Anglotedesco

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venerdì 27 dicembre 2013

Il sistema Lidl nella ricca Germania? Oppressione totale



da GERMANIA ANNI DIECI-Gunter Wallraff (L'Orma)

Una confezione da dieci panini costa a Lidl 49 centesimi,comprese le spese di spedizione a carico di Weinzheimer,e viene poi venduta al pubblico a 1,05 euro.In questa filiera gli undici a guadagnarci sono i proprietari di Lidl.Tutti gli altri ci rimettono.Persino i direttori delle fabbriche sono vittime di questa organizzazione della produzione.Sovraccarichi di lavoro in prima persona e sempre a rischio di essere licenziati e sostituiti da qualcubo di piu solerte e piu economico,sono costretti a tiranneggiare costantemente i propri colleghi.
E il titolare dell'azienda ormai alla mercè di Lidl? Dicono tutti che sia un insopportabile pallone gonfiato.Ma è così da sempre o lo è diventato? E allora cosa l'avrebbe rovinato? Quelle poche volte che l'ho visto spadroneggiare in giro per l'azienda-mai un saluto,impartisce ordini qua e là o addita con aria di rimprovero quelli a cui è scivolata dal viso la mascherina che siano tenuti a portare per motivi igienici (cosa assolutamente ridicola,vista l'onnipresenza della muffa!)- mi è sembrato come prigioniero di se stesso in quei suoi due metri di stazza.
Un giorno, passando per caso di fianco alla mia postazione di lavoro,si rivolge direttamente a me e con voce spenta, senza fermarsi ,comanda:"Vai a prendere il muletto".Intende il carrello sollevatore,che io comunque non sono nè  addestrato nè autorizzato a guidare. Gli chiedo dove sia,ma lui già se ne va,liquidandomi con un gesto sprezzante della mano.
Se dal vivo mentre incide per i suoi capannoni Westerhrstmann è inavvicinabile ,da lontano invece è virtualmente onnipresente ,monitorando tutto ciò che succede negli impianti grazie al sistema di sorveglianza e spionaggio di Lidl adottato ormai anche qui da noi.Originariamente concepite per controllare lo svolgimento tecnico della produzione,le telecamere con cui Westerhorstmann ha equipaggiato lo stabilimento gli permettono ora di sorvegliare i suoi operai da qualsiasi punto del mondo via Internet ,con una semplice password personale.La sua vigilanza non viene mai meno,neanche di notte.Una volta, ad esempio,è arrivato a riprendere una responsabile del turno molto attiva nei sindacati chiamando direttamente dalla propria camera da letto.Sullo schermo aveva notato che indossava pantaloni da lavoro grigi anzichè bianchi.
Cosa spinge un uomo a gestire così la sua azienda? Le pressioni di Lidl sono davvero l'unica causa? Qual'è la sua parte di responsabilità? Ormai è vicino alla pensione e,secondo alcuni operai,vuole solo spremere la fabbrica il piu possibile lesinando su macchinari e apparecchiature.
Il suo comportamento verso gli animali può forse aiutarci a capire che tipo di persona sia Westerhorstmann.Di fianco alla fabbrica tiene una ventina di zebù.In azienda si dice che il padre,da cui ha ereditato l'impresa,gli abbia imposto nel testamento di prendersene cura.Che quelle bestie li soffrano non c'è ombra di dubbio:vivono con le zampe immerse nei loro stessi escrementi,perchè lui non vuole pagare qualcuno per far ripulire le stalle.Un giorno, venerdi santo,scopro in quel letamaio un cucciolo di zebù appena nato.Lo estraggo dalla melma,lo porto fuori e lo ripulisco frizionando energeticamente.E' ancora vivo.Il giorno stesso vengo a sapere da un collega che lo hanno lasciato crepare poco dopo.
Nel panificio industriale Weinzheimer il sistema Lidl domina incontrastato.La grande multinazionale dei supermercati è riuscita a far si che solo sette delle sue 3.250 filiali tedesche abbiano un consiglio aziendale.Per impedirne la fondazione in un caso sono arrivati addirittura a chiudere un punto vendita.Anche qui nell'Hunsruck il proprietario ha minacciato licenziamenti indiscriminati e la cessazione dell'attività a causa di una "parziale automatizzazione determinata dalla situazione aziendale", solo per fomentare malumori contro le elezioni del consiglio della società.
Già la prima assemblea generale,rinviata di continuo da Westerhorstmann con i pretesti piu improbabili,si rivelò un fallimento.Di fronte ai tentativi di delegittimare e ridicolizzare i membri del comitato elettorale,stimati da quasi tutti gli operai,i dipendenti rinfacciarono al proprietario i massacranti orari di lavoro,che giustificavano la fondazione di un consiglio di rappresentanza aziendale;un collega raccontò di aver dovuto lavorare per trenta giorni consecutivi.Il titolare sogghignò:"Bè ,se è così,adesso in compenso per due settimane si può stare a pancia all'aria!".La sua battuta fu ignorata e le rivendicazioni si infiammarono sempre piu.Sewnza colpo ferire,il padrone prese e li cacciò via:"Questa è la mia azienda e in casa mia ci sta sta solo chi dico io!".
Nel periodo immediatamente successivo ha provato a impedire le elezioni con metodi intimidatori.Un collega vietnamita,assunto con un contratto a termine,è stato convocato piu volte in direzione.Gli hanno fatto pressioni perchè si candidasse divenendo l'uomo di fiducia dell'azienda all'interno del consiglio.E allora si sarebbe potuto prendere in considerazione il rinnovo del suo contratto.Ai dipendenti invisi alla direzione è stato ingiunto di non votare con la minaccia del licenziamento.
Alban Ademaj ,che infine ebbe il coraggio di farsi eleggere presidente del consiglio aziendale,ricorda:"I colleghi mi hanno chiesto di candidarmi perchè si fidavano di me.Ma già durante la fase preparatoria abbiamo subito tanti di quei richiami e di quelle umiliazioni che piu di una volta sono stato sul punto di mollare tutto.Volevano farci passare per stupidi o per ignoranti.Quando,con mio grande stupore,ho ricevuto la maggioranza dei voti, ho deciso che sarei andato dritto per la mia strada.Ci siamo subito concentrati sulle infrazioni piu evidenti,ma i nostri tentativi venivano bloccati,le proposte respinte.Ad esempio abbiamo preteso di aver accesso al conteggio del monte ore lavorative.In molti sospettavamo che venissero conteggiate male,e non avevamo torto.Il titolare era libero di manipolare le cifre al computer.Avendo sempre annotato le mie ore,sono riuscito a smascherarlo".
Dopo la sua elezione il ventisettenne Ademaj è stato sistematicamente sottoposto a pressioni e ricatti.Lui che prima non era mai stato ripreso,riceveva ora un richiamo dopo l'altro.L'hanno spostato di reparto e costretto a continui straordinari.E' stato vittima di ogni tipo di angheria.Alla fine si è arreso e ha rinunciato all'incarico."Pensavo:io mi dimetto e lui mi lascia lavorare in pace".Sbagliato! Lo hanno messo a svolgere la mansione piu odiosa:l'imballaggio."Controllo dei bancali.E' un lavoro in cui,se vogliono,possono sempre coglierti in fallo.Alla quarta volta che mi hanno ispezionato senza potermi accusare di nulla,mi sono preso la soddisfazione di fare una battuta.Ho chiesto alla moglie del titolare se fosse previsto un premio fedeltà per chi passava indenne cinque controlli di fila"
Ma prova e riprova alla fine un problema è saltato fuori: hanno affiancato a Ademaj un nuovo collega e affibbiato al primo la colpa di un errore commesso dal secondo.Poi, nonostante  lui in quel turno lavorasse al reparto confezionamento,gli è arrivato un richiamo per un impasto preparato in modo presumibilmente errato.Alla fine il suo destino è stato segnato da una busta piena di scarafaggi,che un collega aveva raccolto e lasciato vicino alla sua postazione e che lui ha buttato via.L'ispezione di un supervisore di Lidl era nell'aria e Ademaj ha pensato che una busta piena di scarafaggi non fosse un buon biglietto da visita.E' invece proprio a causa di questa iniziativa è stato licenziato in tronco per disturbo della quiete aziendale.Al suo successore Savas Daci,secondo per numero di voti ricevuti e operaio modello per molti anni,non è andata diversamente.Dopo aver assunto l'incarico è stato subissato di richiami.
Anche Daci e la sua vice sono stati licenziati senza preavviso,questa volta con la specifica:"Con l'approvazione del consiglio aziendale".Nel frattempo infatti ne era divenuta presidentessa la segretaria del capo,Beate M.,risultata sesta alle elezioni con soli otto voti.Godeva della piena fiducia del titolare e ora aveva anche la possibilità di dimostrarsene degna.Da quel momento non ha fatto altro che testimoniare contro i suoi stessi colleghi.
"Adesso finalmente Westerhorstmann ha il consiglio aziendale che ha sempre desiderato;che dice sempre va bene-e cosi-sia,pronto a fare ogni sorta di porcherie! afferma Harald Fascella,responsabile della sezione di Darmstadt del sindacato agroalimentare.Si chiede:"Un'azienda gestita  con questo dispotismo e disprezzo per le persone ha il diritto di rimanere in attività?

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