Anglotedesco

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martedì 17 dicembre 2013

NOAM CHOMSKY.La Primavera araba e le rivolte contro l'economia neoliberista




da SISTEMI DI POTERE-Noam Chomsky (Ponti Delle Grazie)

La cosidetta Primavera araba è cominciata nell'ottobre del 2010 proprio nel Sahara occidentale,l'ultima colonia africana,nel senso letterale del  termine.quella zona  è sottoposta alla giurisdizione ONU,e in teoria sarebbe dovuta essere decolonizzata.Nel 1975 fu avviata la decolonizzazione ma subito dopo fu occupata dal Marocco  che,essendo sotto il controllo francese,invase il Sahara occidentale facendo affluire migliaia  per evitare che si formasse un movimento indipendestista.Per anni in quella zona si è condotta una lotta non violenta.Nel novembre del 2010 sono scoppiate alcune proteste sul modello della Primavera araba,ed è sorta persino una tendopoli nel cuore di un'importante città, subito smantellata dai soldati marocchini.Poichè il Marocco è soggetto di giurisdizione ONU,il movimento Saharawi,costituito dai nativi del Sahara Occidentale,ha presentato un'istanza di protesta dinnanzi al Consiglio di Sicurezza,che ha la responsabilità della decolonizzazione.La Francia l'ha affossata,con il beneplacito degli Stati Uniti.Così la questione è scomparsa dalla storia.
Anche la Palestina è sotto occupazione.I palestinesi hanno tentato di unirsi ai movimenti di liberazione nati nel mondo arabo,ma le proteste sono state subito sedate.Dunque nulla si muove proprio nelle due zone del Medio Oriente e del Nord Africa in cui vige un'occupazione straniera appoggiata da potenze occidentali:la francia,nel caso del Shara occidentale,con l'avallo degli Usa,e gli Stati niti nel caso dell'occupazione israeliana  della Palestina.
Oltre alla resistenza contro l'occupazione,vi è poi la rivolta contro le dittature e contro l'economia neoliberista.Entrambe seguono uno schema ben preciso.Come abbiamo detto,l'America latina si è finalmente liberata sia della dittatura politica sia delle politiche neoliberiste.Il neoliberismo ha avuto ripercussioni in America latina come nei paesi mediorientali e nordafricani,oltre che negli Stati Uniti e in Europa,anche se con modalità leggermente diverse.Quelle politiche arricchiscono una fetta molto piccola della popolazione penalizzando tutti gli altri,sia in termini puramente economici,con la riduzione del reddito reale, sia in termini di qualità della vita e di diritti del lavoro.Non si possono imporre i principi neoliberisti senza un regime repressivo.Ecco perchè c'è stata la rivolta.
Un altro aspetto che accomuna tutte le rivolte,anzi, rispetto al quale esse sono pressochè identiche,è che le conseguenze,devastanti del neoliberismo sono molto gradite alla cosidetta troika formata da FMI (Fondo Monetario Internazionale),Banca mondiale e Dipartimento del Tesoro Usa.Nel caso dell'Egitto,le èlite finanziarie internazionali osannavano la dittatura di mubarak per le sue straordinarie performance economiche e per le riforme realizzate proprio poche settimane prima del crollo del regime
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Fenomeni analoghi si verificano non soltanto in Africa ma anche negli Usa e in Europa.Gli indignados dell'Europa meridionale e il movimento Occupy nato negli Stati Uniti in un certo senso sono simili,anche se nascono in società del tutto diverse.In questi casi non si protesta contro la dittatura,bensì contro lo sgretolamento dei sistemi democratici e le ripercussioni del neoliberismo nella sua versione occidentale,che negli ultimi trent'anni ha prodotto gravi effetti strutturali:la concentrazione sempre maggiore della ricchezza nelle mani dell'1% della popolazione,la stagnazione per quasi tutti gli altri,la deregolamentazione e le ripetute crisi finanziarie,una piu pesante dell'altra.La piu recente ha avuto profonde conseguenze per la popolazione in genrale,ma è stata  assolutamente devastante per gli afroamericani:il loro patrimonio netto è pari a un ventesimo di quello dei bianchi,il piu basso delle prime rivelazioni statistiche.Il patrimonio familiare netto degli afroamericani ammonta in media a qualche migliaia di euro,una cifra irrisoria da imputarsi al crollo del mercato immobiliare.

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