Anglotedesco

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mercoledì 4 settembre 2013

SIRIA:quattro mosse per far cadere Damasco (1 parte)



Sulla Siria l'informazione sta dando il peggio di se,tra le tante cose che ti tengono nascoste c'è il fatto che uomini del calibro di Rupert Murdoch eJacob Rotschild hanno investito interessi nella guerra con la Siria.Israele ha ottenuto i diritti per la ricerca di petrolio in Siria,ed è una cosa illegale per il diritto internazionale,ma loro se ne fregano.Come dice nei suoi libri John Perkins, l'impero americano ci prova sempre con i presidenti, dittatori e non, di paesi con enormi ricchezze.Se ci stanno a farsi sottomettere ,passano per democratici, se si ribellano diventano peggio di Hitler.
Alcuni esempi:
Patrice Emery Lumumba fu eletto primo ministro della Repubblica Democratica del Congo,ma non essendo ancora pronto a svendere le ricchezze congolesi ai paesi industrializzati occidentali,fu assassinato pochi mesi dopo con l'auto della CIA e degli ufficiali belgi.Al suo posto fu messo Sese-Seko,che per trent'anni dissanguò il paese,per la gioia degli Usa.In Afghanistan la Enron finanziò i talebani con decine di milioni di dollari.Nel 1997 e nel 1998,insieme al gruppo petrolifero americano Unocal,Enron invitò in Texas alcuni rappresentanti dei talebani per delle negozzazioni.
Anche Saddam Hussein fu corteggiato per anni dal governo Usa e dai gruppi petroliferi occidentali.Il vicepresidente Dick Cheney fu fino al 1992 ministro della difesa sotto Bush padre.Per i successivi otto anni fu presidente di Halliburton,un grande fornitore dell'industria petrolifera che fece anche affari con il governo di Saddam Hussein.


da GOVERNO GLOBALE-Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta (Arianna Editrice)

Dennis Ross,l'ex inviato in Medio Oriente sotto cinque amministrazioni democratiche e repubbliche,già assistente speciale di Obama nella zona regione e per un anno consigliere speciale del Segretario di Stato Hillary Clinton sull'Iran,ha chiarito la strategia di Washington per far cadere Assad senza ricorrere all'intervento militare.
Ross ha chiarito infatti che:
"un suo intervento militare sul modello della Libia non è praticabile,per vrie ragioni.La Russia si oppone ,e questo impedisce il consenso su una risoluzione all'ONU.La Siria ha difese aeree molto piu attrezzate e sofisticate, e quindi l'operazione sarebbe piu difficile.L'Europa in Libia ha quasi esaurito le sue scorte di armi di precisione,e in sostanza rischieremmo di provocare una lunga guerra civile"
Partendo da queste premesse,Ross ha contemplato quattro mosse,per accellerare la fine del regime di Damasco:
"Primo,spingere Mosca ad abbandonarlo,offrendo a Putin la possibilità di rivendicare il merito della caduta,e chiedendo agli arabi di porre il Cremlino davanti alla scelta netta tra la loro amicizia e quella con Assad.Secondo, fare capire agli alawiti che hanno un futuro anche senza assad e che quindi lui ha torto quando dice che devono combattere col regime fino alla morte perchè non esistono alternative.Terzo, costituire una zona di sicurezza nel Nord del Paese con l'appoggio della Turchia.Quarto,costringere l'opposizione a prendere una posizione unitaria".
Ross riconosce che invece,sul fronte Iran,tutto dipende dalla volontà di Israele di bruciare le tappe per dichiarare guerra a Teheran,decisione che trascinerebbe inevitabilmente anche gli Usa e l'Europa nel conflitto:

"Noi americani possiamo aspettare piu a lungo,per vedere se le sanzioni funzionano [...] gli israelinani hanno piu fretta,e per evitare la guerra bisogna ottenere risultati prima [...]La chiave,da parte americana,è parlare con gli iraniani,offrire loro una via d'uscita per salvare la faccia,ma essere molto chiari sul fatto che non accetteremo mai l'atomica".

Ross ammette,cioè,che Israele avrebbe spinto per l'intervento già nell'ottobre del 2012,mentre Washington avrebbe cercato di frenare l'impazienza sionista attraverso forme di mediazione diplomatica.Gli interessi di Israele sembrano inoltre avere armato i ribelli anti-Assad.Secondo fonti "bene informate" in Siria, "i gruppi armati siriani anti-Assad a Homs hanno ricevuto missili israeliani di ultima generazione utili "contro i carri armati T-72" in dotazione all'esercito siriano".
La fonte rivela inoltre che "piu di 400 combattimenti di al-Qaeda,addestrati da Washington in un Paese europeo,sono entrati in Siria attraverso l'Iraq e la Turchia". Se Washington si ritrova dunque a cercare di frenare la bellicosità di Israele,il nodo piu complesso da sciogliere,per la Casa Bianca,rimane l'opposizione della Russia all'interventismo.Putin,infatti,si oppone con forza all'intervento in Iran e in Siria e, come vedremo piu avanti,al progetto di instaurazione del NWO.

ASSAD DENUNCIA IL COMPLOTTO

Assad ha approfittato di queste indescrizioni a suo favore per denunciare l'esistenza di un vero e proprio complotto,finalizzato a screditare a livello internazionale il suo regime.Il 3 giugno 2012 il leader siriano ha denunciato durante un intervento in tv-che la strage di Hula-in cui hanno perso la vita 108 persone,tra cui 49 bambini-sarebbe avvenuta per mano di mercenari stranieri.Premesso che

"si tratta di un massacro brutale,che neppure dei mostri avrebbero compiuto",Assad ha escluso che vi sia stata la regia del suo governo:"Le maschere sono cadute e il ruolo internazionale,e quanto sta accadendo in Siria,è chiaro.Non siamo di fronte a un problema politico, ma un progetto di distruzione del Paese"; e ancora:"Stiamo fronteggiando un piano di distruzione,una vera aggressione orchestrata dall'estero".
Spiega Francesca Paci dalle pagine del quotidiano "La Stampa":

"Gli indizi a cui allude il Presidente sono diversi.C'è la triade Turchia-Arabia Saudita-Qatar,additata da Teheran come mandante del caos siriano.C'è quella fetta d'Occidente,capitanata da Washington e Parigi,che preme con insistenza su Putin perchè scarichi l'antico alleato avallando un coinvolgimento diretto.C'è infine la lega araba,che sabato (2 giugno 2012) ha chiesto alle Nazioni Unite un intervento non armato a difesa dei civili"

Di sicuro ,sulla strager di Hula non c'è nulla di accertato.La difficoltà a raccogliere informazioni per ricostruire la dinamica della tragedia resterà sepolta con i suoi 108 morti,prestandosi così a molteplici interpretazioni.
Concorda con Assad,invece, Djerrad Amar,che sostiene:

"La destabilizzazione di questo Paese (Siria) entra nel quadro di un progetto di smembramento del mondo arabo su basi etniche,tribali o confessionali,ispirato dal Piano Yinan del 1982 (...)La disinformazione costituisce il metodo terribile per manipolare le coscienze.Tutti i loro (dell'opposizione guidata indirettamente da Washington) articoli,reportage,rendiconti e "info" ci svelano, ogni giorno di piu,i dettagli e i segreti della loro cospirazione.La Siria,Paese della resistenza contro il sionismo e l'egemonia Usa ,è dunque bene immunizzata,dalla propria esperienza,nei confronti della manipolazione e della sovversione,tanto piu che gli obiettivi dei nemici sono chiari e dichiarati e i loro mezzi individuati.Il suo esercito è forte e coerente,il popolo unito e istruito (...)Dopo aver utilizzato,senza successo, ogni possibile astuzia,eccoli usare la loro ultima carta politica prima del suono della campana che annuncerà il fallimento di ogni strategia in questa regione e oltre".

Il "progetto di distruzione del Paese",cui alludeva Assad,troverebbe conferma nella manipolazione mediatica di notizie relative al regime siatiano e alle stragi commesse in questa regione:a conferma,il fatto che i media occidentali prendono notizie dall'Osservatorio Siriano per i Diritti  dell'Uomo (OSDH),che secondo Amar sarebbe in realtà una creazione della CIA.

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