Anglotedesco

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venerdì 13 settembre 2013

Usa e Israele usano armi vietate e nessuno gli dice nulla...


Questo giornalista dovrebbe dare lezione a chi tutti i giorni scrive falsità sui nostri straordinari quotidiani come La Repubblica, Corriere della Sera,Il Fatto Quotidiano, Libero.C'è poco da aggiungere è stato sintetico e perfetto.Come mai quando le armi vietate dal diritto internazionale le usano questi due paesi nessuno li dice nulla? Chi usa normalmente il fosforo bianco nella Striscia di Gaza?
Rinfreschiamo un po la memoria ai tanti sostenitori di Israele,in primis a Roberto Saviano:

da L'INFILTRATO-Antonio Salas (Newton Compton Editori)

"Nel settembre del 1970,per contro, la tensione giunse a livelli insostenibili.Le pressioni di Richard Nixon e di Israele da una parte,la tensione tra Egitto e lo stesso stato ebraico dall'altra,lo scontro interno tra le varie formazioni della resistenza palestineser (al Fatah,FPLP,FDLP) ,i dirottamenti di aerei europei compiuti dai fedayn,l'appoggio siriano alla guerriglia ecc materializzarono quanto era inevitabile.E nella seconda metà del settembre 1970,gli accampamenti dei guerriglieri palestinesi in Giordania subirono un castigo feroce.In alcune operazioni militari, nelle quali giordani,palestinesi ,siriani, egiziani e israeliani si scontrarono in battaglie violente e bombardamenti,morirono tra i 3500 e i 10.000 palestinesi"

Gideon Levy,Ha'aretz, Israele-articolo pubblicato su l'INTERNAZIONALE

Un esercizio sull'onestà (e i doppi standart):cosa succederebbe se un giorno fosse Israele a usare le armi chimiche? Gli Stati Uniti sosterrebbero la necessità di attaccarlo? E cosa succederebbe se gli Stati Uniti facessero ricorso a queste armi? Bisogna ammettere che,pur avendole in arsenale,Israele non userebbe mai armi di distruzione di massa,se non in circostanze estreme.Tuttavia ha già usato armi che sono vietate dal diritto internazionale-il fosforo bianco e i proiettili di tipo flechette contro i civili della Striscia di Gaza,e le bombe a grappolo in Libano,ma il resto del mondo non ha alzato un dito.E bastano poche parole per descrivere le armi di distruzione di massa usate dagli Stati Uniti,dalle bombe atomiche in Giappone al napalm in Vietnam.
La Siria,naturalmente,è una questione diversa.Dopotutto nessuno può seriamente pensare che un attacco statunitense contro il regime del presidente Basher al Assad possa essere davvero basato su considerazioni di ordine morale.I circa 100.000 siriani che sono morti finora non hanno spinto il mondo a intervenire,e solo la notizia di 1.400 vittime delle armi chimiche,ma sul numero non c'è ancora una conferma definitiva,sta spingendo l'esercito della salvezza mondiale ad agire.
Allo stesso tempo,non ci sono dubbi sulle vere motivazioni che portano la maggior parte degli israeliani, il 67%,secondo un sondaggio del quotidiano Israel Hayom, a sostenere l'attacco.Non sono preoccupati per il benessere dei siriani.Nell'unico paese al mondo dove la maggioranza dell'opinione pubblica è favorevole all'attacco,il principio guida è totalmente diverso:colpire gli arabi.Non importa perchè,importa solo in che misura:molto.

LINEE TRACCIATE DA OBAMA

Nessuno può seriamente pensare che gli Stati Uniti siano una "superpotenza morale",come ha scritto il giornalista Ari Shavit su Hà'aretz.Il paese responsabile della maggior parte dei massacri avvenuti dopo la fine della seconda guerra mondiale,c'è chi parla di quasi otto milioni di vittime nel Sudest asiatico,in America Latina,in Afghanistan e in Iraq,non può certo essere considerato una "potenza morale".Lo stesso discorso vale per il paese in cui sono incarcerati un quarto dei detenuti di tutto il mondo,dove la percentuale di detenuti rispetto alla popolazione è piu alta che in Cina e in Russia,e dove dal 1976 sono state condannate a morte 1.342.
L'attacco in preparazione sarà un nuovo Iraq.Gli Stati Uniti,che non sono mai stati puniti per le bugie con cui hanno giustificato la guerra in Iraq nel 2003 e per le centinaia di migliaia di persone morte inutilmente in quel conflitto,sostengono la necessità di cominciare un'altra guerra.Ancora una volta lo fanno senza una prova schiacciante,basandosi solo su indizi e su linee rosse che lo stesso presidente Barack Obama ha tracciato e che ora lo costringono a mantenere la sua parola.
In Siria è in atto una crudele guerra civile,che il mondo deve cercare di fermare.Ma non sarà l'attacco statunitense a farlo.

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