Anglotedesco

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mercoledì 13 novembre 2013

Il 2014 sarà un anno disastroso, altro che ripresa!




Come sempre mi rivolgo ai ceti popolari:"non dovete essere come scemi a credere a ciò che dice il ministro (servo delle banche) dell'Economia Saccomanni che nel 2014 ci sarà una ripresa.Ci saranno ancora tagli alla spesa pubblica e ai posti di lavoro, questo è il pareggio di bilancio inserito nella Costituzione italiana.
Partiamo sempre dell'eurozona e da quella fallimentare Unione europea che hanno creato.
Il primo difetto deriva dall'aver creato l'unione economica e monetaria come uno spazio in cui i debiti nazionali sono sovrani e la moneta non ha un sovrano.Gli stati membri della zona euro si indebitano in una moneta della zona euro si indebitano in una moneta sulla quale non esercitano alcun controllo,questo lascia piena libertà ai mercati di fare ciò che vogliono e prevedere cose che poi si avverano.Se poi non si fidano di un paese (accade per i paesi P.I.I.G.S) lo abbandonano in fretta provocando una diminuzione della massa monetaria e dal momento che non darà al via a nessun meccanismo di svalutazione,si trasformerà in crisi di solvibilità.Lo Stato potrò prendere denaro in prestito soltanto a tassi d'interesse decisamente piu elevati perchè non potrà costringere la banca centrale a sottoscriverli.
Ci mettono in testa che l'austerità porterà alla ripresa e che un aumento della spesa governativa non lo farà.Il ragionamento è che il mondo degli affari,vedendo i conti del governo piu in ordine,sarà piu fiducioso e che tale aumento di fiducia porterà maggiori investimenti.In realtà un maggiore investimento pubblico porterebbe un aumento della attività economica.Parla la storia, l'austerità non ha mai funzionato.Le recessioni sono provocate da una debolezza della domanda  totale dei beni e servizi inferiore alla quantità di beni e servizi che l'economia è in grado di produrre.
Sono d'accordo con quanto sostiene Pritchard e vi consiglio di leggere attentamente quello che ha detto al Telegraph:

PRITCHARD: "L'ITALIA RISCHIA IL COLLASSO NEL 2014"

lantidiplomatico.it

Dalle colonne del Telegraph, Lei ha scritto spesso come i paesi dell'Europa del sud dovrebbero formare un cartello e parlare con un'unica voce nel board della Bce e nei vari summit per forzare quel cambiamento di politica necessario a rilanciare le loro economie. Ritiene che il sistema euro possa ancora salvarsi o giudica migliore per un paese come l'Italia scegliere il ritorno alla propria valuta nazionale?
Quello che serve in Europa oggi è uno shock economico sul modello dell'Abenomics. Italia, Spagna, Grecia e Portogallo, insieme alla Francia devono smettere di fare finta di non avere un interesse in comune da tutelare.
Questi paesi hanno i voti necessari per forzare un cambiamento. La Bce oggi non sta rispettando gli obblighi previsti dai trattati e non solo per il target del 2%, dato che nei trattati non si parla solo d'inflazione, ma anche di crescita e di occupazione. Il dato dello 0,8% di ottobre è un autentico disastro per l'andamento della traiettoria di lungo periodo del debito. Senza un cambio di strategia forte, l'Italia sarà al collasso nel 2014. Il paese ha un avanzo primario del 2.5% del PIL e ciononostante il suo debito continua ad aumentare. Il dramma dell'Italia non è morale, ma dipende dalla crisi deflattiva cui è costretta per la sua partecipazione alla zona euro.
La politica è fatta di scelte e di coraggio. Fino ad oggi non si è agito per impedire che si dissolvesse il consenso politico dell'euro in Germania. Ma oggi c'è una minaccia più grande e se Berlino non dovesse accettare le nuove politiche, può anche uscire dal sistema. Il ritorno di Spagna, Italia e Francia ad una valuta debole è proprio quello di cui i paesi latini hanno bisogno. Del resto, la minaccia tedesca è un bluff ed i paesi dell'Europa meridionale devono smascherarlo. L'ora del confronto è arrivato.

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