Anglotedesco

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lunedì 16 settembre 2013

NOMI E COGNOMI DEI GIORNALISTI NEOLIBERISTI.Massimo Giannini



Uno dei giornalisti piu presenti a Ballarò e purtroppo considerato uno  con le palle perchè sa attaccare Berlusconi come pochi.La Repubblica è uno dei giornali piu ipocriti del pianeta, vuol far credere di schierarsi con gli operai e poi pubblicano articoli come questi dove tutto deve essere privatizzato, che se vuoi curarti devi rinunciare al cibo, le scuole pubbliche non devono esistere, solo chi si può permettere può frequentarle, bisogna spaccare ancora di piu la società,da una parte la "bene" dall'altra la "feccia" come hanno fatto a Bologna 250 ragazzotti nel parco principale della città dove si è scatenata una mega rissa dopo essersi dati appuntamento in un forum.Giannini è di sinistra ,scrive per un giornale della sinistra-mondialista e dunque se scrive certe cazzate su Berlusconi ha ragione.Perchè Giannini non scrive che il 68% delle aziende che sono state vendute sul Britannia erano in attivo? Che delocalizzando hanno tagliato del 33% i posti di lavoro?

da REPUBBLICA AFFARI E FINANZA-Massimo Giannini

Funziona così,ormai da parecchi anni.Quando non sanno piu cosa che fare rilanciano la mantra delle privatizzazioni.Lo hanno fatto un po tutti i governi dal 1992-1993 ad oggi.Gli ultimi che privatizzarono sul serio furono i governi di Amato e di Ciampi.Vendettero tutto il vendibile ,dal Pignone alla Stet,dalla Comitat al Credit.In qualche caso andò bene,in qualche altro caso un pò meno.Ci fu qualche svendita e qualche buon affare.Ma furono comunque privatizzazioni vere,che fecero uscire lo Stato dalla stanza dei bottoni e fecero entrare nelle sue casse stremate 100 miliardi di euro.Da allora piu nulla.Molti annunci,niente fatti.
Berlusconi profeta bugiardo del finto liberismo,non ha privatizzato neanche una spilla.Prodi,condizionato da una cattiva letteratura su Draghi Grande Svenditore a bordo del Britannia,ha molto liberalizzato per merito di Bersani,ma poco privatizzato per colpa di Bertinotti.Ora ci risiamo.L'Italia è impegnata in un risanamento difficilissimo,e inchiodata a un patto leonino con l'Europa.Il governo non riesce a ridurre le tasse come potrebbe perchè non riesce a tagliare le spese come dovrebbe.E allora che fa? Si butta sulle privatizzazioni.Enrico Letta,persona esperta sui temi dell'economia pubblica e privata,ha ribadito il suo piano di dismissioni,già anticipato prima dell'estateprima dell'estate agli investitori internazionali riuniti a Londra,e ora fissato per l'autunno.Prendiamo per buono l'impegno del premier,che sta dando il suo "sangue",come giura lui stesso, per dimostrare che questo è il governo del fare e non solo del dire.Ma il piano privatizzazioni,in questo momento ,non è una cosa seria.Con la crisi,le Spa non quotate o i grandi patrimoni immobiliari non hanno domanda interna,piatta ormai da un paio d'anni.La vendita di Sace o Fincantieri,Fs o Finmeccanica,ove mai qualcuno ci stesse pensando,dovrebbe essere al servizio di un progetto organico di politica industriale.E la vendita delle quote di Eni ed Enel è un sacrificio troppo grande per il Tesoro che ogni anno dai due colossi energetici incassa un monte dividendi da 1,6 miliardi.E infine c'è un ultimo equivoco.Con l'aria che tira,piu che di privatizzazioni si profilano nuove pubblicazioni.Cos'altro è l'acquisto della rete Telecom da parte della Cdp,sempre piu simile a una nuova Iri? Cos'altro c'è nel futuro di Alitalia,che in 51 mesi del varo della disgraziatissima operazione Fenice ha bruciato un miliardo e tuttora perde 1,75 milioni al giorno? E che ne sarà di Enel che nel silenzio dei piu ha cumulato ormai un debito colossale da 60 miliardi? Le vendite dello Stato padrone sono come le ombre nella caverna di Platone.Solo una mente prigioniera può credere che siano vere.

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