Anglotedesco

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mercoledì 11 dicembre 2013

L'articolo di Milano Finanza sul trio Bagnai-Rinaldi-Borghi




da MILANO FINANZA-articolo di Marcello Bussi

Uscire dall'euro? Una follia,perchè l'inflazione salirebbe alle stelle e il debito pubblico verrebbe ristrutturato e quindi meglio disfarsi in tempo dei Bot in portafoglio;sarebbe una tragedia sopratutto per i pensionati.Ma è proprio così?
Un trio di docenti universitari pensa esattamente il contrario:l'unico modo per salvare dalla catastrofe l'economia italiana,e quindi anche i pensionati,è proprio quello di uscire dall'euro e tornare alla valuta nazionale,la lora o come la si preferirà chiamre.Li ha riuniti nella tana del lupo,il megacomplesso dell'Europarlamento o Bruxelles,l'eurodeputato Magdi Cristiano Allam,leader del movimento Io amo l'Italia.Due insegnano all'università Gabriele d'Annunzio di Chieti-Pescara.Alberto Bagnai politica economica e Antonio Maria Rinaldi finanza ziendale (è stato direttore generale della Sofid,capogruppo finanziaria dell'Eni).Il terzo,Claudio Borghi,è docente di mercati finanziari alla Cattolica di Milano."Non è affatto vero che se l'Italia uscisse dall'euro e svalutasse dal 20-30% ci sarebbe un'inflazione dello stesso livello",sostiene Bagnai.Recentemente la Polonia ha svalutto lo zloty piu del 20 e l'inflazione si è ridotta.E anche nel 1992,quando lo ha fatto l'Italia,l'inflazione è diminuita.Oltretutto all'epoca dell'inflazione globale viaggiava al 4-5%,mentre oggi ci troviamo in uno scenario di deflazione e quindi l'impatto sarebbe ancora minore"."L'inflazione viene dipinta come il male assoluto,osserva Borghi,"ma non è affattocosì.Negli anni 80' in Italia l'inflazione viaggiava a due cifre,ma il clima economico era naturalmente migliore.Oggi invece abbiamo il deflazionato disoccupato.Ma i piccoli risparmiatori che hanno investito in Bot e altri titoli di Stato italiani non rischierebbero di trovarsi con un pugno di mosche?
"Nessun problema,il debito pubblico verrebbe convertito nella nuova moneta.La stessa che utilizzerebbero i risparmiatori per fare la spesa.Quindi per loro non cambierebbe niente".Però L'italia di vecchi e i pensionati hanno paura del salto nel buio."Adesso vengono anche loro torchiati dal fisco per poter rispettare i diktat europei",osserva Borghi,"e devono capire che le loro pensioni vengono pagate da chi lavora.Se tutti sono disoccupati chi pagherà? Anche a loro conviene preoccuparsi,sopratutto di ripristinare le condizioni per la crescita".Crescita economica che finchè si resta nell'euro è una chimera."impossibile raggiungerla dovendo rispettare il Fiscal Compact,spiega Rinaldi ,"che dal 1 gennaio 2015 obbligherà tutti i 25 Paesi firmatari e ratificatori del Trattato al pareggio di bilancio e alla riduzione sistematica del 5% annuo dell'eccedenza del 60% del rapporto debito pubblico/pil.Per L'italia questo significherebbe trovare ogni anno risorse aggiuntive per 98 miliardi di euro.Una somma pari a piu di quattro volte il gettito Imu complessivo.Rinaldi tiene poi a sottolineare l'assurdità dell'attuale costruzione europea:"Il Trattato di Maastricht è stato firmato il 7 febbraio 1992 e da allora non hanno ancora uniformato le aliquote Iva.Ma che mercato comune è?Che fare allora? "Bisogna chiedere subito la moratoria del fiscal Compact,altrimenti è la fine.Siamo ingabbiati in un meccanismo in cui è l'economia reale a doversi adeguare all'euro e non viceversa.".L'alternativa è l'uscita dall'euro,che dovrebbe essere concordata attutire al massimo gli impatti negativi.Ma è possibile? "Credo che sarà la Germania la prima a uscire", sostiene Borghi, "Ormai ha raccolto tutto quello che poteva da questo stato di cose.E quandosi tratterà di dover dare nuovi finanziamenti alla Grecia o a qualche altro Stato,a Berlino decideranno di mettere la parola fine".

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