Anglotedesco

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domenica 13 ottobre 2013

DANIEL ESTULIN.La guerra del Bilderberg a Slobotan Milosevic



Altro straordinario capolavoro di Daniel Estulin.Su questo scrittore russo e scomodo, se ne leggono di tutti colori ,chi lo critica e chi lo accusa di essere un bugiardo dovrebbe rispondergli con delle prove ma come al solito quando gli chiedi un confronto,scappano come conigli oppure fanno come Gianni Barbacetto mercoledi sera a LA GABBIA che non sapeva come ribattere a Paolo Barnard.
Il Club Bilderberg è un club segreto, come si fa a sapere quello che discutono? Sono invenzioni dei soliti complottisi.
 Il Club bilderberg esiste e ci sono testimonianze di persone che vi hanno preso parte e che sono molto meno omertosi dei vari Monti, Gruber, De Bortoli ,Bonino e tanti altri.
Il trattamento Milosevic è il solito trattamento utilizzato da questo potente club nei confronti dei loro avversari.Lo fece notare un giorno anche Enrico Mentana: "Trattamento Milosevic,usato dodici anni fa precisi:improvvisamente si decise che il presidente serbo era da rimuovere,ed esplose l'emergenza Kosovo.Sto ancora aspettando un resoconto reale delle fosse comuni,che dovrebbero documentare la pulizia di Milosevic ai danni dei kosovari.Intanto, però, con il beneplacito della comunità internazionale,al vertice del nuovo Kosovo ci sono trafficanti di armi o droga".
Finito tutto , gli appalti ,i contratti per la ricostruzione ,i campi petroliferi  ,sono in mano a persone scelte da Washington ,come avviene in tanti altri paesi che dispongono di gas e petrolio.Solo una minima parte di popolazione occidentale però lo vuole ammettere e danno dei complottista o del pazzo a Daniel Estulin.

da L'IMPERO INVISIBILE -Daniel Estulin (Castelvecchi)



Nel 1996,i bilderberghiani decisero di liberarsi dell'allora Presidente serbo Slobodan Milosevic.Il piano fu ideato durante la riunione a King City,una piccola e ricca cittadina a una trentina di Km a Nord di Toronto,in Ontario,Canada.La guerra del Kosovo e la successiva sconfitta del presidente jugoslavo furono le conseguenze della strategia politica accordata nel corso della conferenza segreta del Club Bilderberg.Il programma era chiaro.Al momento opportuno avrebbero portato a termine il loro piano risolvendo così i "problemi politici" che sarebbero insorti con la sopravvivenza dell'amministrazione Milosevic e dei suoi metodi socialisti,in netto contrasto con quelli capitalisti dei bilderberghiani:trasformare l'Europa in un "libero mercato".
Nell'articolo sopra citato, John Pilger rivelava come gli Stati Uniti e la Germania avessero cominciato ad appoggiare le forze secessionite jugoslave subito dopo la caduta del comunismo nell'ex Unione Sovietica,quando la federazione Jugoslava si rifiutò di sottomettersi all'orbita occidentale.Neil Clark ,esperto delle questioni del Medio Oriente e dei Balcani
 ,fornì dettagli specifici:"In quel periodo,oltre 700.000 imprese jugoslave continuavano ad essere proprietà sociale,e la maggiore parte erano ancora controllate dai dipendenti riuniti in comitati di gestione; soltanto il 5% del capitale era proprietà privata".
Sara Flounders,attivista e giornalista affiliata al Partito dei lavoratori del mondo,ne aveva già parlato nel 1998:"Durante gli anni Novanta,mentre il capitalismo si diffondeva nei vecchi Paesi socialisti dell'Europa dell'Est e nell'Unione Sovietica,la JUgoslavia socialista ha cercato di resistere alla privitizzazione della sua industria e delle sue risorse naturali.Per stroncare questa ostilità,i Paesi occidentali hanno svolto un ruolo fondamentale nello smembramento della Jugoslavia socialista...i prestiti e le condizioni di credito del Fondo monetario internazionale e della Banca Mondiale prevedono lo smantellamento di tutte quelle industrie che non appartengono allo Stato, sia per quanto rigurda il petrolio e il gas del Caucaso e del mar Caspio sia per le miniere di diamanti in Siberia. Chiunque risulterà vincitore nel conflitto armato che sta divampando in Kosovo deciderà chi se ne  impossesserà o comunque ne otterrà il controllo maggioritario.Il dominio della Nato sul territorio avrebbe messo le corporazioni statunitensi in una posizione di vantaggio".
Tim Marshall,giornalista inglese,aveva contatti impressionanti all'interno dei servizi segreti della ex Jugoslavia che volevano far cadere il Paese.Nel suo libro, Shadowplay,cita Mark Kirk, un ufficiale dell'intelligence  navale degli Stati Uniti,con riferimento al conflitto in Kosovo:"Alla fine abbiamo dato il via a un'enorme operazione contro MIlosevic,segreta e pubblica al tempo stesso.La parte segreta della manovra consiste nell'inviare in Kosovo agenti segreti inglesi e nordamericani allo scopo di osservare e,sopratutto,offrire appoggio militare,tecnico ,economico,logistico e politico all'Elk (Esercito di liberazione del Kosovo).
L'Elk è un'organizzazione terroristica che, secondo Marshall "trafficava droga,organizzava truffe legate alla prostituzione e assassinava i civili".
Alla fine del 1998,in un tentativo di evitare la distruzione e un successivo smembramento di ciò che restava della Jugoslavia,Milosevic lasciò che la Missione diolomatica di osservazione in Kosovo entrasse nel territorio per analizzare la situazione.La Kdom ,dalla sigla inglese Kosovo Diplomatic Observation Mission,era un'operazione segreta della Cia al cui interno lavoravano 2.000 agenti dell'intelligence britannica e nordamericana,operativi delle forze speciali e di "vigilanza profonda",tutti  addestrati specificatamente.Incaricato di dirigere la Kdom era l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, un corpo controllato dal Club Bilderberg.Si tratta di un'organizzazione dei conflitti e nella ricostruzione successiva agli scontri armati.Gli jugoslavi sapevano benissimo quello che stava accadendo,ma non avevano modo di impedirlo.
Gli organi del Club Bilderberg spingevano perchè venissero processati, di fronte a un nuovo tribunale internazionale,i presunti criminali di guerra che si nascondevano nella popolazione serba;in quel modo  speravano di provocare reazioni violente che giustificassero un intervento militare.I serbi,furbi,calmarono le acque persuadendo i sospettati molto importanti a consegnarsi di loro spontanea volontà.C'era bisogno di qualcos'altro.Per inasprire gli animi serbi e far scoppiare la guerra,il Tribunale dell'Aia-controllato dagli Stati Uniti- fece ricorso a sequestri illegali (squadre di sequestro come le chiamò Henry Kissinger nella riunione del Club Bilderberg del 1996).
Dopo l'incontro del Bilderberg a King City nel 1996,avvertimmo chiunque ci volesse ascoltare:"Nel caso in cui fosse impossibile esacerbare gli animi serbi a scatenare una guerra arrestando i presunti criminali di guerra attraverso le "squadre di sequestro"-criminali che che verrebbero poi giudicati al Tribunale dell'Aia-,il piano alternativo del Club Bilderberg sarebbe quello di utilizzare il Kosovo come punto caldo per dare il via a un conflitto regionale che coinvolgerebbe,in ultima istanza,Federazione Jugoslava,Bosnia, Russia, Grecia,Turchia,Albania, Macedonia, le potenze militari dell'Europa occidentale,degli Stati Uniti e anche di Israele e Siria,alleati di Turchia e Grecia".
Una fonte greca ben informata e presente alla riunione- non in qualità di membro del Club ma come mmbro del personale di supporto-fece ricadere la mia attenzione sull'enorme riserva di petrolio che si pensava essere nascosta sotto l'Egeo,un mare relativamente poco profondo.Mi disse che era il motivo principale per cui gli Stati Uniti stavano promuovendo una politica di "pace" che in realtà avrebbe aumentato le possibilità di una guerra tra Grecia e Turchia:tale conflitto avrebbe potuto offrire ai bilderberghiani la scusa per inviare nell'area interessata dei soldati dell'Onu in missione di pace,e in  questo modo assicurarsi il controllo definitivo per lo sfruttamento di quel tesoro nascosto e inutilizzato di riserve petrolifere.In quel caso si spiegherebbe anche perchè Richard Holbrooke,ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite tra il controllo definitivo per lo sfruttamento di quel tesoro nascosto e inutilizzato di riserve petrolifere.In quel caso si spiegherebbe anche perchè Richard Holbrooke,ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite tra il 1999 e il 2001-e fautore dell'accordo di Dayton del novembre 1995 con cui mise fine alla guerra bosniaca,era così impegnato a infastidire i greci e i ciprioti.E si chiarirebbe anche il motivo per cui gli Stati Uniti continuavano a rifornire di armi entrambe le fazioni e il motivo per cui il bilderberghiano Bill Clinton era così impaziente di mettere in relazione il problema di Cipro con la risoluzione dell'Egeo.
Inoltre si spiegherebbe perchè Holbrooke,membro del Consiglio per le relazioni estere (cfr,dalla sigla inglese Council on Foreign Relations) e del Club Bilderberg-nonchè candidato a sei nominatin per il Nobel per la pace-include nell'ultimo accordo con la Bosnia una clausola relativa al Kosovo.Che c'entravano l'uno con l'altra? Nulla, tranne per il fatto che quell'acordo era destinato a trasformarsi in un precedente per permettere l'espansione del Club Bilderberg nei balcani.In un editoriale intitolato Dayton Sellout pubblicato il 7 dicembre 1995,il giornalista dell'"Arizona Republic" Bob Djurjevic-esperto di Balcani riconosciuto a livello internazionale e collaboratore del "Washington Times" quotidiano che ha legami militari con il Pentagono- definì quell'espansione "una strada verde,un'autostrada etnica e geopolitica con un doppio con un doppio scopo": da un lato "quello di collegare la Nato occidentale con quella orientale (Turchia) e dall'altro "proiettare l'influenza islamica sulla zona piu debole dell'Europa cristiana".Da un punto di vista storico,tanto la popolazione albanese quanto quella bosniaca erano formate da serbi convertiti piu o meno volontariamente all'islam per fuggire alla persecuzione turca.
In un altro articolo,Djurdevic descriveva segnali minacciosi "offerti dagli stessi albano-kosowari,che avevano boicottato tutte le elezioni serbe dalla caduta del comunismo nel 1990.Ciò era un chiaro indizio di come pensassero di raggiungere i loro obiettivi politici attraverso le armi piuttosto che attraverso le urne.Il costante flusso di armi che entravano in Kosovo,in parte finanziato dalle operazioni di traffico di droga degli albanesi (...) rafforzava la convinzione che fosse solo una questione di tempo,prima che nella regione scoppiasse la violenza.".
Michel Chossudovsky ,professore di Economia all'Università di Ottawa,in Canada,descrive nel dettaglio il piano segreto degli Stati Uniti e della Germania per colonizzare la regione dopo la guerra del Kosovo:"Il destino del Kosovo era già stato fissato minunziosamente prima della firma dell'accordo di Dayton.La Nato si era impegnata in un insano "matrimonio di convenienza" con la mafia (...) e il commercio di narcotici permise a Washington e a Bonn di "finanziare la guerra del Kosowo" con l'obiettivo finale di destabilizzare il governo di Belgrado e colonizzare i Balcani per intero".

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