Anglotedesco

Anglotedesco

lunedì 4 novembre 2013

Stritolati dall'euro



Non vedo nessuna forza politica che parli con convinzione dell'uscita dell'Italia dall'euro.L'estrema sinistra,i comunisti di Paolo Ferrero, criticano l'Europa ,sperano che prima o poi diventi piu buona,ma non ho mai sentito di riappropriarci della nostra sovranità monetaria, forse perchè hanno paura di essere scambiati per fascisti.
Tranne il contante e il denaro creato dalle banche private tramite la concessione di crediti o confezioni di titoli.Nella Ue,le banche private sono arrivate a concedere in totale trilioni di euro di crediti cioè prestiti, mentre erano in possesso non piu del 4-5% di capitale proprio.Le banche creano denaro dal nulla con pochi click sulla tastiera di un computer,ma poi da coloro che ricevono quel denaro in prestito,famiglie imprese,lo Stato,pretendono sostanziosi interessi.
TUTTO QUESTO PERCHE' ABBIAMO L'EURO.

da MILANO FINANZA- articolo di Matteo Radaelli

Non sono solo i mercati azionari a essere all'interno di un forte trend al rialzo.Anche l'euro è stato protagonista nelle ultime settimane di un forte rally, che l'ha portato a guadagnare terreno contro la maggior parte delle principali valute internazionali.A fare notizia è stato il forte balzo nei confronti del dollaro,con il tasso di cambio che si è portato in settimana sopra la soglia di 1,38 per la prima volta da novembre 2011.Da inizio anno,però,l'euro guadagna anche quasi il 5% contro la sterlina,il 17% contro lo yen e il 13% contro il dollaro australiano.Il rialzo dell'euro trova la sua ragione principale nelle decisioni di politica monetaria prese dalle altre banche centrali a livello internazionale.Negli Usa per esempio,la chiusura di molti uffici federali a inizio ottobre per la mancanza di un accordo sui budget per il 2014 e le discussioni sull'innalzamento della soglia massimo del debito,infatti, dovrebbero spingere la Federal Reserve a mantenere l'attuale politica monetaria espansiva piu a lungo di quanto pensato in precedenza.Se la stima di consensus degli economisti a settembre era una riduzione degli acquisti di asset sarebbe stata decisa in dicembre,ora non ci si attende tale mossa prima di marzo.Da una parte perchè le tensioni sulla politica fiscale dovrebbero avere un impatto sull'economia delle tensioni a Washington sarà difficile nel breve termine,poichè la chiusura degli uffici federali ha interrotto la rilevazione e la pubblicazione dei dati economici.I membri del Comitato di politica monetaria della Fed avranno,così, a lorto disposizione durante la riunione del 29-30 ottobre molti meno dati del consueto.
I dati sul mercato del lavoro di settembre pubblicati martedi 22,inoltre,hanno evidenziato come lo stato di salute dell'economia potesse essere meno buono del previsto già prima dello shutdown.Il numero di posti di lavoro creati è stato di 148 mila,meno dei 180.000 attesi dal consensus e con il contributo inaspettato di 22.000 nuovi posti governativi.Il tasso di disoccupazione è sceso dal 7,3% al 7,2% solo per la contemporanea discesa della forza lavoro.Sul piu lungo periodo,inoltre, bisogna valutare gli effetti che ha avuto sul prestigio internazionale degli Usa la pantomima tra Repubblicani e Democratici sull'innalzamento del debito pubblico,come evidenzia il commento pubblicato nel box in fondo alla pagina.In Eurolandia,invece,secondo la maggior parte degli economisti,la Bce dovrebbe mantenere un orientamento attendista ancora a lungo,nonostante le ipotesi che una nuova operazione di rifinanziamento delle banche a lungo termine,la cosidetta Ltro 3,possa essere attuata nel breve.In questo scenario la Bce potrebbe mancare nel corso del 2014,così come già avvenuto nel 2013,i suoi obiettivi di inflazione e di crescita della massa monetaria.L'inflazione ,all'1,1% a settembre,rimane ben al di sotto dell'obiettivo del 2% ,con una stima della Bce all'1,3% per il 2014.La massa monetaria M3 è cresciuta del 2,1% su base annua in settembre ,contro il 2,3% di agosto e meno del 2,4% stimato dagli analisti,molto sotto l'obiettivo del 4,5%.La differenza tra gli attivi di bilancio delle banche centrali,che negli ultimi anni secondo diversi esperti di mercato ha spiegato l'andamnto dei tassi di cambio tra le principali valute,potrebbe continuare ad aumentare senza interventi della Bce,favorendo in particolare un nuovo rialzo dell'euro contro la valuta statunitense.Non a caso alcune banche d'investimento ritengono che l'euro potrebbe ben presto salire sopra quota 1,40 dollari.a forza dell'euro nei confronti delle principali valute internazionali,quindi non solo contro il dollaro,non può essere ignorata a lungo dalla Bce.In primo luogo perchè,come evidenziato dalle società europee che stanno riportando i dati del terzo trimestre ,il trend al rialzo dell'euro le sta penalizzando in maniera sostenuta,Per le società esportatrici questo si traduce in minori profitti dalle operazioni sui mercati esteri,non compensati dai minori costi di approvigionamento delle materie prime.Questo è un forte incentivo per le aziende a investire e a spostare produzione al di fuori di Eurolandia.Tanto piu che l'euro è sopravvalutato contro il dollaro del 9% sulla base della parità del potere d'acquisto calcolata dall'Ocse.Sopratutto ,la forza dell'euro aumenta i rischi che l'inflazione possa essere ancora piu debole di quanto stimato dalla Bce nel 2014.Nel caso di una crescita economica piu debole delle attese,il pericolo di un'entrata in deflazione dell'area euro, in particolare dei Paesi periferici,dove la domanda è molto debole,diventerebbe ancora piu forte.L'esatto contrario di quello che serve in questo momento.Eurolandia assomiglierebbe quindi sempre piu al Giappone prima dell'entrata in carica del premier Shinzo Abe.
Un ulteriore rafforzamento dell'euro nelle prossime settimane aumenterebbe,cos',le possibilità che la Bce possa sorprendere i mercati nella riunione in calendario il prossimo 7 novembre,lanciando qualche nuova operazione straordinaria.Certo,l'esponente tedesco del Comitato esecutivo della Bce,Jorg Asmussen,ha detto di non aver nessun timorer specifico sul tasso di cambio tra euro e dollaro, "già visto negli ultimi dieci anni".Mentre il membro lussemburghese Yves Mersch ha dichiarato che un'altra Ltro potrebbe non essere necessaria,dal momento che le condizioni di accesso al mercato stanno migliorando per alcune banche anche nell'Europa mediterranea.Ma i dati resi noti venerdi 25 dalla Bce illustrano una situazione drammatica,con un calo dei prestiti del settore privato dell'1,9% a settembre su base annua in Eurolandia.E se i prestiti alle famiglie hanno registrato un aumento dello 0,1%,quelli verso le imprese sono diminuiti addirittura del 3,5%.Con numeri del genere,la Bce non può aspettare di completare l'opera di valutazione degli asset delle banche per rilanciare il credito alle imprese.

Nessun commento:

Posta un commento