Anglotedesco

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venerdì 29 novembre 2013

ALAIN PARGUEZ:i disavanzi buoni dello Stato



E' sempre interessante leggere Alain Parguez.
La spesa a deficit da parte dello stato ha permesso dopo la seconda guerra mondiale di produrre il miracolo economico.Lo stato spendeva a deficit e l'economia cresceva,la spesa è stata indispensabile per far lavorare piu persone,allargando decisamente la quantità di beni e di servizi a disposizione dei cittadini.

John Maynard Keynes:

"Gli investimenti privati non sono in grado di assorbire ,di mettere al lavoro tutta la disponibilità di risorse produttive e di lavoratori esistenti.La piena occupazione non viene determinata "naturalmente" dal mercato.Solo un intervento di spesa pubblica "aggiuntiva" può determinare le condizioni della piena occupazione e quindi del pieno utilizzo delle risorse,al fine di favorire l'arricchimento dei popoli".

Purtroppo abbiamo la dittatura che ci impedisce tutto questo.

da LA CRISI GLOBALE,l'Europa,l'euro,la Sinistra-Riccardo Bellofiore (Asterios Editore)

Per quanto sia paradossale,nell'oblio della marxiana critica dell'economia politica così evidente in questi dibattiti estivi, che ci offrono solo una pallida riedizione del keynesismo,se si vuole intravedere qualche spunto per una alternativa vera bisogna rivolgersi a quel keynesiano strutturale che è esplicitamente critico del capitalismo e dello stesso keynesismo realizzato.Ricorderò qui alcuni pezzi dell'analisi recente di Alain Parguez,e di quella meno recente di P.Minsky,perchè mi sembrano indicare uno spunto per una discussione piu produttiva.
Non esiste sviluppo che non sia fondato sul debito.I decenni piu recenti ci hanno confermato che i disavanzi ex post dello Stato sono condizione della creazione netta di reddito per il settore privato.Solo che, ci ricorda Parguez,non dobbiamo scordarci che ci sono disavanzi "cattivi" e disavanzi "buoni".I disavanzi cattivi,quelli appunto del monetarismo,prima,e dello stesso keynesismo privatizzato,poi, sono il risultato non pianificato del collasso delle economie,delle varie terapie shock,degli interventi deflazionistici,ma anche della stessa insonstenibilità della finanza perversa.I disavanzi "buoni" sono invece disavanzi voluti,pianificati ex ante,il cui fine deve essere la costituzione di uno stock di risorse utili e produttive.Un "mezzo" alla produzione di ricchezza e non di (plus) valore:un investimento di lungo termine in ricchezza tangibile (infrastrutture,riconversione ecologica,mobilità alternativa ,etc) e intangibile (salute,istruzione,ricerca).Dove le questioni del genere e della natura divengono cruciali:ma la stessa questione del welfare e di un reddito di esistenza rientra nel suo terreno proprio.Quello non della erogazione di sussidi monetari,ma di un intervento sul valore d'uso, parte di un piu ampio orizzonte di un intervento di pianificazione.
Ora,come ho sostenuto altrove,questo tipo di disavanzi ex ante- questa spesa pubblica attiva che non può che innalzare il rapporto debito pubblico/PIL, ha la caratteristica ,di rientrare automaticamente.Un intervento del genere avrebbe evidentemente anche effetti "capitalisticamente" positivi della crisi,che sono quelli che abbacinano gli economisti postkenesiani.Sosterrebbe l'economia reale dal lato della domanda,stabilizzerebbe il settore finanziario provvedendo attività finanziarie "sicure",ma anche innalzerebbe la forza produttiva del lavoro e del sistema.Per questo può,deve, far parte di un "programma minimo" di una sinistra di classe.Non ci si illuda,però:si configura così una situazione di "sqilibrio" piu che un modello stabile di capitalismo.

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