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lunedì 16 dicembre 2013

Se 6 Premi Nobel criticano l'euro un motivo ci sarà...



da LIBERO del 14/12/2013-articolo di Nino Sunseri

Sono diventati sei i Premi Nobel per l'economia,di diverse ideologie ed estrazioni culturali,che dicono tutti la stessa cosa: l'euro è una trappola.Fra l'altro una trappola nella quale sono stati lasciati cadere milioni di europei.Agli oppositori storici (Paul Krugman,Milton Friedman,Joseph Stiglitz,Amartuya Sen) si sono aggiunti James Mirrless e Christopher Pissarides.Se continua così tra un pò rischiamo di perdere il conto.Anche perchè, volendo giocare un pò a cavallo fra politica ed economia c'è un altro Premio Nobel che lavora contro la moneta unica.Si tratta di Barck Obama,presidente degli Stati Uniti,insignito con il diploma della Pace nel 2009,che ha ordinato alla Fed di abbattere il valore del dollaro.Così diventa piu facile ridare velocità all'economia a stelle e strisce.Se la moneta americana scende di valore per le esportazioni europee cala la notte.
Ma in fondo su questo fronte incidono molto le considerazioni di realpolitik.Molto piu spassionato il parere "tecnico" dei sei Premi Nobel per l'Economia che giudicano l'euro una pericolosa patacca.
Le ragioni di tanta ostilità si possono sintetizzare in poche frasi.Basta riascoltare che  cosa hanno da dire questi blasonati critici della moneta unica.Eccoli in fila.
Paul Krugman (Nobel 2008) è il piu sentimentale:"L'euro è un bel simbolo di unità politica.Ma una volta abbandonate le valute nazionali avete perso flessibilità".Milton Friedman (premiato nel 76),il primo e piu intransigente pubblico ministero nel processo alla valuta comune la butta in politica:"Una costruzione non democratica".Joseph Stiglitz (2001) se la prende con il pensiero unico che domina a Bruxelles:!I tecnocrati chiamati a guidare i singoli Paesi impongono politiche che portano ad una povertà sempre piu diffusa".Amartya Sen (1998):"La moneta unica era nata con lo scopo di unire il continente e ha finito per dividerlo".James Mirrless (1996) si concentra particolarmente sulla situazione dell'Italia:"Guardando dal di fuori,dico che non dovreste stare nell'euro,ma uscirne adesso.La Germania continua a mantenere i prezzi troppo bassi.Se non cambia,le difficoltà dell'Italia continueranno".Christopher Pissarides (2010):"L'unione Monetaria ha creato una generazione persa di giovani disoccupati e dovrebbe essere dissolta".
Di recente,in Francia,le tesi di Francois Heisbourg (economista e presidente dell'International Institute for Strategic Studies) hanno rotto il tabù anche a Parigi,teorizzando un'iniziativa comune franco-tedesca per il ripristino immediato delle valute nazionali.Facile immaginare che sarà questo il tema centrale delle euroelezioni di maggio.
Tutto questo per dire che si fa presto a bollare come insorgenze populistiche tutti gli appelli al ritorno alla nostra moneta.In realtà proprio gli europeisti piu convinti dovrebbero chiedere l'immediato abbandono della moneta unica.La sua nascita che doveva essere un sogno, come dice Krugman si è risolto in un incubo come osserva Pissarides.C'è un'intera generazione che sta crescendo nell'odio profondo della moneta unica in quanto considerata la fronte di tutti i problemi.Alla base c'è l'alta disoccupazione provocata dalle politiche di austerità e rigore connesse alla partecipazione all'euro.Sono ragazzi che non hanno uno stipendio oggi e non avranno la pensione domani.Quale sarà il loro atteggiamento nei confronti dell'Europa? Difficile che la considerano una speranza come facevano i loro padri.Tutta colpa della moneta unica che, come dicono i sei Premi Nobel,è arrivata troppo resto.

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