Anglotedesco

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venerdì 20 settembre 2013

Una che vive negli Usa ha il coraggio di dire che l'Italia è razzista...



Non stimo  il 90% degli italiani, pur di avere telefonini nuovi, andare in vacanza  fare l'abbonamento allo stadio,mangiare e bere, sono disposti a farselo mettere in quel posto e mandare giu bocconi amari,e mi riferisco sopratutto agli operai con la quale ho avuto da ridire (ogni tanto ho discussioni anche adesso) in quei posti dove ho lavorato,anche con gli imprenditori ovviamente.Mi fanno veramente pena i "nuovi partigiani" che hanno il coraggio di presentarsi alla festa del 25 aprile.Se i "veri partigiani" alla loro età avessero ragionato come fanno loro, in Italia ci sarebbe ancora il fascismo, perchè fa arrivare puntuali i treni e ho i soldi per andare al ristorante in tutti i weekend.
Sono contro il colonialismo e capisco questa scrittrice ma siccome uno degli hobby (e anche di piu) preferiti da Anglotedesco è scoprire le fregature ,non posso accettare le balle o la visione a 90 gradi delle cose.
Maaza Mengiste ha un bel coraggio a dire certe cose sull'Italia, una che vive negli Usa il paese piu razzista del mondo, con piu disuglianze dove i neri sono trattati come in Sudafrica ai tempi dell'Apartheid e Barack Obama presidente non vuol dire nulla.Gran parte della  sua campagna elettorale è stata finanziata da quelle multinazionali che devastano e rendono schiavi milioni di neri come lui.
Quello che fece Mussolini è vergognoso ma gli Stati Uniti cosa fanno in giro per il mondo? Portano democrazia? Bombardano per i loro interessi, con la CIA spiano ovunque e chi si ribella viene fatto fuori.Scriva questi articoli negli Usa.
E poi ricordiamoci che gli americani dopo la seconda guerra mondiale, hanno accolto molti nazisti:

http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/02/06/nazisti-negli-usa-1-parte.html

http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/02/07/nazisti-negli-usa-2-parte.html

http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/02/08/nazisti-negli-usa-3-parte.html


Maaza Mengiste,The Guardian,Regno Unito-Pubblicato su l'INTERNAZIONALE
RAZZISTI PER TRADIZIONE

Il 4 settembre,di fronte alla sede del X municipio di Roma,dove era attesa la visita di Cecile Kyenge,prima donna nera alla guida di un ministero italiano,sono stati trovati tre manichini coperti di sangue finto.Accanto c'erano dei volantini su cui si leggeva:"L'immigrazione è il genocidio dei popoli.Kyenge dimettiti dimettiti".E' l'ultimo di una serie sconvolgente di attacchi e minacce contro la ministra.Un ex ministro ha detto che somigliava a un orango e un vicesindaco l'ha paragonata a una prostituta.Infine, qualcuno le ha lanciato delle banane durantew un discorso.La sua nomina a ministra dell'integrazione non ha solo scoperchiato i problemi dell'Italia con la tolleranza razziale,ma ha anche smentito il luogo comune degli "italiani brava gente".E questo luogo comune mi ha spinto a scegliere l'Italia come argomento del mio nuovo libro.Un'idea che contraddice le esperienze di mio nonno e della sua generazione che combattè contro l'invasione fascista dell'Etiopia e subì cinque anni di occupazione italiana,il partito fascista e Benito Mussolini governarono a Roma dal 1922 al 1943,e durante quel periodo l'Italia ampliò il suo impero oltre la Libia,l'Eritrea e la Somalia.Nel 1933 invase l'Etiopia con una miscela devastante.
Gli etiopici dovettero subire il gas mostarda,i campi di concentramento e i massacri,tattiche che l'Italia mise a punto in Libia.
La cosa che piu colpisce è che la vicenda coloniale italiana è quasi assente dai libri di storia e dal dibattito nazionale.Solo nel 1996,sessant'anni dopo,il ministero della difesa ha ammesso l'uso del gas mostarda nella campagna d'Etipia.La Germania ha avuto i processi di Norimberga,il Sudafrica la sua Commissione per la verità e la riconciliazione.Nell'Italia nel dopoguerra è mancata un dibattito simile che avviasse il paese sul difficile cammino verso la pacificazione.

TRASFORMAZIONE

Questi momenti di presa di coscienza ci hanno dimostrato che affrontare gli eventi dolorosi del passato cementa la memoria collettiva.Riavvicina quanti ebbero il potere di ferire e quanti hanno il potere di perdonare.Il compito dell'Italia dal 1861,l'anno dell'unificazione,è stato quello di accomunare gruppi di persone molto diverse e spesso in conflitto fra loro.Si attribuisce a Massimo D'Azeglio la frase: "Abbiamo fatto l'Italia.Ora dobbiamo fare gli italiani".L'identità collettiva dell'Italia,ammesso che esista,è stata costruita con cura.Un'identità che ha avuto tra le sue componenti la pelle bianca.E,che oggi si sente messa in discussione dalla presenza della ministra Kyenge.Ma l'Italia,violente o nolente,sta subendo una trasformazione.Gli immigrati di prima o di seconda generazione,e altri italiani,stanno tentando di modificare le leggi discriminatorie,combattono per una maggiore consapevolezza del passato e delle potenzialità per il futuro.Ricordo una cena a Roma con amici e colleghi.Da un altro tavolo è stato fatto un commento ad alta voce sul colore della mia pelle,il cibo,e certe volgari allusioni sessuali.Gli amici che mi stavano accanto sono rimasri esterefatti.Poco dopo un signore anziano mi ha  fatto l'occhiolino e quando ho protestato ha allargato le braccia e si è messo a ridere.Se non avessimo sentito tutti quel che aveva appena detto,sarebbe sembrato un tipo allegro che era stato frainteso e ingiustamente accusato.Un esemplare degli  "italiani brava gente".
Invece gli insulti a Cecile Kyenge sono stati molto piu virulenti,non c'era la decantata giovalità degli italiani.Un mito che resiste solo perchè non ci sono sanzioni severe contro i politici e igruppi responsabili da certe violenze verbali.Occorre fare i conti con il proprio passato,coinvolgendo tutti gli italiani.Ho chiesto a una mia amica italiana di origini somale cosa ne pensasse degli insulti a Kyenge."Questo è il mio paese",mi ha risposto."Stiamo lavorando per migliorarlo.Oggi piu che mai,l'Italia ha bisogno di persone come me".

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