Anglotedesco

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mercoledì 18 dicembre 2013

CRISI DELL'EUROZONA.I consigli del criminale George Soros




da LA CRISI GLOBALE-George soros (Hoepli)

La soluzione per la crisi dell'euro deve basarsi su tre pilastri:riforma e ricapitalizzazione del sistema bancario,un regime di  eurobond e un meccanismo di uscita..
Anzitutto,il sistema bancario.Il Trattato di Maastricht era stato ideato per affrontare solamente gli squilibri nel settore pubblico;ma gli eccessi del settore bancario si sono rivelati di gran lunga peggiori.L'introduzione dell'euro ha scatenato boom immobiliari in Paesi come Spagna e Irlanda.Le banche dell'Eurozona sono diventate tra le piu indebitate del mondo e devono essere urgentemente protette dai rischi di controparte.
Il primo passo è stato quello di autorizzare il Fondo europeo di stabilità finanziaria a salvare le banche.Ora bisogna aumentare in modo sostanzioso il capitale azionario delle banche.E se deve essere un'agenzia europea a garantire la solvibilità delle banche,  allora deve anche sorvegliarle.Una potente agenzia bancaria europea spezzerebbe la relazione incestuosa tra banche ed enti di vigilanza,e interferirebbe decisamente meno con la sovranità nazionale rispetto a politiche fiscali dettate dall'alto.
In secondo luogo,l'Europa ha bisogno di eurobond.L'introduzione dell'euro doveva rafforzare la convergenza,ma di fatto ha creato divergenze,con livelli di indebitamento e competitività molto diversi.Se i Paesi fortemente indebitati devono pagare presunti premi per il rischio, il loro debito diventa insostenibile.E' esattamente ciò che sta accadendo.La soluzione è ovvia:i Paesi in deficit devono poter rifinanziare il loro debito alle stesse condizioni dei Paesi in surplus.
Il modo migliore per farlo sarebbe attraverso gli eurobond,che sarebbero garantiti congiuntamente da tutti gli Stati membri.Il principio è chiaro,ma i dettagli richiederanno  molto lavoro.Quale agenzia sarebbe responsabile dell'emissione degli eurobond? A quali regole dovrebbe attenersi?
Presumibilmente,gli eurobond saranno sotto il controllo dei ministri delle finanze dell'Eurozona.Il "consiglio dei governatori" costituirà la controparte fiscale della BCE e la controparte del FMI.
Il dibattito ruoterà quindi intorno ai diritti di voto.La BCE funziona in base al principio di un voto per Paese;il FMI assegna i diritti di voto a seconda dei contributi di capitale da parte dei Paesi.Quale sistema dovrebbe prevalere? Il primo potrebbe dare carta banca ai Paesi debitori per incrementare i propri deficit;il secondo potrebbe perpetuare l'Europa a due vlocità.Sarà necessario un compromesso.
Dal momento che il destino dell'Europa dipende dalla Germania,e poichè l'emissione degli eurobond metterà a rischio la posizione creditizia della Germania ,il compromesso  dovrà per forza partire da quel Paese.La Germania,purtroppo,ha però un'idea distorta di politica macroeconomica,e vorrebbe che il resto d'Europa seguisse il suo esempio.Ma ciò che funziona per la Germania non può funzionare per il resto d'Europa:nessun Paese può trovarsi in surplus commerciale cronico senza che altri incorrano in deficit.La Germania  deve accettare regole che possano essere facilmente rispettate dagli altri Paesi.
Queste regole devono consentire una graduale riduzione dell'indebitamento,oltre a permettere ai Paesi con un alto tasso di disoccupazione,come la Spagna,di restare in deficit di bilancio.Le regole per il raggiungimento degli obiettivi di aggiustamenti ciclico dei deficit possono ottenere entrambi questi risultati.Le regole devono restare aperte a eventuali modifiche e migliorie.
Bruegel,il think tank, con sede a Bruxelles,ha proposto che gli eurobond costituiscano il 60% del debito degli Stati membri verso l'estero.Considerati gli elevati premi per il rischio attualmente predominanti in Europa,questa percentuale è troppo bassa per garantire un terreno di gioco neutrale.A mio avviso le nuove emissioni dovrebbero essere interamente in eurobond,fino al limite che fisserà il consiglio dei governatori,composto dai ministri delle finanze.
Maggiore sarà il volume di eurobond che un Paese vorrà emettere,piu severe saranno le condizioni imposte dal consiglio dei governatori,che non dovrebbe avere problemi a imporre la propria volontà, perchè negare il diritto di emettere eurobond sarebbe un forte deterrente.
Tutto ciò ci porta dritti alterzo problema irrisolto:cosa succede se un Paese non è disposto o non è in grado di attenersi alle condizioni concordate?L'incapacità di emettere eurobond potrebbe ridursi in un default disordinato o in una svalutazione.In assenza di un meccanismo di uscita,ciò avrebbe conseguenze catastrofiche.Un deterrente  troppo pericoloso da invocare non è credibile.
La Grecia rappresenta un monito in questo senso, e molto dipenderà da come si risolverà la sua crisi.Per un piccolo Paese come la Grecia si potrebbe ideare una via d'uscita ordinata, che non sarebbe fattibile in un Paese grande come l'Italia.In assenza di una via d'uscita ordinata,il sistema degli eurobond dovrebbe prevedere precise sanzioni che impediscano vie di fuga:per esempio,un ministero delle finanze europeo che abbia legittimità politica e finanziaria.Tutto ciò potrebbe emergere solo da un profondo ripensamento dell'euro,di cui c'è assoluto bisogno (sopratutto in Germania).
I mercati finanziari potrebbero non offrire il tempo necessario per tradurre in realtà i nuovi accordi:sotto la costante pressione dei mercati, il Consiglio Europeo potrebbe dover trovare un accordo tappabuchi per scongiurare una calamità.Potrebbe autorizzare la BCE a concedere prestiti direttamente ai governi che non possono contrarne fino a quando non sarà introdotto il sistema degli eurobond.Ma una cosa è certa:questi tre problemi vanno risolti,se vogliamo che l'euro funzioni.

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