Anglotedesco

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domenica 3 novembre 2013

ANTONIO SALAS:la situazione in cui vivono i palestinesi (3 parte)




Per qualche domenica pubblicherò ,presi da questo bellissimo libro scritto dal giornalista investigativo spagnolo Antonio Salas (pseudonimo), la situazione in cui vivono i palestinesi.
I giornali italiani e il 90% di quelli internazionali difficilmente ti raccontano queste cose e ti fanno credere che Israele fa tutto ciò solo per difendersi dagli attacchi dei terroristi palestinesi.Non c'è molto da aggiungere a quello che racconta il dottor Mahmud Sehwail, dico solo che i torturatori non sono mai gli israeliani e gli americani.

da L'INFILTRATO-Antonio Salas (Newton Compton Editori)

"Jenin ,Jenin è un grande film.Induce il pubblico a riflettere sulla Palestina,fa venire voglia di fare qualcosa per quel popolo.Però, quante volte si sarà pentito di averlo girato? Con il senno di questi quattro anni,cambierebbe qualcosa nella sceneggiatura?".
"Non mi sono mai pentito di quel film.Anzi se dovessi girarlo adesso,aggiungerei qualcosa e non toglierei nulla.Certo, non vorrei mai girare Jenin,Jenin 2,ma non si sa mai ed è anche vero che certi film si fanno perchè esistono i massacri.Mi hanno querelato per cinque soldati che compaiono nel film.Mi chiedono 2,7 milioni di euro per danni alla loro onorabilità...Soldati israeliani che sono stati a Jenin e si sentono offesi dal mio lavoro".
Allo scontro con il governo israeliano,cui ha dovuto rispondere per difendere il proprio documentario,nel 2002 si è aggiunta un'altra grana:due nipoti coinvolti in un'operazione suicida di Hamas.Ai primi di agosto,un martire palestinese si fece esplodere su un autobus pieno di soldati israeliani di leva,in viaggio da Haifa a Safda,in prossimità del motore Meron,in Galilea.Lo scoppio uccise nove militari.Tra le vittime:Yifat Gabrieli,diciannove anni, Roni Anas,ventotto,Maison Hasan,diciannove, Hadelina Makona,trentasei, Rivka Roja,quaranta,Marlene Menachem,ventidue,Sari Goldstein,ventidue e Omri Goldin,venti.Vi furono quaranta feriti piu o meno gravi; l'attentatore morì sul colpo.
Poco dopo,Hamas rivendicò l'operazione con una telefonata ad al-Manar,il network televiso di Hezbollah in Libano,quindi con un comunicato trasmesso da Gaza.Secondo le informazioni disponibili,l'attentato era stato compiuto in risposta al bombardamento israeliano sulla Striscia di Gaza del 23 luglio precedente;rimasero uccisi Salah Shahade,importante dirigente di Hamas,e diciassette civili (tra i quali dodici bambini),Otre a qualche danno collaterale.
"Per me,quel giorno fu un inferno",mi spiega Bakri, "perchè sono contro la violenza e il martirio.Li respingo da ogni punto di vista,umano e politico.La violenza non può essere strumento di protesta.E anche se Israele è uno stato criminale, chiedo ai miei concittadini di rinunciare a usare le loro stesse armi.Dobbiamo essere,piuttosto,tutti Gandhi palestinesi.Tutti Gandhi,per togliere agli israeliani le loro armi.Loro sfoderano di continuo lo slogan della lotta al terrorismo,ma è una menzogna,perchè è Israele che agisce da stato terrorista.In un modo o nell'altro,sono comunque loro alla base di questi attacchi,perchè in tal modo giustificato le proprie rappresaglie.Io non sono responsabile dell'attentato compiuto da mio nipote,ma ne ho subito le conseguenze,ossia la morte di tredici palestinesi della mia zona in risposta all'aggressione".
"Ariel Sharon giustificava le incursioni in Palestina con gli attacchi suicidi;Bin Laden ,quando chiama i musulmani alla jihad,usa la Palestina come esempio dell'opposizione occidentale e anche lei,durante il processo per Jenin,Jenin ,fu comparato a Bin Laden...Non crede che la causa palestinese e il cosidetto terrorismo si stiano trasformando in un pretesto per gli interessi politici ed economici occidentali?".
"Non so dire molto di Bin Laden perchè per noi rimane comunque un interrogativo,non sappiamo cosa rappresenti nè perchè non abbia mai attaccato Israele.Conosco Sharon,ma non Bin Laden.A mio giudizio,ad esempio,quello delle Torri Gemelle è un crimine ingiustificabile.E' indifferente che dietro vi siano Bin Laden o Sharon...anzi,è probabile che vi siano entrambi.O magari il solo Sharon...La storia di quest'ultimo è colma di crimini,ben organizzati ,ben strutturati,mirati a ottenere qualcosa.Come facciamo a sapere se qualcuno pianifica degli attentati per poi giustificare la propria politica? Bin Laden,ad esempio,era socio e alleato degli Stati Uniti in Afghanista.Dunque si tratterebbe di un conflitto di interessi tra soci? Insomma,chi è il vero responsabile? Per me, la politica estera degli Usa".
Mohamed Bakri mi fece conoscere un punto di vista nuovo,differente.Il suo appello disperato alla lotta pacifica, "tutti i palestinesi debbono essere dei Gandhi",mi toccò nel profondo.Bakri era piu vicino allo spirito eroico di Rachel Corrie,la cooperante americana che si fece schiacciare da un escavatore israeliano per difendere alcune abitazioni a Gaza,o di James Miller,cameraman gallese ucciso dai colpi d'arma da fuoco di una pattuglia israeliana mentre girava il mirabile documentario Death in Gaza.Mi incurioscì,in particolare,la sua lucida riflessione sul fatto che Bin Laden non fosse intervenuto in Palestina.Prima e dopo Bakri,parlai anche con altre persone scettiche riguardo a Bin Laden.Voci che rimproveravano al leader di al-Qaeda la costante strumentalizzazione del dramma palestinese nella sua propaganda terrorista,ma senza aver mai ricoperto un ruolo attivo nel conflitto arabo-israeliano.E per un numero cospicuo di intervistati arabi e/o musulmani,questo significava solo che al-Qaeda non esisteva affatto oppure che agiva al servizio degli interessi imperialisti...

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