Anglotedesco

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domenica 22 settembre 2013

Singapore e l'organizzazione delle scommesse clandestine (1 parte)




Qualche giorno fa si è tornati a parlare di scandalo delle scommesse e di Singapore visto che parte tutto da li per poi estendersi in Europa in Italia anche se non ne ha bisogno perchè di gente in grado di truccare partite ne abbiamo parecchia.
In tre domeniche pubblicherò questa capitolo dello straordinario CALCIO E MAFIA di Declan Hill ,che negli ultimi anni hanno fatto di tutto per bloccarlo e, tranne  in qualche libreria di libri usati, difficilmente si trova.Sia chiaro, non è detto che tutti i match siano truccati ,però bisogna darsi una calmata ed evitare di prendere questo sport troppo sul serio e spendere soldi , tempo ,per  andare allo stadio.
Se avessi la possibilità di fare una domanda al boss della FIFA Joseph Blatter gli chiederei:"Ma secondo lei il calcio è pulito?".Durante le coppe del mondo in ritiri di diverse squadre partecipanti, potevano accedere chiunque e parlare (truccare) partite con i giocatori.

da CALCIO E MAFIA-Declan Hill (Rizzoli)

"Mi ricordo bene uno dei poliziotti a capo dell'inchiesta:lo avevamo sorpreso mentre incontrava uno dei bookmaker su cui stavamo indagando.Lo facemmo pedinare,e un giorno ricevetti una telefonata:stava per incontrare l'allibratore cinese oggetto della nostra inchiesta in un hotel di Klang".
Mi trovavo su uno sperduto pontile presso un'insenatura a Batman,un'isola indonesiana a sud di Singapore.Uno scenario paradisiaco:palme,cespugli di bamboo,i primi raggi di sole che accendevano il legno del ponte di riflessi dorati.D'un tratto comparve all'orizzonte una nave-casinò.Fino a pochissimi anni fa i casinò a Singapore erano illegali:l'unico modo per giocare era quello di salire a bordo di una di queste navi che sostavano in acque internazionali.Per svariati motivi legali tuttavia i giocatori devono fermarsi in Indonesia e successivamente imbarcarsi su un altro mezzo che li conduce poi al largo verso la nave-casinò.Quella che vedevo avvicinarsi era una nave molto piccola,praticamente la versione nautica di una Mini,ma, come in quel numero da circo in cui tantissimi pagliacci escono da una macchina minuscola,anche da essa uscì un'orda di scommettitori.Sembrava che un'imbarcazione di quel genere quaranta persone non potessero starci,e invece ne uscirono prima sessanta,poi ottanta, poi cento, infine piu di centoventi,e sbarcarono per risalire poi su un'altra piccola barca che lasciò l'insenatura diretta verso una delle grandi navi-casinò.
Queste scene si ripetono in tutta l'Asia ,dai cainò nella giungla in Birmania a quelli nel deserto nella Corea del Nord,e i giocatori sono milioni.Nel 2006 Macao ha "ufficialmente" sorpassato Las Vegas in qualità di capitale mondiale del gioco d'azzardo."Ufficialmente" perchè in realtà le somme di denaro sporco che si riversano in quella città hanno sempre superato,e di molto,qualsiasi stima ufficialmente.Per gli asiatici il mondo del gioco d'azzardo è come la pornografia per gli americani:una struttura vasta e ben coesa,legalmente indefinita, legata sia a organizzazioni malavitose sia a società regolari, che genera ricchezze enormi.Così come l'industria cinematografica a luci rosse è finanziariamente piu florida di molti altri settori di intrattenimento,anche il gioco d'azzardo in Asian supera molte delle attività tradizionali.Ma,dato che gran parte del settore opera nell'illegalità,è difficile,come lo è per l'industria del porno,stendere una valutazione in termini numerici.Ciononostante un recente studio della pubblicazione americana "Foreign Policy" ha calcolato che l'intero del gioco d'azzardo asiatico, sia legale che non, produce 450 miliardi di dollari all'anno, mentre quello dell'industria farmaceutica raggiunge circa i 106.Di quella somma non è semplice stimare quanto riguardi esattamente solo le scommesse sportive,ma uno studio del 2002 della School of Government Affairs di Harvard ritiene che la cifra la spesa in scommesse clandestine sugli incontri di un solo campionato,la Premier League inglese,in un solo anno,il 2001, e in una sola regione asiatica,Hong Kong,ammonti a due miliardi e mezzo di dollari.
Anche per Singapore la cifra è all'incirca la stessa,quindi se ti sommano altri Paesi in cui è attivo questo genere di organizzazioni di scommesse,come Indonesia ,Cina, Vietnam, Thailandia e Malesia,il totale ammonta a decine di miliardi di dollari.
Queste stime hanno dell'incredibile,se non fosse per la giustificazione,politicamente scorretta ma profondamente vera,secondo cui ai cinesi piace il gioco d'azzardo.No,non è esatto:in realtà i cinesi lo adorano,se sono innamorati,lo venerano.
Tale affermazione non è una malcelata pretesa di superiorità culturale:ogni cultura ha il proprio modo di divertirsi.Nelle società occidentali,per esempio,si beve troppo,e il problema latente dell'alcolismo e della dipendenza,che tocca indifferentemente tutti gli stati sociali,è ormai talmente noto da non suscitare piu scalpore fra la gente.Come è quasi impossibile andare in bancarotta vendendo alcolici in Occidente,così è pressochè impossibile sovrastimare la propensione dei cinesi al gioco d'azzardo.In Cina a ogni incontro mondano o di famiglia la gente gioca a soldi, nonne comprese,con la stessa naturalezza con cui altre culture giocherebbero agli indovinelli o a scarabeo.
L'amore per il gioco d'azzardo in questo continente ha radici che affondano indietro nel tempo.Nel 1968 il governatore della provincia malese di Malacca,luogotenente coloniale,scriveva deluso a proposito degli sforza compiuti dal suo ridotto corpo di polizia per controllare il gioco d'azzardo:
"La passione per il gioco colpisce indistintamente tutte le classi sociali cinesi;lo si potrebbe definire il passatempo nazionale,e tutto quello che abbiamo ottenuto dai nostri tentativi di farne un'attività illegale è un'immorale corruzione della polizia,che estorce grosse somme di denaro ai giocatori in cambio del suo silenzio, per poi diventarne complice e fornire informazioni"
Questo estratto si è rivelato la profezia precisa e veritiera dei successivi centoquaranta anni di sforzi da parte della polizia malese contro le scommesse clandestine.A capo delle organizzazioni che gestiscono questo mondo ci sono una ventina di allibratori di livello internazionale.Uno dei loro soci in affari mi disse una volta che a loro non piace essere chiamati così, preferiscono il termine "super agenti" ;chi lavora per loro è invece detto semplicemente "agente".Questo oerchè la loro attività nella maggior parte dei Paesi asiatici è considerata illegale,e la parola "allibratore" risveglia attenzione non richiesta,anche se di fatto è quello che sono.Hanno base a Hong Kong, Bangkok,John Bahru (una cittadina sullo stretto che separa la penisola malese da Singapore), Taiwa, e Jakarta,ma molti di loro sono dal punto di vista etnico,e si considerano spiritualmente cinesi,anche se nati e cresciuti altrove.Tengono fra loro rapporti molto stretti;competono e collaborano giornalmente.Pareggeranno i conti passandoci a vicenda parte delle scommesse.(La figura riportata nella pagina seguente mostra la struttura generale del settore asiatico delle scommesse d'azzardo).
Questo schema necessita tuttavia di qualche avvertimento: non è infatti una classificazione precisa.Dalla rappresentazione di uno scheletro si capisce chiaramente che le ossa del piede sono attaccate a quelle della caviglia e che queste sono attaccate alla tibia.Una schematizzazione della mafia americana illustrerebbe con precisione che gli scagnozzi obbediscono ai capi,i quali obbediscono ai padrini,e che i "consiglieri" sono anziani uomini di stato con cui il padrino di ogni famiglia si consulta.Il mondo delle scommesse in Asia,invece,non è così preciso.

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