Anglotedesco

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domenica 10 novembre 2013

L'incapacità di fare la differenziata ci costa 1,2 miliardi di euro




Per un giorno lasciamo perdere il mondo della finanza, la moneta troppo forte,Club Bilbergerg ,BCE ecc e pensiamo alla nostra categoria.
Io sono sempre stato a favore della raccolta differenziata dei rifiuti,il problema è che per l'ennesima volta l'italiano dimostra di essere ignorante,menefreghista ,deficiente come pochi in Europa ,pensa solo alle cazzate e a piangere o cercare la carità quando non ha i soldi per sigarette, ricariche per il telefonino o abbonamento alla pay tv.
Come mostrano i dati sui costi della malagestione, non c'è molta differenza tra Nord e Sud.Negli altri paesi sfruttano meglio queste opportunità mentre qui i coglioni (Anglotedesco no perchè non sono mai stato multato per la raccolta differenziata) mandano tutto all'aria e trovi sempre qualcuno che li difende.

da REPUBBLICA ECONOMIA E FINANZA-Articolo di Sibilla Di Palma

In Italia la raccolta differenziata ancora non decolla,e non solo al Sud.Lo scorso anno,Veneto e Trentino sono state infatti le uniche due regioni ad aver raggiunto gli obiettivi stabiliti.Con costi non da poco:in totale,nel 2012 sono andati persi per il non corretto riciclo 1,2 miliardi di euro.A delineare il quadro è Althesys,società specializzata nella consulenza strategica."Nel 2012 molte regioni,non soltanto il Meridione,sono state caratterizzate da livelli di raccolta differenziata ancora inferiori rispetto agli obiettivi-osserva Alessandro Marangoni,ceo di Altheysys e capo del team di ricerca-Una cattiva gestione che costa fino a 43 euro a testa,per ogni cittadino,nelle regioni con i livelli piu bassi di raccolta.Tra tutte,ad esempio, Puglia e Calabria".Dove le percentuali di raccolta si fermano rispettivamente al 18,3% e al 13,8%.Ma male fanno  anche la Sicilia con il 13,3% di raccolta (e circa 183 milioni di mancati benefici),la Lombardia,dove la raccolta è al 51,5%,ma con perdite per il non  corretto riciclo che si aggirano attorno ai 101 milioni di euro e la Toscana (40% per circa 101 milioni di mancati benefici).Nel Lazio il risultato peggiore:con 187 milioni persi nel 2012 la regione guadagna la maglia nera,con un basso livello di raccolta differenziata (22,1%) rispetto ai volumi di rifiuti prodotti (3,2 milioni di tonnellata).
La società sottolinea,inoltre,come il costo del non corretto riciclo potrebbe sommarsi alle sanzioni che la Commissione europea ha proposto di infliggere all'Italia nel mese di giugno per le emergenze rifiuti,con il deferimento alla Corte Ue di giustizia (28,090 euro da pagare ogni giorno fino alla sentenza definitiva del 2014,con il rischio di una ulteriore maxi multa da 256,819 euro per ogni giorno di ritardo che il nostro paese accumulerà nel mettersi in regola).
L'Italia dovrà dunque accelerare su questo fronte,anche per riuscire a centrare l'obiettivo indicato dalla Commissione Europea secondo cui  entro il 2020 dovrà essere recuperato il 50% dei rifiuti domestici.Secondo un rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente (Aea),infatti,nella Penisola attualmente viene riciclato solo il 35% dei rifiuti domestici,una percentuale ancora lontana dagli altri avanzati del Vecchio Continente ,tra cui Austria (63%),Germania (62%),Belgio (58%),Paesi Bassi (51%) e Svizzera (51%).
"Occorre procedere a passo spedito per poter centrare l'obiettivo europeo del 2020-sottolinea Marangoni-L'Italia con il decreto 152 del 2006 aveva stabilito di raggiungere il 65% di raccolta differenziata entro il 31 dicembre 2012.Ad oggi,però, solo il Trentino e il Veneto lo hanno raggiunto,mentre il Governo pensa di posticipare ulteriormente la scadenza".Il che potrebbe ritardare ancora la corsa della Penisola per allinearsi agli altri paesi europei.Ma cosa frena ancora lo sviluppo della differenziata in Italia? "Le persone hanno difficoltà nel comprendere come dividere correttamente i rifiuti.I problemi maggiori sono in particolare legati alla plastica perchè ne esistono di diversi tipi", spiega Marangoni.Non a caso il Gruppo di Prevenzione Conai (Consorzio nazionale imballaggi) ha pubblicato di recente il vademecum "Etichetta per il Cittadino"per aiutare i consumatori a riconoscere correttamente i diversi imballaggi."Non è una questione di Nord-Sud,ma di efficienza nell'organizzazione della raccolta.Se ad esempio (cassonetti sono scarsi all'interno della città non si incentivano le persone", commenta il ceo di Althesys.Un aiuto potrebbe arrivare dal ritiro porta a porta "che è piu costoso,ma produce
una qualità e un livello di raccolta pro capite superiore.Non bisogna infatti dimenticare che il riciclo dipende non solo dalla quantità,ma anche dalla qualità della divisione dei rifiuti".Nel paese resta infine ancora troppo alto il ricorso alle discariche."Negli ultimi anni è stato fatto qualche passo in avanti su questo fronte,portando la percentuale di rifiuti che finisce in discarica a circa 40-50% ,ma siamo ancora lontani dai paesi europei avanzati",conclude Marangoni.

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