Anglotedesco

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mercoledì 13 novembre 2013

La Norvegia non è nell'Unione europea e sostiene la Palestina...



L'episodio della settimana scorsa in Norvegia ,cioè un uomo non norvegese che armato di coltello ha sequestrato un autobus e ha provocato morti (tre) e feriti, non sarà l'unico.I motivi, la vittoria della destra (Erna Solberg) e i motivi che la coppia Perucchietti-Marletta elencano nel loro libro.
In sintesi:

-La mancata adesione all'Ue

-accordo con la Russia di cooperazione siglato nel 2010 ed entrato in vigore nel 2011

-un'autonomia che si rispecchia in un Governo e un'economia forte che ha resistito alla crisi

-una politica pronta a riconoscere ufficialmente la Palestina

-le risorse di petrolio e di gas e gli appalti ventennali sui pozzi iracheni

-la decisione di ritirare anticipatamente le truppe dalla Libia

-la spaccatura interna lla NATO,facente capo a una politica filorussa

-la presenza di una loggia massonica deviata e fondamentalista di culto svedese

-le esercitazioni militari del governo norvegese ,che "avrebbero",come nel caso dell'11 settembre e di Londra 2005,coperto l'operato dei terroristi

-la testimonianza di numerosi sopravvissuti sull'isola di Utoja sul fatto che un vero e proprio commando avrebbe affiancato Behring Breivik nella sua follia omicida.

da GOVERNO GLOBALE-Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta (Arianna Editrice)

Partiamo dall'evidenza:la mancata adesione della Norvegia all'Unione Europea.In due occasioni,un referendum popolare ha bocciato l'ipotesi di entrare a far parte dei Paesi membri.Il no definitivo è arrivato nel 1994.Non solo;secondo un sondaggio ,il 66% della popolazione sarebbe contrario all'annessione.Su questa decisione influirebbe la crisi,che hanno attraversato diversi Stati membri una volta entrati nella UE.Se da un lato pesa la recente indipendenza conquistata nel 1905 dal Paese dopo secoli di unione con Svezia e Danimarca,dall'altro il controllo delle acque territoriali con la pesca e l'accesso a risorse quali petrolio e gas a sfavore dell'adesione:in questo caso,le sue acque potrebbero,da una parte,essere sfruttate anche da altri Paesi europei per la pesca,e dall'altra ricevere dure sanzioni per la caccia alle balene.Avendo sottoscritto il trattato di Schengen,la Norvegia non ha problemi con gli scambi economici,mentre un'eventuale adesione all'Ue sarebbe controproducente,per un Paese che ha degli standard ben al di sopra di quelli richiesti per l'annessione.La Norvegia si è dimostrata una Nazione autonoma, ricca e forte,e ha detto la caduta dei mercati e la conseguente crisi economica.Questa indipendenza non può che intralciare l'opera di coloro che vogliono stati deboli per creare un'Europa forte che sostituisca le singole autorità nazionali.
Nel progetto di costituzione di un Nuovo Ordine Mondiale la mancata adesione al primo step rappresentato dall'Ue non può che essere vista come un ostacolo da eliminare.Nella geostrategia disegnata dagli Usa e professata da Brzezinski emerge infatti un rigurgito di Guerra Fredda,che vede l'America come pilastro politico ed economico degli equilibri mondiali a cui si contrappongono l'Eurasia a quei Paesi indipendenti,che sembrano non aver bisogno della guida e della protezione degli Usa.

UNA POLITICA CHE APPOGGIA LA CAUSA PALESTINESE

Veniamo alla politica estera.
La Norvegia non si è solo compromessa,agli occhi americani,per la volontà di ritirare le sue forze aeree dalla Libia mentre il conflitto era ancora in corso,ma si è anche contraddistinta per una politica giudicata da alcuni "anti NATO".Come riportato da Gianluca Freda secondo il Cablagate di Wikileaks,questo Paese sarebbe stato accusatio di fare parte della cosidetta "banda deri cinque" insieme a Francia,Germania,Olanda e Spagna.Le cinque nazioni avrebbero adottato una politica filorussa,creando così una frattura interna alla NATO.
Il secondo peccato della Norvegia in politica estera sarebbe l'appoggio alla causa palestinese.Il Minitro degli Esteri norvegese,Jonas Gahr Stoere,ha dichiarato, in una conferenza stampa tenutesi a Ramallah,che il suo Paese era pronto a riconoscere il futuro Stato palestinese.Il Partito Socialista di Sinistra di Kristin Halvorsen si è spinto oltre,fino a chiedere di fare votare una mozione di azione militare contro Israele nel caso di un'azione violenta contro Hamas a Gaza.A ciò si aggiunge l'esclusione delle due imprese israeliane dalla partecipazione allo sfruttamento dei giacimenti di petrolio e l'accusa di adottare politiche di antisemitismo,che il Ministro degli Esteri israeliano Avigdor Liebermann ha mosso alla Norvegia:allora Liebermann,durante una riunione ONU a New York,puntòil dito proprio contro il ministro norvegese Jonas Gahr Store accusandolo di connivenza con Hamas.
I sostenitori dell'interpretazione dell'attentato come "monito" al governo norvegese hanno inoltre fatto notare una "coincidenza":il paladino della causa palestinese,il ministro Gahr Store,aveva chiesto la fine dell'occupazione israeliana il giovedi precedente all'attentato proprio dalla stessa isola di Utoja,presso il campo estivo della gioventù laburista.Il Ministro degli Esteri non è stato il solo a rischiare la pelle,nel duplice attentato;si pensi che il primo ministro Jens Stoltenberg,aveva mandato i figli proprio al campo estivo di Utoya:sia i ragazzi che Gahr Store si sono salvati.

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