GIORNALISTA JOE KLEIN, sul settimanale "Time",una settimana prima dell'inizio del conflitto scriveva:"Il rafforzamento di Israele è un elemento imprescendibile della giustificazione di una guerra con l'Iraq.E' parte di un'argomentazione che non si osa rivelare pienamente,di una fantasia nutrita dalla fazione neoconservatrice nell'amministrazione Bush e da molti leader della comunità ebraica americana".

L'EX SENATORE ERNEST HOLLINGS ha adottato un'argomentazione simile a quella di Klein nel maggio del 2004 ,asserendo che la ragione dell'invasione dell'Iraq "tutti lo conoscono": è "perchè volevamo rendere piu sicuri i nostri amici israeliani".Per questa dichiarazione,Hollings è stato bollato come antisemita da svariati gruppi ebraici".

IL GIORNALISTA MICHAEL KINSLEY,nell'autunno del 2002,quando si faceva piu chiara l'imminente invasione dell'Iraq,scrisse che "la mancanza di un dibattito politico sul ruolo di Israele (...) è come il proverbiale elefante nella stanza: tutti la vedono,ma nessuno ne parla".

NATHAN GUTTMAN, due settimane prima dell'inizio del conflitto,riferì che sulle pagine di "Haaretz" " de voci che collegano Israele alla guerra si fanno sempre piu insistenti.Si afferma che il desiderio del presidente Bush di aiutare Israele sarà una delle ragioni principali dell'eventuale invio di militari americani a combattere una guerra superflua nel Golfo Persico.E queste voci vengono da ogni direzione".

BILL KELLER,direttore esecutivo del "new York Times",pochi giorni dopo le esternazioni di Guttman,scrisse: "L'idea che questa guerra riguardi Israele è persistente e assai piu diffusa di quanto si pensi".

Altri personaggi pubblici come PATRICK BUCHANAN,ARNAUD DE BORCHGRAVE, MAUREEN DOWD, GEORGIE ANNE GEYER,RUTH WEDGWOOD, BILL KELLER,GARY HART,CHRIS MATTHEWS, l'esponente del Congresso JAMES P.MORAN,ROBERT NOWAK,TIM RUSSERT e il generale ANTHONY ZINNI "hanno detto esplicitamente o lasciato chiaramente intendere che i filoisraeliani americani piu radicali sono stati fra i principali suggeritori dell'invasione dell'Iraq".

A costoro si aggiungono i funzionari neoconservatori dell'amministrazione Bush come PAUL WOLFAWITZ e DOUGLAS FEITH (rispettivamente numero due e tre del Pentagono), RICHARD PERLE,KENNETH ADELMAN,JAMES WOOLSEY, "SCOOTER" Libby (a capo dello staff del Vicepresidente) JOHN BOLTON,DAVID WURMSER,ELLIOT ABRAMS."Scooter" Libby all'inizio del 2003 contribuì alla stesura dell'informativa sulla minaccia irachena ,che fu passata a Colin Powell per la presentazione del Consiglio di Sicurezza all'ONU.Secondo la testimonianza del giornalista premio Pulitzer bob Woodward,allora vice di Powell ,Richard Armitage "era stupefatto per quelle che considerava esagerazioni e iperboli.Libby traeva le peggiori conclusioni da frammenti di notizie inconsistenti e non verificate".Libby rappresentava il tipico esempio di manipolazione delle informazioner di intelligence.Powell dovette poi ammettere che la sua presentazione era costellata di errori.Wolfawitz,invece,in un incontro con Bush avvenuto a Camp David il 15 settembre 2001,espresse con decisione la necessità di attaccare l'Iraq prima dell'Afghanistan,benchè non esistessero prove di un coinvolgimento di Saddam con al-Qaeda.Wolfawitiz insisteva talmente tanto sulla necessità di rovesciare Saddam che Cheney si infastidì e gli chiese di "smetterla di agitarsi tanto per imporre quell'obiettivo".Secondo un membro repubblicano del Congresso Wolfowitz ripeteva ripeteva di continuo,come un pappagallo,che era necessario invadere l'Iraq.

L'impegno degli israeliani nel convincere l'amministrazione Bush a entrare in guerra contro l'Iraq avrebbe avuto inizio almeno nella primavera del 2002,se non prima:

"L'ex primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si recò negli Stati Uniti alla metà di aprile di quell'anno (2002; n.d.a) per incontrare,fra gli altri, alcuni senatori e giornalisti del "Washington Post",e avvertirli che Saddam stava sviluppando ordigni nucleari,celati in valigie o borse,in grado di colpire obiettivi sul territorio degli Stati Uniti (...).Alla metà di maggio (2002 ;n.d.a),l'ex primo ministro Shimon Peres,in quel momento responsabile del dicastero degli Esteri,apparve alla CNN,dove dichiarò che "Saddam Hussein è pericoloso quanto bin Laden" e che gli Stati Uniti "non possono stare seduti a guardare" mentre si dota di un arsenale nucleare.Anzi,Peres suggerì di rovesciare il leader iracheno (...) il 12 agosto 2002 Sharon dichiarò alle commissioni Affari esteri e Difesa della Knesset,che l'Iraq è il maggior pericolo che israele deve affrontare".

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