Anglotedesco

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lunedì 25 novembre 2013

Inghilterra,la ripresa invisibile



In tv e sui giornali c'è un razzismo incredibile nei confroni di classe operaia,sono le stesse persone ipocrite che danno dei razzisti a chi vuole regolare l'immigrazione.I ceti medio-bassi sono in difficoltà ovunque , è il modello neoliberista che vuole questo e le cose sono decisamente peggiorate da quando è crollato il muro di Berlino.In Italia poi ci ha pensato la moneta unica a demolirla totalmente.
In Gran Bretagna le banche sono a rischio.Per rilanciare l'economia,il governo ha inondato il sistema di una quantità enorme senza precedenti.L'ha fatto attraverso il quantitative easing,cioè ricomprando i suoi titoli di stato con soldi che in realtà non esistono.
Nel Regno Unito il governo ha speso per il quantitative easing circa 375 miliardi di sterline,il 23,8% del pil.Un importo pari a circa un quarto dell'intera attività economica nazionale è stato creato dal nulla per stimolare l'economia.Se il governo avesse dato i soldi direttamente ai cittadini,magari sotto forma di buoni spesa validi per un periodo limitato e solo nel Regno Unito,ogni uomo,donna e bambino del paese oggi avrebbe in mano quasi 6.000 sterline il governo ha stanziato 16,5 miliardi di sterline,ma le banche non hanno dato il loro contributo.
Negli ultimi tre mesi del 2012 il credito è sceso di 2,4 miliardi di sterline,e nel primo trimestre del 2013 di altri 300 milioni.Le banche si difendono sostenendo che questo denaro ricevuto a prezzi stracciati (a un tasso dello 0,75) è finito nelle nostre mano sotto forma di tassi d'interesse piu bassi su debiti già contratti.
Le banche nel Regno Unito hanno sbagliato in diverso punti.Hanno mancato di rispetto nei confronti dei contribuenti,che si sono dovuti accollare il salvataggio di vari istituti,si è sborsato 133 miliardi di sterline,l'equivalente di oltre 2.000 sterline per ogni cittadino britannico.Hanno mancato di rispetto anche nei confronti di molti clienti a cui hanno venduto prodotti scaduti.La cosa piu grave è senza dubbio il non aver finanziato la crescita economica,con le imprese che non riescono a ottenere il credito necessario a costi accettabili.

da LA STAMPA del 25/11/2013-articolo di Claudio Gallo

L'economia britannica crescerà quest'anno del 1,6% e il prossimo anno del 2,8;un tasso pre-crisi.La disoccupazione dovrebbe arrivare allo soglia del %,un risultato positivo che potrebbe però portare all'innalzamento dei tassi d'interesse.
Ma ,come diceva il premier vittoriano Disraeli:"Ci sono tre tipi di bugie:bugie, dannate bugie e statistiche".Propriò ciò che pensa la gente comune,se guarda alla propria vita
maledettamente in salita.Non che le cifre siano davvero false,semplicemente nella società dei piu la realtà a cui alludono non si percepisce.La fuori,ogni cinque minuti e 2 secondi qualcuno fa bancarotta.Ogni giorno 84 proprietà sono pignorate.Ogni giorno lavorativo le agenzie di consulenza per i cittadini in Inghilterra e Galles trattano 7420 problemi di debiti.L'indebitamento medio (compresi i mutui) di un nucleo familiare è di 54178 sterline.La somma dei debiti personali dei britannici è di 1428 mila miliardi a settembre 2013.
Per quanto faccia sorridere,sono tornati gli spazzacamini.Con il continuo rincaro dei prezzi del gas, in tanti hanno riscoperto la legna.Il presidente dell'associazione spazzacamini descrive un'impressionante crescita:"Nel 182 eravamo in 30,oggi contiamo 540 membri".
Molti si ricordano ancora il boom tra la metà degli Anni 90 e i primi del 2000,quando tutti si trovarono piu soldi in tasca.quella era ripresa.Che cosa sta succedendo oggi?
Spiega Gavin Kelly,direttore del pensatoio "Resolution Foundation": "Ci sono molte regioni per cui un'economia piu vigorosa non fa necessariamente stare meglio i britannici.Una è la paga media è arretrata per anni mentre i prezzi sono saliti.Un'altra è  che negli anni cattivi non hanno colpito la gente allo stesso modo:per esempio i ventenni hanno visto calare brutalmente le loro entrate negli ultimi cinque anni mentre per i sessantenni è stata meno dura".
La verità è che sotto il cofano della ripresa britannica ci sono specialmente i servizi finanziari e le costruzioni,le poche parole c'è sopratutto Londra.La capitale è una megalopoli globale che corre a una velocità superiore rispetto al Paese.Un altro mondo.
Come ha scritto Larry Elliot sul "Guardian":"Andate a Preston a dire che in Gran Bretagna c'è il boom,vi rideranno dietro".Andate a Hull a spiegare che il mercato immobiliare s'è impennato,vi prenderanno per matto.
Suggerite a Roch dale che la crisi è passata,e rischierete grosso".L'ultimo "Political Monitor" della Ipsos-Mori (ancora statistiche) mostra che metà dei britannici pensa che la svolta dell'economia non abbia alcun impatto sulla loro vita (48%).Solo uno su sette (14%) dice di aver avuto un riscontro molto positivo.Il 77% valuta che il prossimo anno la crescita  economica non avrà alcun effetto sui suoi standart di vita.Solo uno su cinque (19%) si aspetta cambiamenti positivi.
Dice Nick Forbes,consigliere comunale a Newcastle,nel Nord piu povero e arrabbiato:"A differenza del passato oggi manca sopratutto la speranza nel futuro".Persino Sir John Major,primo premier post thatcheriano,conservatore venuto dalla gavetta,ha accusato indirettamente Cameron e la sua banda di "etoniani" di aver paralizzato la modalità sociale.
"Non è affatto certo-sostiene Gavin Kelly-che la ripresa potrà benficiare tanto presto l'ampia fascia di popolazione con entrate tra il livello basso e quello medio.Il mercato del lavoro è ancora in difficoltà.L'austerità continuerà per anni e,se i tassi di interesse aumenteranno,come accadrà,milioni di famiglie piene di debiti saranno messe ulteriormente sotto pressione.Il ripristino del legame tra crescita economica e miglioramento degli standart di vita è la piu grande sfida politica del futuro".A guardare il pianeta dall'alto ci sarebbe da essere ottimisti:un recente rapporto del Credit Suisse ha mostrato un mondo,nel suo insieme,sempre piu ricco e destinato a diventarlo ancora di piu.Ma le ricchezze si accumulano sui ricchi e non scendono.Il sindaco di Londra Boris Johnson,come il Superclue di Alan Ford che prendeva ai poveri per dare ai ricchi,ha fatto sul "Telegraph" un peana dei milionari: "Non toccateli,ha scritto, perchè grazie alle loro tasse noi facciamo funzionare i nostri servizi sociali".
Peccato che un'indagine di Action Aid ha rivelato da poco che la quasi totalità delle principali aziende del Regno Unito usa società sussidiarie e joint-ventures nelle Cayman o in altri paradisi fiscali per pagare meno tasse.Chi non ricorda la dimostrazione di Warren Buffet di come le sue tasse in proporzione erano una minima parte di quelle della sua segretaria?Aveva detto con candore il re degli investitori americani:"E' vero c'è lotta di classe.Ma è la mia classe,i ricchi,a fare la guerra.E l'abbiamo vinta".

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